Se ad Amsterdam gli tocchi i ghei, scoppia il Putinferio!

Perchè non mi accorgo mai di nulla? Mi arriva il Putìn in città, fa incavolare tutti i ghei di Amsterdam e io nisba, nemmeno il sospetto che si stia verificando un evento di importanza politica internazionale. Sta di fatto che il matrioskone arriva bel bello il lunedì, che deve festeggiare i 400 anni di buoni rapporti con i Paesi Bassi.

Solo che ha portato ad una sommossa di ghei e affini, che non sono contenti di ospitare nella liberale e libertina Amsterdam un capo di stato che appoggia un disegno di legge per cui informare i minorenni su argomenti relativi l’omosessualità e manifestazioni pubbliche in merito, saranno da considerarsi reato.

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Pure il sindaco di Amsterdam, Job Cohen, si è schierato dalla parte dei dimostranti, ammainando a mezz’asta una bandiera GLBTal di fuori di un bar gay, gesto imitato dagli altri possessori di bandiere arcobaleno.

L’hanno seguito un po’ ovunque il Putìn, dal pranzo, alla visita all’Hermitage Museum per poi accompagnarlo fino a cena con fischi e canzoni a lui dedicate cantate da tanto di drag queen.

I 5000 manifestanti hanno voluto rendere chiaro al matrioskone come funzionano le cose qui, sotto i riflettori internazionali: dutch and proud to be, che a noi i ghei ci piacciono! Lui ha risposto con una battuta filo-berlusconiana dicendo che per fortuna che i ghei qui non si sono spogliati, ribadendo inoltre che non è mica vero che in Russia gli uominisessuali sono discriminati. E’ un po’ come fare le leggi razziali contro gli ebrei e poi dire che no, mica vero che sei antisemita. Boh…Viva la faccia come er culo!

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Io, nonostante non mi sia accorto di nulla, mi sono sentito tronfio e orgoglioso nel sapere che un’intera città si è mossa contro un capo di stato che non tratta proprio bene quelli come me. Mi sono sentito protetto.

A me, qui, le tasse piace pagarle.

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One thought on “Se ad Amsterdam gli tocchi i ghei, scoppia il Putinferio!

  1. Lupesio il said:

    “E’ un po’ come fare le leggi razziali contro gli ebrei e poi dire che no, mica vero che sei antisemita”. Beh mi sembra un paragone un po’ forzato: prima di tutto, non è che in Russia i gay sono schedati e hanno meno diritti, o che sia reato essere gay o avere rapporti omosessuali: tutti i cittadini russi hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro etnia, religione o gusti sessuali. In secondo luogo, la legge “anti-gay” non l’ha né proposta né votata Putin, ma il parlamento russo.
    Tale legge, che nel merito ritengo una cazzata, beninteso, punisce la “propaganda di relazioni sessuali non tradizionali” in un luogo pubblico che potrebbe essere frequentato da minorenni. Cioè non puoi parlare a minorenni di omosessualità, scambismo, etc. Tutto qui: la pena è 5000 rubli, ossia meno di 100 euro. Niente gulag o roba del genere.
    Ora, in molti degli stati USA, fino al 2003, era reato avere rapporti orali o anali (il che rende fuorilegge tutti i gay sessualmente attivi, oltre a molti eterosessuali), anche se consenzienti e dentro le muta di casa. Quando sono venuti presidenti americani prima di tale data nei Paesi Bassi, ricordi sollevazioni di massa? Penso di no: ovviamente è pura propaganda. Sarebbe come se, quando il primo ministro svedese viene in visita in Olanda e nella maggior parte degli altri paesi europei, tutti i clienti di prostitute manifestassero, o se in Olanda si manifestasse ogni volta che viene il rappresentante di un paese in cui hashish e marijuana sono vietati (cioè quasi tutti). Forse sarebbe il caso che i residenti dei Paesi Bassi si occupassero delle leggi del cavolo che hanno loro, non altri paesi (ad esempio, a mio giudizio l’assicurazione sanitaria privata obbligatoria, praticamente un pizzo, il fatto che i Paesi Bassi siano una monarchia, i finanziamenti pubblici alle scuole private, etc.)

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