Olanda omicida: 8 serial killer made in Holland ( i primi 4 )

Mi lamentavo l’anno scorso, più o meno in questo periodo, del fatto che volevo scrivere un post sul serial killer di Amsterdam ma non era molto interessante (pure gli assassini seriali c’hanne noiosi questi), quindi, per concludere i post dedicati ad Halloween, ho deciso di espandere la ricerca all’intera nazione duccia e qualche cosa è saltato fuori.

Per prepararvi bene ai festeggiamenti più dark della capitale, eccovi gli 8 serial killer olandesi che vi faran passare la voglia di dire “ma che carina la terra dei tulipani”:

1) Willem van Eijk: conosciuto anche come ” Het Beest van Harkstede”, nasce nel 1941 nella provincia di Groningen e fin da bambino manifesta comportamenti sadici e violenti nei confronti di animali quali cani e gatti che torturava o anatre che annegava a calci. Collezionava rane essicate o insetti e a scuola era considerato uno di quelli strani, che veniva sempre isolato. Violenta, uccide e sfregia o dismembra 5 donne (per lo meno, è stato condannato per 5 omicidi).

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La prima vittima risale al 1971 ed è una ragazza di 15 anni, Cora, che strangola con una sciarpa. Movente: aveva sempre sognato di uccidere una donna e gli si era presentata un’occasione. Quattro anni dopo viene trovato in un campo il cadavere di Aaltje, una donna di 44 anni, con il ventre tagliato ed un capezzolo asportato. Quando la polizia raggiunge l’abitazione di Willem, poco distante, trovano una scritta sul muro della casa galleggiante in cui vive, scritta con del sangue ancora fresco: “De Vrijheid”, ovvero La Libertà. Confessa gli omicidi e viene condannato a 18 anni di reclusione.

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Si sposa ancora detenuto, nel 1980, con Adri e scontata la pena, nel 1990, va a vivere con lei ed il figlio della donna. La relazione degenera e, dopo la separazione, i cadaveri di donne ricominciano ad apparire: Michelle, una ragazza rumena il cui corpo viene trovato in un fosso; Annelies, nel 1995, una prostituta e pochi mesi più tardi Sasha, i cui vestiti vengono trovati vicino all’abitazione di Willem. Dal 1993 al 2001 vengono periodicamente trovati cadaveri di donne seviziati e mutilati nei dintorni del villaggio dove viveva Willem, tra cui Antoniette, prostituta di Groningen, il cui torso viene trovato in un luogo e gli arti in un’altro, chiusi in una borsa sportiva. Non tutti gli omicidi sono stati attribuiti a lui, ma i sospetti rimangono alti. Condannato all’ ergastolo, Willem si è definito in un’intervista come “un cacciatore che sa cacciare”. Secondo i suoi psichiatri non ha mai dimostrato segni di rimorso.

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2) Jacobus Dirk (Koos) Hertogs: nato a Den Haag nel 1949, tra il 1980 ed il 1982 ha rapito, abusato e ucciso tre ragazzine. Non è considerato un pedofilo in quanto le sue vittime sono state adescate così giovani per motivi pratici (molto olandese…), in quanto più facili da gestire e fisicamente più deboli di una donna adulta. Tilda (12 anni) scomparsa mentre si recava a danza. Il sui corpo è stato ritrovato tre giorni dopo; Emy (18 anni), uccisa in un bosco mentre si recava a scuola, il cui corpo è stato ritrovato due giorni dopo con lesioni alla testa ed al torace; Edith (11 anni), anche lei adescata mentre andava a scuola e ritrovata pochi giorni dopo, uccisa da un corpo contundente.

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Nato in una famiglia fermamente cattolica, con altri 17 fratelli, Koos ha sempre dimostrato un carattere intrattabile fin da giovanissimo e prima dei 30 anni era già stato arrestato 26 volte. Venne arrestato in seguito ad una telefonata anonima che rivelava che Edith aveva morso il suo assassino. In casa sua è stata trovata una camera nascosta adibita per le torture. Si è sempre dichiarato innocente e nel 2015 è morto nell’ospedale psichiatrico in cui era rinchiuso;

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3) Aalt Mondria: nasce nel 1957 a Kampen ha commesso quattro omicidi e numerosi atti di violenza. Paranoico e tossicodipendente, ha iniziato al sua esperienza dentro e fuori i carceri psichiatrici fin da adolescente. Durante una delle sue fughe distruttive, nel 1978, si rifugia ad Amsterdam, picchia a sangue i proprietari di casa (la donna rimarrà paralizzata) e fugge di nuovo nel Noord-Brabant con la sua ragazza. Uccide dopo una rapina di poche corone una coppia di anziani e la loro figlia. Condannato a 15 anni in un carcere pschiatrico, inizia una relazione nel 1995 con una donna, dopo un annuncio su di un giornale.

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Nel 1996 si trasferisce da lei e dal figlio della donna, di 10 anni…Che viene trovato morto pochi mesi dopo. Si dichiarerà prima colpevole e poi innocente e durante il processo di calerà i pantaloni per mostrare presunti segni di iniezioni, per dimostrare che si tratta tutta di una cospirazione nei suoi confronti. Muore in un ospedale psichiatrico nel 2011 per una epatite C non curata.

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4) Patrick Soultana: nato ad Amsterdam nel 1977 è stato condannato per l’omicidio di 2 persone ed il tentato omicidio di una terza ma, secondo la sua confessione, le vittime dovrebbero essere 5. Due risultano quindi ancora ignote. Farida, la prima vittima, è stata accoltellata e strangolata dopo una rapina, “perchè urlava”. Dopo aver tagliato i piedi alla vittima, li ha seppelliti dentro ad un vaso nel fienile. Mesi dopo è stata ritrovata al bicicletta di Frida e più tardi il portachiavi, nei pressi di un bosco, dove era stato seppellito anche il corpo, ritrovato dopo le indicazioni dell’assassino. Nada è stata ritrovata ancora viva in un fosso, nel 2010, ma con gravi ferite al cranio ed in ipodermia.

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In ospedale i medici si sono accorti che la donna aveva anche quattro costole rotte e un polmone collassato. Muore pochi giorni dopo per le ferite riportate. Si scoprì poi che Nada si era ribellata al tentativo di rapina di Soultana. L’ultima vittima accertata risale al 2011, un ragazzo polacco, derubato e lasciato per morto dopo averlo colpito più volte alla testa con una spranga, assieme ad un complice. Il ragazzo è sopravvissuto. Nel 2013 Soultana viene condannato  per questi tre crimini ed il possesso di materiale pedopornografico, oltre che per numerose rapine commesse. Nel 2014 si è dichiarato innocente ed ha ammesso di essere stato sul luogo dei delitti ma di non aver commesso le violenze per cui è accusato.

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