StrambAmsterdam: l’Isola di Java ed i ponti lucertola

Circa tre anni fa sono venute a trovarmi due care amiche italiane ed il ragazzo di una delle due. Che è tedesco. Un bravo ragazzo. Ma tedesco. Non è colpa sua, ci nasci così. Sta di fatto che noi eravamo a farci le chiacchiere e la colazione con nutella e marmellate e lui è sbottato che in vacanza stava perdendo tempo…Visto che ci stavamo raccontando cosa era accaduto in tutti i mesi che non ci eravamo visti. L’ho fanculizzato col pensiero ed ho proposto di fare quello che voleva lui.

Il bravo ragazzo tedesco ci ha portato all’Isola di Java, quella qui, mica quella nel Pacifico, nel gelo di Gennaio. Mi ha fatto scoprire un lato della città molto bello e particolare, che non conoscevo. Lui mi è rimasto sulle palle, però il posto è figo.

In breve la Java-eiland è una penisola artificiale creata nel 1800 nella zona Est della città per col fine di drenare l’acqua per fini di navigazione. Qui aveva sede la Stoomvart Maatschappij Nederland, la compagnia navale di cui i Paesi Bassi andavano tanto orgogliosi. Poi bon, con l’indipendenza dell’ Indonesia la località è stata abbandonata e attorno al 1980 è stata abitata prevalentemente da squatters e persone ai margini della società. Pure artisti. Che ad Amsterdam, ricordiamolo, sotuttiartisti.


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Arrivati gli anni ’90, è stato organizzato un piano di riqualificazione diretto dall’ architetto Sjoerd Soeters.Venne tutto raso al suolo, tranne un edificio appartenente alle autorità portuali. Appoggiato da 19 giovani architetti ( soprannominati i “giovani eroi“), Soeters ha cambiato l’aspetto della penisola, rendendola un esempio di architettura contemporanea famoso nel mondo.

Il loro lavoro è possibile ammirarlo tra i canali Brantasgracht, Lamonggracht, Majanggracht e Seranggracht.

Un esempio sono le serie di case ripetute identiche per quattro volte, con giardino sul retro, che rivisitano le strutture delle case sui canali del Rinascimento, in chiave moderna.

Altra struttura architettonica di interesse è il ponte Jan Schaefer, costruito nel 2001 per unire l’Isola di Java alla parte orientale di Amsterdam. L’architetto Ton Venhoeven ha ideato tre ponti differenti che separano il traffico dei pedoni da quello delle biciclette e automobilistico.

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La forma futurista e contorta ha dato al progetto il soprannome di Lucertola.

Per raggiungere il ponte è necessario passare sotto al magazzino De Zwijger, considerato monumento nazionale e che quindi non è stato abbattuto ma integrato nel progetto. Questo crea un interessante effetto di taglio tra il porto la zona abitata.

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Le informazioni di questo post sono tratte dal libro: “Amsterdam insolita e segreta” di Marjolijn van Eys e Delphine Robiot, Jonglez editore, 2010

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