20 proverbi olandesi nascosti nel quadro di Pieter Bruegel il Vecchio (parte 2)

Per concludere con gli ultimi 10 proverbi olandesi del Rinascimento che ho scelto di mostrarvi, tratti dall’ opera Nederlandse Spreekwoorden di Pieter Bruegel il Vecchio, ho deciso di usare come introduzione le parole di Umberto Eco, una testina a caso, che nel saggio Storia della Bruttezza, parla di quel mattacchione del Bruegel descrivendo così il suo lavoro:

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“Contemporaneo di Rabelais era Pieter Bruegel il Vecchio, grazie al quale il mondo dei contadini, con le sue feste, la sua rozzezza e le sue deformità, entra nella grande pittura. Come nelle satire sui villani, la pittura di Bruegel rappresenta il popolo ma non è destinata al popolo.

Come ha osservato Hausener nella sua Storia sociale dell’arte, a voler ritrarre la propria vita sono i gruppi sociali soddisfatti del loro stato, non quelli ancora oppressi che desidererebbero una vita diversa.

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L’arte di Bruegel era destinata alla città e non alla campagna. Non per questo però, si può negare a Bruegel un’attenzione fedele ai costumi campagnoli; la sua rappresentazione del villano certamente non è feroce e beffarda come quella delle satire medievali.”

Siete tutti più intellettuosi ora? Ottimo.

Mò mettemo le immagini che vi si sarò fuso l’encefalo:

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11)Via di doppietta:

11 a)Zijn gat aan de poort vegen (strofinare il culo alla porta): prendere qualcosa con leggerezza

11 b) Zijn last dragen (portarsi la propria sfortuna): avere un fardello sulle spalle

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12) Sempre a tema culo, qui ne abbiamo tre (di proverbi, non di culi):

12 a) Dat hangt als een schijthuis boven de gracht (sta come una latrina su un fosso): è una cosa ovvia

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12 b) Hij kan door een eiken plank zien als er een gat in zit (chiunque può vedere attraverso una tavola di quercia se c’è un buco): non serve nascondere le cose ovvie

12 c) Uit hetzelfde gat schijten (cacare in due dallo stesso buco): essere culo e camicia

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13) Hij speelt op de kaak (suonare dalla gogna): attirare attenzione sbagliata su sé stessi

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14) Anche qui ne abbiamo 2:

14 a) De beren zien dansen (vedere gli orsi che ballano): non vederci dalla fame

14 b) Wilde beren vertoeven graag bij soortgenoten (gli orsi selvatici preferiscono la loro compagnia): chi si somiglia si piglia

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15) Qui ce ne sono due ed amo entrambi:

15 a) Hij loopt alsof hij het vuur in zijn aars heeft (correre come col culo infuocato): essere in un gran disastro

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15 b) Wie vuur eet, schijt vonken (chi mangia scintille caca fuoco): chi semina vento raccoglie tempesta

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16) Paardenkeutels zijn geen vijgen (gli escrementi di cavallo non sono fichi): non farsi ingannare dalle apparenze

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17) De ooievaar nakijken (fissare le cicogne): sprecare il tempo

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18) Daar zijn de daken met vlaaien bedekt (avere il tetto coperto di torte): essere molto ricco

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19) Hij geeft er niet om wiens huis in brand staat, als hij zich maar aan de gloed kan warmen (non preoccuparsi della casa che brucia finché c’è calore per riscaldars): disinteressarsi delle conseguenze

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20) Doppio significato anche per l’ ultimo

20 a) Op de galg schijten (cacare sulla forca): non temere nessuna pena

20 b) Waar aas is vliegen kraaien (la carcassa è dove volano i corvi): non c’è fumo senza arrosto

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Le citazioni riportate in questo post sono state tratte dal saggio “Storia della Bruttezza” a cura di Umberto Eco, Bompiani editore, 2002

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