Batavi v/s Pastapipo: 20 stereotipi sugli italiani ad Amsterdam

Gli stereotipi: questo mondo necessario e selettivo ad un passo dal precipizio del pregiudizio. Un meccanismo di semplificazione universale che ti fa fare 1+1=2 quando sei tu che guardi gli altri e ti fanno alzare gli occhi al cielo, sospirare sconfitto o mandare un bel mavainmona quando sono gli altri a guardare te.

Come Italiano ad Amsterdam, fai spesso parte della seconda categoria. Arrivi qui ancora innocente e pieno di speranze, per poi essere trattato come un pastapipo qualunque.

Hai due modi per reagire all’umiliazione di vedere secoli di italianità distrutta: il dantesco ” non ti curar di lor, ma guarda e passa” o il ribaltare la frittata e il giocare a chi l’ha fatta più grossa tra noi e gli autoctoni.

Fa tenerezza quanto tra Olandesi ed Italiani non ci si conosca e ci si guardi con sospettosa simpatia ed arroganza reciproca.

 

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Per voi che volete venire in questa città di porto, meglio che vi prepariate a come loro ci vedono. Ho chiesto aiuto ai lettori che, come sempre, hanno fatto un marasma su Facebook, rendendomi il lavoro più facile.

Grazie a loro, eccovi i 20 stereotipi che gli olandesi hanno sugli italiani:

1) Siamo ottimi cuochi. Non riusciamo a rinunciare a due pasti caldi al giorno e di base ci cibiamo solo di lasagne, pasta e quel misterioso alimento chiamato macaroni che, giuro, non ho mai capito cosa sia. Inoltre siamo schizzinosi e se non troviamo cibo italiano all’estero, preferiamo morire di stenti. Come puoi spiegare al batavo medio che il cibo è direttamente connesso al piacere mentre qui buttan giù come le oche da fois gras giusto per avere le energie vichinghe necessarie per andare a correre a Vondelpark con la pioggia e -10 gradi? Manco inizi a spiegarglielo…

2) Parliamo a voce troppo alta, facciamo caciara in gruppo, gesticoliamo come primati per accompagnare la parola. Vabè. C’hanno ragione. Personalmente preferisco una comunicazione multitasking e casinara che quella monotono da bastone in culo, ma son gusti;

3) Siam tutti un po’ affiliati alla maffia. Ecco. Chi mi ha detto questo, la seconda volta non si è più permesso. Ho sempre reso chiaro che, se ci avesse provato di nuovo di accostarmi a gente che scioglie bambini nell’acido e vive di criminalità, gli avrei rotto il culo. Ho usato esattamente le stesse parole. Ricordare i crimini di guerra di questo Paese e le schifezze fatte nei territori coloniali potrebbe rafforzare le vostre tesi;

italiano

4) Puzziamo di aglio. Giuro. Soprattutto per le vecchie generazioni, abituate a vedere i lavoratori italiani con le pezze al sedere, mangiamo troppo aglio e quindi puzziamo dello stesso. Scemo io convinto che fossero gli spagnoli;

5) Non siamo in grado di parlare inglese o nessuna altra lingua al di fuori dell’ Italiano ma, per uno strano ossimoro, siamo tenuti a capire cosa ci viene detto se si rivolgono a noi in spagnolo. Considerando che più di una regione in Italia è bilingue ( o trilingue come il Trentino) e che la scolarizzazione dagli anni ’50 è  un’attimino cambiata, ci sarebbe bisogno di un update. Rimane il fatto che spesso parliamo un inglese che fa pietà;

6) Siamo imbroglioni, pigri, non affidabili sul lavoro, non rispettiamo le regole. Poi capita che, in ufficio, per i merdoni, vengano a cercare l’italiano perchè in grado di pensare out of the box rispetto a regole che fanno loro e non funzionano sul piano pratico. Per non parlare che non trovi un collega olandese che si fermi di più sul posto di lavoro. Te pensa che io la stessa idea ce l’ho dei miei colleghi olandesi;

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7) Lavoriamo tutti come pizzaioli e siamo dei pizzaneukers…Ovvero degli “scopatori di pizza”. Questo è chiaramente uno stereotipo che viene in mente solo ad un popolo che non ha idea di come si scopa. Provate a pensare di avere un coito con una pizza. Non funziona. Mica è un’anguria (non chiedete…);

8) Sempre per rimanere in tema, siamo considerati belli, affascinanti, persone con gusto nel vestire e bravi nel definire il bello, nonchè buoni amanti…Peccato che siamo “corti”. Si vede che qui il detto donna nana tutta tana non va;

9) Tutti i maschi italiani sono un po’ gay. Qui son parecchio machi. Non nel senso di: “ti prendo, ti ribalto sul tavolo e ti faccio tremare le gambe a budino” (ma magari!!), piuttosto nel senso: “ti faccio il dutch oven sotto le coperte che risparmiamo anche sul riscaldamento”. Ecco. Io che son frocio davvero, preferisco essere considerato tale a priori piuttosto che essere paragonato al maschio locale in tutta la sua eterissima grezzura…E son pure di montagna;

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10) Suoniamo il mandolino…Ma chi minchia l’ha mai visto un mandolino? La prima volta che ho sentito questa parola è stato quando mio nonno ha indicato il deretano di una signora dicendo “ada chèla lè, la gà el cùl a mandulì!”. In quel senso allora forse sì, i mandolini li suoniamo;

11) L’immagine di Berlusconi non ha aiutato…Sentirvi dire Berlusconi Bunga Bunga potrebbe diventare il vostro nuovo mantra. Magari rispondete con bel Wilders lekker blond o un vaffanculo, a discrezione vostra;

12) Abbiamo il temperament. Tipo che quando le donne italiane si arrabbiano, urlano e lanciano le cose in giro. No. Quello sono io. Certo che se cresci con un panorama piatto e con vacchebasta il temperament mica ti viene;

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13) Facciamo la siesta. Ma che te paro canariota? In caso la pennichella. Certo che a vivere di brodini precotti a pranzo o di fetta di pane con una fetta di formaggio la pennica, uno dei piaceri mistici della vita, mica ti viene;

14) Siamo mammoni. Io alla mia mamma ci voglio bene e a 21 anni ero fuori di casa a studiare. Poi sono dovuto tornare dai miei perchè mica avevo i finanziamenti a fondo perduto e le agevolazioni di cui i miei coetanei olandesi potevano godere. Certo che se a 6 anni già ti mandano ad abbracciare gli alberi per cercare affetto e devi prendere appuntamento con tua madre per andarla a trovare, mammone non lo diventi di sicuro. Guarda te, adesso che ci sono meno soldi anche qui, si allunga la permanenza dei giovani olandesi a casa…Ma che mistero…;

15) Portiamo sempre gli occhiali da sole e mica tanto per fare i fighi, ma perchè siamo degli strafattoni. Ec’hannoragionec’hanno!

 

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16) Facciamo l’Italian shower, ovvero ci diamo giù di deodorante senza lavarci. Allora, io da una nazione che non ha il bidet questa cosa non l’accetto. Lo “straniero zozzo” è lo stereotipo che vale a livello internazionale. Io dico solo che qui è ancora popolarissimo l’Axe, quello che per la mia generazione era il must have alle superiori. Gli orrori degli anni ’90 devono rimanere in quel decennio. Punto.

17) Esistono solo la Toscana, la Sicilia, il Lago di Garda, Firenze, Venezia, Roma e Milano. Il resto non è pervenuto. A proposito, vi invito a vedere la commedia romantica “De Toscanse Bruiloft”, scema e leggera in cui gli olandesi ci prendono in giro e si prendono in giro da soli…Ma soprattutto ci prendono in giro. Ah, è ambientato in un agriturismo in Toscana. Perchè lì tutti vivono negli agriturismi;

18) “Ah ma anche voi in Italia avete al Nutella?”. Che insulto. Che infamia. Che gretta ignoranza…

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19) Il caffè lo beviamo solo se fatto da noi. Eccecredo! Non sono un fan dello scat…(Questa la capiscono solo i raffinati);

20) Nel clima di intolleranza crescente verso gli stranieri, ancora come Italiani piacciamo. Nonostante tutti i difetti e limiti che abbiamo, o presunti tali. In questa terra di pretenziona e presunta perfezione non facciamo altro che portare un po’ d’anima in più…

…E loro lo sanno!

Conosci altri stereotipi che racchiudono il concetto di italianità secondo il batavo medio? Lascia un commento qui sotto, oppure sulla Pagina Facebook (QUI), a cui puoi iscriverti cliccando “Mi Piace”!

Giovedì 06 Novembre a partire dalle ore 21.00 sarò ospite di diretta a RadioPizza Olanda (QUI per la diretta e QUI per la Pagina Facebook)

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28 commenti su “Batavi v/s Pastapipo: 20 stereotipi sugli italiani ad Amsterdam

  1. sergio castellani il said:

    Grande Alf!!! condivido tutto e aumento la dose visto che io sto qui ad Eindhoven, citta’ finta nata dalla congiunzione di alcuni paesini di contadini. che tali sono rimasti a tutti i livelli, soprattutto nell ambiente ingegneristico dove lavoro. Aggiungiamo che lo stereotipo dipende dall’immagine che all estero si e’ sempre avuto dell’italiano del Sud, che e’ diverso dall’italiano del Nord. Ora una cosa che mi salva spesso e’ mettere in luce questa differenza, in modo da spiazzarli un po. Solo per continuare ad andare avanti, tanto un vero contatto con queste bestie non credo sia possibile.

  2. andrea il said:

    Grande Marco, condivido in pieno!!!
    Ieri sera l’ultimo bummaciof autoctono che faceva il cretino con un’italiana del nostro gruppetto e che mi chiedeva se lavoravo in un ristorante..
    In questo istante il mio capo si sta scaccolando e bestemmia..
    Meno male che siamo noi i zozzoni pizzaioli mafiosi!
    Bellaaa :)

  3. Io vivo ad Amsterdam da poco e l’Olanda non l’ho molto girata, ma in compenso come chef ho cucinato in varie nazioni del mondo. Devo dire che quello che pensano gli olandesi degli italiani è condiviso anche da altri popoli.

    Purtroppo, però, devo aggiungere che a torto o ragione, non hanno tutti i torti. Si potrà dire che è meglio così, ma resta il fatto che molti degli stereotipi che hai citato, sono veri. Il che non significa nulla di negativo, però corrispondiamo veramente molto a quei modelli :)

    Ad esempio, che gli italiani tendano a considerare il proprio cibo il migliore del mondo, è vero (ed invece io che sono chef posso dire che c’è ottimo cibo in tutto il mondo, Amsterdam compresa), è vero che siamo casinisti ed a me, per esempio, dà alquanto fastidio essere seduto ad un tavolo che è l’unico che si sente in tutto il locale.

    Vabbè, senza polemica, mi piace essere italiano, ci sono molti aspetti positivi, ma gli stereotipi sono alquanto veri, basta andare in giro per verificarlo :)

  4. Tutto VERISSIMO! 😀 Stavo parlando di un fatto capitato in ufficio in Italia e mio suocero se n’e’ uscito candidamente con il commento: Cosa, dormivano tutti? super convinto eh, che siamo tutti colpiti dal sole perenne che ci scalda le meningi e ci fa abbioccare. Ho gia’ provato a spiegare che in pianura padana nevica spesso ma non credo che questa immagine sia ancora stata registrata.
    Comunque, piu’ li conosco e piu’ mi convinco che la differenza tra gli Olandesi e (quello che loro pensano degli) Italiani corrisponde a qualche birra. Non appena alzano il gomito, via freddezza e avanti tutto il vichingo emozionale che hanno dentro. Anche qui c’e’ gente che non si parla piu’ dopo una serata in cui e’ venuto fuori di tutto per via dell’alcool. Anche in Olanda ci vuole ‘C’e’ posta per te’!

  5. Patrizia il said:

    A parte il fatto che siamo tutti pieni di pregiudizi e che gli esseri umani sono tutti ugualmente egoisti e convinti di essere i migliori, dal Polo Sud al Polo Nord, sai quando si apprezzano l’Olanda ed i suoi abitanti? Quando si torna in Italia.
    Io vivo a Den Haag ormai da vent’anni, per scelta, non per necessità economica e, malgrado le più o meno piccole difficoltà, non mi sono mai pentita di essermi lasciata alle spalle il grigiume industriale ed umano di Torino.
    D’altronde Amsterdam, che pure adoro, non è l’Olanda, come Roma e Napoli non sono l’Italia.
    Aggiungo che scrivi molto bene e che é divertente leggere il tuo blog, ti auguro però, col tempo, di scoprire i tesori di questo paese, non ultimo, da gay quale ti dichiari, quello immenso della tolleranza, così radicata nella popolazione, che perfino un razzista fascistoide come Wilders difende i diritti degli omosessuali e su quelli gioca parte della sua popolarità.
    Ben venga la critica, quindi, specialmente se divertente e costruttiva e chissà che non riusciamo un giorno a convincere gli olandesi dell’utilità del bidet e loro a convincere noi della necessità della doccia quotidiana.
    P.S. I maccaroni sono quella specie di pasta corta a forma di tubetto ricurvo, importata dai primi immigrati italiani del dopoguerra, in gran parte siciliani e calabresi e spesso semianalfabeti.
    Ciao e buona permanenza in una delle città più libere del mondo.

  6. Ciao

    capitata qui per caso e fermata per simpatia.
    Sono quasi venti anni che sono fuori dall’Italia e dal Trentino e di lotta contro gli stereotipi ne ho fatta.
    Anche se, quando stavo in Francia, con i miei ragazzi, ancora adolescenti, facevamo un gioco: trova l’italiano. Camminavamo per le strade di Parigi e da lontano dovevamo dire se la coppia o il gruppo erano italiani poi aspettavamo di incrociarli e Bingo! 99 volte su 100 ci beccavamo. Tutti uniformati alla moda del momento, occhiale da sole da fighetti e aria da “spostati che passo io che scendo direttamente dalle passerelle di Pitti.”
    Poi li ritrovavi nei ristoranti con l’incapacità di comunicare in qualunque lingua e l’espressione inorridita nei confronti del menu.
    Ma quanto mi manca comunque l’Italia! 😉
    Un abbraccio.

  7. Poteva mancare la stalker? Certo che no! 😀
    Be’ non posso essere molto d’aiuto qui, perchè è un paese dove non ho mai abitato.
    Però data la mia formazione (provengo da studi internazionali), e i miei lavori nel mondo del turismo e della moda, e il fatto che negli ultimi 10 anni io abbia quasi sempre viaggiato per lavoro… non lo so, pensare per stereotipi mi sa di immaturo. Non sto dicendo che mi considero migliore o peggiore di nessuno, ma rimango perplessa di fronte al fatto che un estraneo potrebbe venir da me e dirmi roba sulla pizza.
    Credo che userei lo spray al peperoncino, considerandolo un pazzo potenzialmente pericoloso…
    No, non per metterlo sulla pizza 😀 anche se il peperoncino potrebbe starci bene 😀
    Poi vabbè, io sono carognetta e snob per cui le mie reazioni sono un caso a parte 😀

  8. La tua amica mignon il said:

    Ti ho già detto che ti lovvo, ti laiko e tutte le altre parole demenziali finto inglesechefafiko che
    esprimono sentimenti di affetto?? Si? Bene :-)
    Tu sai quanto io sia incantata dalla terra dei tulipani e dai suoi seppur grebani abitanti.. però i tuoi
    post mi danno modo di scostare giusto un attimo quella fettona di parmacotto che ho fissa sugli occhi per avere giusto per un momento una visione obiettiva ^_^
    Poi che te lo dico a fare..mi mancano lo stesso!! <3

      • Perdonate se mi inserisco… Mi ha incuriosito sta cosa e googlando ho trovato….

        Grebano : Odia tutto quello che esce dai confini del proprio paese e ha una elasticita’ mentale pari alla barra di platino iridio conservata all’istituto Sevres di Parigi. Spesso il grebano e’ anche un po’ sarvego.

        Sarvego: Selvatico e rozzo

        Peace&Love sempre, eh 😀

  9. Riccardo il said:

    Bell articolo complimenti,a me fa piú paura lo stereotipo dell italiano che ha verso l altro connazionale essendo stato due volte nei paesi bassi ti devo dire che ho trovato molto piu ostile l italiano che l olandese, alla fine ho trovato simpatia reciproca , comunque un altro stereotipo è quello dell opera, alcuni olandesi credono che tutti gli italiani s intendano di buona musica , che
    a mio parere è un bello stereotipo ma aimè non è cosi.

  10. Ho vissuto in olanda per lavoro per 3 anni
    Mi trovo assolutamente d’accordo su tutti i punti
    Gli olandesi sono un popolo di una tale presunta perferzione che nasconde in realta’ un limite enorme
    Non sanno gestire gli imprevisti, le emergenze…semplicemente non sono educati a farlo, non le contemplano
    “L’arte di arrangiarsi” di Noi italiani …e’ una marcia in piu’ e lo sara’ li’ quando inesorabilmente gli effetti della crisi saranno piu’ evidenti….

  11. Sono Olandese, nato e cresciuto in Frisia anche se ormai è da tanti che anni vivo all’estero. Anche se mi fa ridere l’articulo perché penso che in parte sia vero quello che si dice, credo sia importante sottolineare che qui si parla di STEREOTIPI. Purtroppo esiste ovunque nel mondo l’ignoranza, e l’Olanda di certo non è un’eccezione. Forse in parte si è sconvolti degli stereotipi perché in Italia si idealizza l’Olanda? Comunque sia, sono convinto che la vera ricchezza di vivere realtà diverse da quella nostra stia nel fatto di rendersi conto che esistono altri modi altrettanto validi di vedere il mondo. Sottolineare l’ignoranza degli abitanti di Amsterdam (che si fissano su un determinato tipo di turismo) non ci poterà da nessuna parte.

  12. Clara il said:

    Mi sono fermata al secondo punto per capire che chi l’ha scritto ad Amsterdam e’ solo andato in vacanza: gli olandesi parlano a voce piu’ alta della nostra e fanno molto piu’ chiasso. Infatti sono rinomati per questo in molti paesi del mondo

    • Marco Alf il said:

      Clara la cosa fantastica del web è anche capisci che ci sono così tanti lettori distratti, che non capiscono nulla di quello che leggono. Ad Amsterdam ci vico, da 7 anni. Gli stereotipi riportati sono stati suggeriti da altri Italiani che qui ci vivono, chi da pù anni di me, chi da meno, alcuni non li avevo sentiti neppure io. Gli olandesi rumorosi? Nei luoghi privati o nei bar, concordo, assolutamente. Nei luoghi pubbici no, a meno che tu non sia circondata da autoctoni perennemente ubriachi…

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