10 merende olandesi e le loro gioie&dolori

Ora che lavoro per una ditta internazionale come quelli seri, mi tocca pranzare in un ristorante gestito da olandesi e che serve cibo olandese. Per questo, puntualmente, mi manca il fatto di essere stato responsabile di sala in un ristorante italiano. Per lo stesso motivo mi porto il cibo da casa. E’ a dire il vero un’ occasione per vedere come pranza l’Amsterdammer DOC.

Cose che NSA (Non Se Augurano).

Vedi uomini e donne in fila alla cassa e ti chiedi come facciano a tirare avanti fino a sera con il pasto da Poverelle Benefattrici del Gesù del Pane Azzimo e soprattutto come facciano a godere di ciò che si mettono in bocca.

Il punto è proprio questo: la parte del godimento, della sensazione, non importa. Il cibo è qualcosa che serve per dare energia e fare tante altre cose che piacciono di più (tipo pedalare, in tutte le sue varianti, compresa quella di farlo su di una fune sospesa nel vuoto).

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Ad ogni modo, non puoi dire di essere un Amsterdammer se non hai provato i 10 spuntini olandesi più amati:

1) Drop: ovvero caramelle di liquirizia (di solito giganti) che sanno di…Sale. No, veramente. Sono salate. Dovrebbero piacermi, visto che il motivo per cui sono in grado di sfondarmi di Margaritas è il sale attorno al bicchiere. In realtà mi fanno l’effetto delle caramelle frizzine. Le metto in bocca e mi auguro la morte (a me che son scemo ad averle accettare e a chi me le ha date);

2) Haring: una prelibatezza per molti, la versione poraccia del sushi e della consistenza del catarro del cammello per me…Con sopra la cipollina fresca. Presso i mercati rionali ne trovate anche di ottime (dicono). Io ne ho provata una a Noordermarkt (ve ne ho parlato QUI). Ancora mi sveglio di notte, coperto di sudore, con la sensazione di una lumaca grossa che mi scivola in gola. Una di quelle ciccione  e rosse, senza guscio.

3) Kroket&Bitterballen: nelle versioni di grasso di animali indefiniti, formagglio che sa di tutto tranne che formaggio o pesce. E’ lo spuntino dei Super Eroi visto che solo chi ha la bocca foderata di amianto può permettersi di mangiarne una, senza procurarisi ustioni di terzo grado in bocca. Non contenti, come fosse una bella fetta di mortadella, se la infilano nel panino-polistirolo, la rompono e ce la spalmano sopra. In realtà è possibile trovare in città gastronomie che ne fanno di apprezzabili. A me piacciono quelle di Van Dobben (QUI), che di Venerdì e Sabato è aperto alle 2 di mattina, ottime per la chimica da post club (o nel mio caso da post whiskey cola). La differenza tra le due è che una è a tubo e l’altra è a palla;

4) Poffertjes: ovvero sfere appiattite di pastella fritta, minuscole, con sopra lo zucchero a velo (nella versione più tradizionale). Punto. Ho visto figli di conoscenti cenare con ste cose. Stavo seriamente considerando il fatto di chiamare i Servizi Sociali;

5) Patat: aka le patatine fritte come le fanno qui. Nulla da dire. Se trovate dove le fanno senza l’olio esausto (mi fa sempre ridere pensare all’olio che non ce la fa più…) sono gustose e talmente porcose che per qualche ora la fame te la tagliano. Rigorosamente da mangiare nel cono di carta oleata con una quintalata di salsa a piacere sopra.


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6) Hagelslag: qualcuno mi spieghi il senso di pranzare o fare merenda con fette di pane con sopra quelle cose che mia madre usa per decorare le torte. No, seriamente. Non mi puoi considerare le decorazioni al cioccolato (o meglio, puro zucchero) con una fetta di pane, un pasto. You’re not doing it right;

7) Frikandel: di base è una salsiccia senza pelle che alla vista appare come un lungo stronzo scuro, solitamente fritta, per nascondere un po’ il sapore immagino. Sempre a questo fine, è accompagnata di solito da salse al curry o maionese. Se mescoli assieme curry+ maionese + ketchup + pezzetti di cipolla cruda, diventa la frikandel speciaal. La mia domanda è: ma chi volete prendere per il culo?

8  ) Stroopwafel: cialde con una puntina di cannella che abbracciano uno strato di sciroppo caramelloso. A me piacciono ma non li posso più mangiare. Appena arrivato ne sono diventato dipendente ed ora solo l’odore mi disturba. Sono solcissimi e guduriosi ma rischiano di stufare dopo un po’ perchè anestetizzano la bocca. Amo;

9) Oliebollen: io li aspetto con trepidazione ogni inverno. Ho dedicato loro una ode QUI. Non credo servano ulteriori presentazioni;

10) Rookworst: solo e sempre quello di HEMA. E’ il mio gulty pleasure, la porcata post-shopping in Kalverstraat, il compagno di rutti per l’intera serata. Dammi un rookwoorst nel suo panino molliccio e un po’ di senape che fra bruciare i peli del naso e io ti posso amare, ma di un amore sporco e zozzone, da Germinale di Émile Zola. Un piacere lurido ogni tanto ci sta.

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4 thoughts on “10 merende olandesi e le loro gioie&dolori

  1. De Rujiter il said:

    Prova a mangiare i/gli “Hagelslag” e poi ne riparliamo. La forma assomiglia a quegli affari per le torte, ma consistenza e sapore sono ben altri. Mangiali, senza pane magari! E se già li hai mangiati e non ti piacciono.. no, non può essere successo!

  2. Alla fine il Hagelslag è un po’ come la classica merenda del nord italia quando ero bimba: fetta di pan carrè+burro+zucchero…non ci vedo differenza

  3. Amo le liquirizie salate. Le krokets, che dire?! Fino a un paio di anni fa le avrei evitate come la peste, ora mangio quelle di van Dobben e anche tutte le altre. Forse dovrei iniziare a preoccuparmi. Sinceramente mi mancano i Rookworst, non mi hanno mai ispirato molta fiducia, ma ok voglio dare un po’ di credito e prossima volta in kalvertoren si prova pure quello da Hema.

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