La Merkel è come Hitler (per molti media internazionali)

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Ok, Schwarzenegger era (ed è) austriaco, ma non è certo la lingua tedesca il presupposto da cui è partito il settimanale britannico di sinistra New Statesman quando ha deciso di ritrarre Angela Merkel come una moderna Terminator, con tanto di giubbino di pelle e occhio bionico. Accanto a lei il titolo: “Il più pericoloso leader europeo” con tanto di catanaccio che si chiede: “La cancelliera tedesca si calmerà prima di uccidere la crescita e spingerci in una nuova Depressione?”. All’interno addirittura si parla della Merkel come “del più insidioso leader tedesco dopo Hitler”. Scrive Mehdi Hasan: “ “Il cancelliere tedesco nega la realtà, vittima del suo ‘austerity ueber alles’, e così facendo sta distruggendo il progetto europeo, sta impoverendo i Paesi vicini e sta rischiando una nuova depressione globale. Deve essere fermata“. Per fortuna alle esagerazioni di alcuni giornalisti come quelli del settimanale inglese (sempre alla ricerca di titoli ad effetto, le vendite non vanno così bene e per questo è stato soprannominato da anni come The Staggers-L’instabile), la Merkel ed il governo tedesco hanno deciso di non rispondere per evitare che la storia acquisti più clamore di quanto già non abbia fatto.

L’uscita del New Statesman non è comunque la prima che mette, se non sullo stesso piano, almeno sulla stessa riga, il nome della Merkel e quello di Hitler.

Il più longevo quotidiano polacco Najwyzszy Czas ritrasse  la Merkel con i baffetti nel 2009, mentre nel 2007 fu il turco Vakit a piazzare una svastica sulla spalla destra della cancelliera in una foto e poi a ribadire il tutto con un’altrettanto inquietante vignetta a fondo pagina. Sempre nella stessa direzione si muove quell’ “un terzo” di greci che, intervistati per un sondaggio pubblicato lo scorso febbraio sua Epikaria, hanno affermato di associare alla Germania le parole Hitler, nazismo e Terzo Reich, tanto che alla fine la rivista ha poi pubblicato un’immagine della Merkel con una bella fasciarossa e la svastica dietro. Per fortuna c’è anche chi come il settimanale polacco Wprost ricorda la femminilità della Merkel attribuendogli, con un fotomontaggio, un bel seno prosperoso da cui poppare i leader polacchi di turno, ma con c’è che dire, per il primo ministro tedesco non è un momento di luna di miele con i media internazionali. Un tempo era la donna che le cantava saggiamente a tutti i maschilisti della politica mondiale, ora viene invece ostracizzata in tutto e per tutto.  Le sue decisioni, che di certo rappresentano una serie di interessi e ragionamenti volti prima di tutto a salvaguardare il generale benessere dell’economia tedesca, vengono subite interpretate come i deliri di una donna che sembra volere vedere solo il proprio orticello nazionale, nonostante a destra e a manca intervengano economisti di ogni estrazione e nazionalità con la ricetta giusta in mano, per non parlare dell’eco avuto dalla presunta figuraccia della Merkel davanti la cartina dell’Europa lo scorso mese (guarda qui il video) Giusto o no che siano le loro soluzioni, di una cosa son certo: la Merkel è stata eletta dai tedeschi e come tale ha prima di tutto dei doveri verso di loro. Con buona pace di chi, come noi italiani, avremmo già potuto limitare l’influenza delle decisioni della cancelliera sulla nostra economia e politica se in passato fossimo riusciti a gestire meglio la nostra res publica. Ce la siamo cercata, noi come tanti (non tutti) i paesi che si ora si lamentano. Tirare fuori il nazismo per dare forza alle proprie ragioni è davvero triste e fa perdere di forza a qualsiasi argomentazione, fosse anche giusta.

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La frase del post

La costruzione dell’Europa è un’arte. È l’arte del possibile.

Jacques Chirac

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14 thoughts on “La Merkel è come Hitler (per molti media internazionali)

  1. Hai usato le parole giuste: fa tristezza e fa perder la voglia di sollevare qualsiasi argomentazione a riguardo.
    Certi giornalisti dovrebbero pensare un po di piu al bene deiPaesi/politica piuttosto che alle vendite..

  2. Kiko Pola il said:

    Non sono affatto d’accordo sulla tua affermazione “la Merkel è stata eletta dai tedeschi e come tale ha prima di tutto dei doveri verso di loro”. Primaditutto perche’ la Merkel, in quanto capo del governo di un paese che aderisce ai Trattati Europei, ha ugualmente doveri verso l’Unione Europea – cui la Germania appartiene – e quindi verso i cittadini europei, non solo tedeschi. Ma ad un livello piu’ generale, perche’ contrapporre interessi nazionali (tedeschi) ed europei ? Questo e’ un ottimo esempio di miopia merkeliana, quella contro cui tanti economisti e uomini di stato stanno mettendo in guardia (inutilmente finora). Mandare in recessione, e in default, mezza Europa puo’ risultare vantaggioso per la Germania a brevissimo termine; fra qualche mese – se non ci sara’ una svolta – la recessione mondiale gia’ in atto travolgera’ tutti, Germania compresa, e allora i cittadini tedeschi (ed europei) sapranno chi ringraziare.

  3. io non sono sicuro che le alternative alle strategie che sta adottando la Merkel eviterebbero davvero il rischio di una recessione. E, soprattutto, sono pronto a scommettere che i tedeschi preferirebbero rimanere fuori dall’Euro se rimanere dentro significasse recessione anche da loro.

  4. Gerardo il said:

    La Markel chiede agli altri Paesi dell’Ue, l’adozione di politiche di rigore di bilancio, poichè molti Paesi, tra cui il nostro nel corso degli ultimi anni si sono indebitati tanto. La Germania, locomotiva d’Europa, richiede, a mio parere giustamente, delle politiche di bilancio più attente. Il problema è questo: non si possono solo avere bilanci di Stato in pareggio. Keynes (famoso ed importante economista degli anni 30)sosteneva che l’economia può riprendersi o mediante una riduzione delle tasse che incentiva il consumo privato e gli investimenti da parte delle aziende, oppure mediante l’aumento della spesa pubblica da parte dei Governi, che allo stesso modo crea un circolo virtuoso di crescita economica e aumento dell’occupazione. Questo, pare che la Merkel non lo voglia capire. In secondo luogo, la Germania ha beneficiato dal 2002 (anno di nascita dell’euro) ad oggi di una forte crescita economica grazie alla moneta unica, poichè prima tanti Paesi provvedevano a svalutare la propria moneta nei confronti del vecchio Marco Tedesco e ciò rendeva i prodotti di quei Paesi maggiormente convenienti rispetto a quelli tedeschi. L’Italia era uno di questi, tanto è vero che uscimmo dallo Sme e ad un marco corrispondevano circa 800 900 lire se non ricordo male. Con la moneta comune, i tedeschi ci hanno guadagnato, perchè gli altri paesi hanno perso fattori di competitività. Se la Germania esce dall’Euro, oggi come oggi, crolla (lo dice anche il loro Ministro dell’economia) e non hanno convenienza a farlo. In ogni caso, la Germania si troverà molto presto dentro la recessione, perchè non potrà vendere i propri prodotti al resto d’Europa, dato che gli altri Paesi sono in crisi. A chi vende? Alla Cina o all’India? Bè, quei Paesi sono certamente più competitivi della Germania e quindi al massimo accade ed accadrà in misura sempre maggiore il contrario. Io penso che il vero problema è che l’UE è nata male già 50 anni fa. Si tratta di un’Unione non sociale e culturale ma solo economica, dove alcuni Stati (leggi solo la Germania ed in misura minore la Francia) vogliono imporsi sugli altri. Non esiste ancora, ahimè, una vera e propria unione culturale e questo fa si che esistano Paesi di serie A e di serie B. Saluti

  5. stefano il said:

    Quindi il ragionamento è questo: Spagna e Italia sono stati danneggiati dall’euro perchè non hanno potuto più svalutare la loro moneta e fare concorrenza alla Germania…(!!!) Ovvero Spagna e Italia non potendo fare prodotti di qualità pari a quelli tedeschi hanno fatto per anni concorrenza (sleale) svalutando la loro moneta.

  6. Gerardo il said:

    Quel che voglio dire, è che la Germania non uscirà mai dall’euro di sua volontà perchè non ha convenienza. La Germania, ci ha guadagnato in questi 10 anni. L’Italia, aveva un’industria manifatturiera di qualità, che è sempre stata in competizione con quella tedesca. Il prodotto italiano era e purtroppo sottolineo era, sinonimo di qualità e di bellezza nel mondo. Infatti, l’Italia era il principale partner commerciale tedesco fino a qualche tempo fa sia in termini di export che di import.
    Voglio solo dire che senza i suoi partner europei principali, la Germania entrerà in una profonda crisi economica e forse è ora che la smetta di voler decidere per gli altri e meno male che Monti, per quanto ci stia facendo piangere lacrime e sangue, riesce a tenere testa alla Merkel.

  7. stefano il said:

    Se la Germania ci butta fuori dall’euro si perde un grosso mercato alle porte di casa questo è vero. Ma se la Merkel (e gli olandesi e i finlandesi e i polacchi e gli slovacchi ecc ecc) non se la sente di prestare i suoi soldi ai nostri amministratori (o a quelli spagnoli) non la posso biasimare (non glieli darei neanch’io se potessi!!!)

  8. stefano il said:

    Non mi fraintendere io sono pro unione Europea (anche politica). Negli ultimi anni però i governanti di Inghilterra, Francia, Germania e Italia stessa (l’Italia del grande amico di Putin e Gheddafi e di quelli dell’ampolla)dello spirito dell’unione europea se ne sono fregati (e questo è il risultato).
    Per quanto riguarda i prodotti italiani di qualità, da tempo tedeschi francesi e svizzeri stanno facendo shopping comprando le aziende migliori del paese. A noi rimangono le scarpe (e anche il pecorino!) fatte in Romania (quando va bene) con attaccata l’etichetta Made in Italy (da veri sola quali siamo) !

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