StrambAmsterdam: come nasce (e come muore) la scritta I Amsterdam

Io detesto…Anzi…Detesto e schifo le fotografie davanti ai monumenti…Lo trovo così anni ’80 e da poracci…

Oppure sapete quelle fotografie dove si fa finta di tener su la torre di Pisa? Preferirei trovare le piattole nelle mutande piuttosto…

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Comunque è una questione di gusto: c’ è chi ce l’ha e chi no…

Ad Amsterdam, siccome non avevano una cosa particolarmente iconica ( i canali sono ovunque in città con gli annessi ponti, il Palazzo Reale è bruttino e bigio e il Monumento in piazza Dam sembra un pirillo ciclopico) che hano fatto i ducci? Se lo sono costruito ad arte il loro bugigattolo iconico da farsi le selfie (scusate ma selfie al maschiele mi fa un sacco strano. Le ho sempre viste come femmine…Però ero anche convinto che la Pimpa fosse un maschio)…

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Dicevo…Che siccome mancava quel qualcosa di iconico in città, attraverso una geniale strategia di City Marketing, l’azienda Metaalplan ha ideato due scritte entrate subito tra le maggiori attrazioni in città e tra i monumenti più fotografati di Amsterdam: 26 metri e 5 mila kg di scritta.

I AMSTERDAM

A questa conclusione non ci sono arrivato io, ma l’agenzia pubblicitaria Kessel Kramer incaricata dal Comune nel 2004 di scovare il Colosseo di Amsterdam…Siccome non esisteva hanno detto: l‘ immagine iconica della città è la città stessa.

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Il che a me suona un po’ come Jessica Rabbit che dice: “Lo amo perchè mi fa ridere”.

Originariamente la scritta era stata utilizzata come concept per la “Settimana Cinese” ed ha iniziato ad apparire in città. L’ iniziativa è piaciuta così tanto che è diventata subito un’ icona ed una macchina da soldi.

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Attualmente esiste una scritta permanente in Museumplein ed una itinerante che viene spostata in diverse zone della città.

Credo che la maggior parte di noi hanno almeno un amico che si è fatto fotografare sopra o sotto o accanto ad una delle lettere giganti che compongono la scritta…Magari proprio quella con cui inizia il proprio nome…Ah, l’originalità!

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Di recente il gruppo di creativi Amsterdam Uitgebrand hanno voluto lanciare un messaggio utilizzando proprio la scritta in Museumplein per dichiarare la morte dell’autenticità di Amsterdam, dovuta al fatto che si sta adattando sempre di più al gusto dei turisti e che per la maggior parte è abitata da stranieri.

Hanno quindi trasformato per una notte la scritta I AMSTERDAM in una lapide, invitando la gente a portare lumini, fiori pensieri ai piedi del monumento.

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Di per sè ho trovato l’iniziativa geniale, pratica, low cost e ad effetto (molto dutch), solo che personalmente sono convito che Amsterdam non sia mai stata olandese e non sia rappresentativa dei Paesi Bassi…Altrimenti non ci vivrei da più di sette anni.

Se non lo sapevate, sapetelo.

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6 thoughts on “StrambAmsterdam: come nasce (e come muore) la scritta I Amsterdam

  1. Eh bellini, loro… si tratta solo e semplicemente del destino di tutte le città d’arte europee, diventano delle mega Disneyland. Però è così per tutti, quindi anche per loro. Hai voglia te a fare il funerale LOL
    Ciò premesso la scritta è orrenda e non si riesce a eliminarla quando si vuole fotografare il Rijksmuseum :(

  2. deborah il said:

    Ancora peggio dei selfie davanti ai monumenti vari, è l’acquisto delle magliette con la scritta della città. Che sia Parigi, Londra o Roma sono tutte made in china. A cosa servono? Bisogna iniziare ad essere turisti un po meno mondializzati…

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