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Borgo medievale di Vairano Patenora

vairanoCENNI STORICI:

  • La storia di Vairano è molto interessante perchè i suoi territori furono abitati probabilmente fin dall’età della pietra; sicuramente durante il neolitco ed il eneolitico vi furono degli insediamenti come dimostra il ritrovamento di un raschiatoio di selce marrone rossastra sul monte Catreola (Caievola) ed altri ritrovamenti sul Montauro, volgarmente detto monte Sant’Angelo.
    Nell’età del bronzo (XVIII-XI a.C.) sul monte Catreola sorgeva un villaggio formato da più capanne realizzate con frasche e argilla, come dimostrano cocciami sparsi su una vasta superficie.
    Mentre all’età del ferro (VIII-VII sec. a. C.), risalgono alcune necropoli ritrovate ai piedi del monte Catreola nei pressi del colle Vrecciale ed alcuni corredi funebri ritrovati nelle necropoli di Marzanello e della Corvara.

    I primi popoli presenti nelle terre di Vairano furono gli Opici e successivamente, tra il V e IV secolo a.C., i Sanniti, fondando la civiltà Osco-Sannita e forse la città di Austicola, probabilmente ubicata su monte Sant’Angelo.
    Infatti i Sanniti costruirono sui monti Catreola, Montauro e Monforte una serie di centri fortificati ancora oggi visibili.
    Alla fine della III° Guerra Sannitica, con la vittoria dei Romani il territorio viene assegnato ai Sidicini.
    Nei secoli successivi Vairano fu dominata dai Longobardi e dai Normanni,  questi ultimi costruirono la prima fortezza di proprietà della Regia Corona del Re, e successivamente dagli Svevi. Probabilmente le terre di Vairano subirono i saccheggi dei Saraceni tra il IX e X secolo,  e a quel tempo sono da far risalire le costruzioni primitive del borgo fortificato. Nel Chronica monasterii Casinesis di Leone Ostiense si parla di Vairano (Varriano) come entità territoriale già nel 856-883, ma anche nel secolo precedente.  Nel 1026 Vairano faceva parte della Contea longobarda di Teano.
    Il 20 maggio del 1191 la fortezza fu assegnata a Roffredo dell’Isola, abate di Montecassiono, da parte delll’imperatore Enrico VI di Svevia, ma il popolo vairanese rifiutò il vassallaggio e al comando del conte Ruggero di Chieti sconfissero l’assedio dell’abate di Montecassino, durante la feroce battaglia del 1193, ancora oggi ricordato nella stemma del comune.
    Gli anni successivi furono relativamente tranquilli e permisero le visite dell’imperatore Federico II (1229), del re Carlo I d’Angiò (24 maggio 1272), del papa Gregorio X (1271 – 1276) e di Carlo II detto lo Zoppo. Il 10 marzo 1305 Vairano fu acquistato per 800 once d’oro da Bartolomeo de Capua che ne fu il primo feudatario.
    Un feroce saccheggio della fortezza di Vairano fu operato nel 1437 dalle rapaci orde del Patriarca Vitellesco al soldo di papa Eugenio IV, mentre fu respinto ancora una volta (come nel 1193) l’assedio delle truppe angioine nel mese di febbraio del 1460, periodo in cui la fortezza di Vairano era fedele a Ferrante I d’Aragona.
    Nel 1461 invece la fortezza fu parzialmente distrutta da Marino Marzano, impegnato in un conflitto con il re Ferrante d’Aragona. Successivamente tra il 1491 e il 1503 la fortezza di Vairano fu ristrutturata notevolmente dal barone Innico II d’Avalos, per meglio difendersi dalle truppe di Carlo VIII.
    Nel 1590, per 41020 ducati, il castello di Vairano fu acquistato dal barone Antonio Mormile di Frignano che lo tenne con i suoi eredi fino all’abolizione del feudalesimo (1806). L’ultimo barone di Vairano fu Michele Mormile, morto il 3 maggio 1820.
    Attualmente il Castello di Vairano è di proprietà del comune di Vairano Patenora, che al momento non riesce a ristrutturarlo per mancanza di fondi e di idee innovative.
    Un altro grande avvenimento storico è datato 26 ottobre 1860, accadde nei pressi della locanda Taverna Catena, nel territorio di Vairano Patenora, precisamente al quadrivio di Taverna Catena avvenne l’incontro tra il re Vittorio Emanuele II e il generale Giuseppe Garibaldi sancendo la nascita e l’Unità dell’Italia.

COSA FARE A VAIRANO:

  • Lasciarsi affascinare dalla magia delle rovine dei due borghi dimenticati: il borgo medievale di Vairano Patenora e di Marzanello Vecchio. “Rivivere” le emozioni di principi e cavalieri visitando il Castello d’Avalos di Vairano Patenora. Passeggiare nel borgo, attraverso viuzze suggestive e stradine gradonate; scendere al quartiere San Giovanni, varcando porta Oliva e attraversando Via Roma, costeggiando palazzi ottocenteschi.
  • Emozionarvi, gioire e arrabbiarvi visitando monumenti di grande valore storico abbandonati all’incuria del tempo come:
  • La Badia della Ferrara: abbazia cistercense, edificata tra il 1171 e 1179, conserva l’affresco dedicato a Malgerio Sorel e che ritrae anche papa Celestino V; vi soggiornò anche Federico II di Svevia.
  • Taverna Catena: Unità d’Italia, luogo d’incontro di Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II.
  • Il Palazzone: (I sec. a.C. – I sec. d.C.), villa rustica d’epoca romana;
  • Le mura megalitiche sul Montauro sulle tracce dei sanniti e della città perduta di Austicola; Esplorare la zona ove era ubicato il santuario di San Michele Arcangelo;
  • Il convento di Sant’Agostino (XIII sec);
  • La chiesa di San Tommaso, nel borgo antico, (XV sec.);
  • La chiesa di Santa Maria di Loreto (XVI sec.): restaurata grazie all’opera meritoria di Giovanni Malinconico di Aialno (Caserta);
  • La chiesa di San Giovanni e il ponte romano di epoca medievale delle Frattelle;
  • Palazzo Broccoli Vallante e altri palazzi settecenteschi o ottocenteschi come Villa Cirelli, il palazzo del duca Mormile, ultimo duca di Vairano, palazzo Ausiello, ecc.;
  • In piazza Santa Maria a Fratta si possono ammirare 4 portali risalenti alla fine del 1700 e al 1800;
  • Visitare la tomba di San Clemente Martire, nella chiesa di San Bartolomeo e appassionarsi alla sua leggenda e ai suoi miracoli. Visitare la chiesa di San Bartolomeo alla ricerca della collana perduta..
  • Perdervi, si fa per dire, tra le montagne che circondano Vairano alla ricerca delle fortificazioni megalitiche d’epoca sannita e della città fantasma di Austicola (Mura megalitiche) dei resti del santuario di San Michele Arcangelo; visitare la valle dei corbezzoli, imbattersi nella la colonia dei tassi ed ammirare splendide orchidee spontanee, daini, cinghiali e lepri (Sentieri nel verde). E’ consigliabile richiedere una guida.
  • Fare un peccato di gola assaggiando i piatti ispirati alla tradizione locale pranzando al famoso Ristorante Vairo del Volturno, 1 stella Michelin, o gustare un buonissimo baccalà alla famosa Baccaliata.
  • Seguire l’itinerario degli Artisti di Vairano o l’itinerario della Storia e della cultura
  • Ricercare e acquistare i prodotti gastronomici locali. E’ impossibile gustare e dimenticare la tipica “Sauciccia di Vairano”, una salsiccia di maiale menzionata anche da Veronelli e che probabilmente risale già al 1660, periodo in cui a Vairano si allevavano oltre 1000 maiali.  E che dire della mozzarella di bufala delle aziende locali? Conoscete il Lupino gigante di Vairano? E la ricetta proposta dallo Chef Renato Martino nel suo ristorante (Vairo del Volturno)? Conoscete le gustosissime e misteriose peschiole? E poi le mele annurche, i formaggi pecorini, le soppressate? Tra i formaggi una citazione merita la profumata “Pezza di Vairano”, un pecorino prodotto dai pastori, venduta già nel Medioevo durante le fiere dell’Ascensione (15 maggio) e dell’Assunzione (15 agosto) nella famosa Abbazia della Ferrara.
  • Inerpicarvi per sentieri sconosciuti sulle vicine montagne del Matese o sul vulcano spento di Roccamonfina; fare un’escursione in mountain bike o a cavallo … alla scoperta di luoghi d’incomparabile bellezza naturalistica. E’ consigliabile una guida.
  • Vivere la notte al borgo, ove, tra una birra un panino o una pizza, Pub D’Avalos locale caratteristico del borgo medievale (chiuso! vedi altri locali di Vairano Patenora), si può sentire ancora aleggiare il fantasma di Carlo lo Zoppo. Gli amanti della musica, possono “far mattina” in pubs e locali tipici, ubicati nei paesi vicini.
  •  Andare a pesca o a caccia. Il fiume Lete, il Volturno, i laghi delle Corree, di Vairano o i più distanti laghi del Matese permettono di praticare sia la pesca sportiva (anguille, trote, lucci, carpe, cavedani) sia semplicemente di trascorrere delle ore a contatto con la natura e in piena tranquillità (si può richiedere una guida). Gli amanti della caccia, nei periodi stabiliti dalla legge, possono cacciare il cinghiale, la volpe, la lepre e tante varietà di uccelli (folaghe, germani reali, ochette, beccacce,… ecc.).
  • Andar a funghi nei mesi di settembre e ottobre (porcini, ovuli, gallinacci, mazze di tamburo, chiodini) o in cerca di asparagi da febbraio a maggio, ma anche tartufi. Vedi qui

CONSIGLIO

  • Soggiornare a Vairano Patenora, da maggio a settembre o nel periodo natalizio, per visitare anche luoghi e monumenti di tutta la Campania.
    Nel mese di luglio si svolgeva la caratteristica manifestazione “Luci al borgo”. Oggi la manifestazione è organizzata dalla Pro Loco e si è trasformata in una vera e propria festa medievale. La manifestazione, ha subito delle trasformazioni, rispetto alla prima “Luci al borgo”, e migliorie ed ha assunto prima il nome di “Vayrani A. D. 1193”, rievocazione storica della battaglia del 1193 in cui i vairanesi rifiutarono vittoriosamente il vassallaggio dell’abate Roffredo (Vedi il Video) e poi la denominazione di Festa Medievale, rassegna di cultura medievale in Terra di Lavoro, XII edizione nel 2013. La Festa Medievale non si è svolta nel 2018 e non si svolgerà nel 2019.
    Andare al mare (Serapo), utilizzando l’autolinea estive per il mare (Serapo), da 1° Luglio al 31 Agosto: partenza ore 7.10 da Vairano Patenora, ritorno da Serapo ore 16.45; prezzo euro 7/giorno, o euro 35/settimana.

EVENTI:

  • Cantinarte, cantine aperte e arte in strada nel quartiere San Giovanni, giunta quest’anno alla seconda edizione, con grandissimo potenziale di crescita, dimostrato già quest’anno con la presenza di circa 4000 persone. La manifestazione si svolge l’ultimo sabato, in genere, di giugno.
  • Festa Medievale (due giorni all’insegna della vita medievale, data variabile tra l’ultimo fine settimana di luglio e il secondo week-end di agosto); Sospesa nel 2018 e 2019
  • Festa di San Bartolomeo, patrono, 24 agosto.
    Menù di San Bartolomeo:  E’ consuetudine delle famiglie vairanesi preparare per la festa del patrono un particolare e ricco menù tradizionale, la cui composizione si tramanda di generazione in generazione, con piccole varianti, dalla notte dei tempi: vuoi preparare il nostro menù? Clicca qui
  • Sagra della nocciola Mortarella (nella frazione Marzanello, dal 2018 in Piazza Garibaldi di Vairano Patenora)
  • Altre feste estive: Festa della Birra, sagre paesane, ecc.

VEDI VAIRANO CON GLI OCCHI DI UN FOTOGRAFO PROVESSIONISTA:

PRODOTTI TIPICI:

  • Sauciccia di Vairano” e altri salumi tipici locali (prosicutti, filetto e filettone); Qualche laboratorio artiginale locale la prepara ancora con l’antica ricetta e con metododiche affinate da oltre 100 anni.  La vuoi? Contattaci
  • Peschiole, varietà particolare di pesche nane conservate in agrodolce introdotte da Salvatore Parente, hanno vinto l’Oscar al Cibus di Parma nel 1991;
  • Il lupino gigante di Vairano;
  • “Pezza di Vairano”, formaggio pecorino locale, venduto già nel Medioevo.
  • Mozzarella di bufala
  • Salumi di Vairano: salsiccia, prosciutto stagionatura due anni, filetto e filettone, ventresca, ecc.
  • Mela Annurca
  • Miele
  • Pane casereccio, taralli e biscotti, pizza roce (torta)

Per maggiori informazioni: GUIDA TURISTICA DI VAIRANO

Dal 2014 il Comune di Vairano Patenora ha tabellato tutti i monumenti storici del paese, introducendo per la prima volta il codice QR per ogni monumento, il che permette di leggere sul proprio smartphone la storia del paese o di un monumento in particolare; si possono selezionare anche 90 lingue diverse, disponibili grazie al Google traduttore. Per leggere il codice QR basta scaricare un lettore QR, ovvero un’applicazione free, e puntare il codice.

COME ARRIVARE:

  • Autostrada A1 Milano Napoli: uscita casello di Caianello. Prendere la Via Venafrana SS.85 direzione Venafro, e dopo circa 5 km il bivio per Vairano P.
  • Da Benevento: superstrada Telesina, uscita Vairano P. Prendere la Via Venfranana SS. 85, direzione Venafro, e dopo circa 4 km il bivio di Vairano.
  • Treno: Stazione Vairano-Caianello, linea Roma-Napoli via Cassino.
  • Autobus, linee nazionali: Napoli – Pescara; Roma – Benevento
  • Autobus, linee internazionali (stazione Esso di Caianello): Autolinea di Maio,  Autoliena Cipolla, Autolinea Caputo…
  • Aereo: Aeroporto di Capodichino, Napoli; aeroporti di Roma (Fiumicino, Ciampino)

SCHEDA RAPIDA:

  • Provincia, Regione: Caserta, Campania
  • Abitanti: 6259
  • Densità: 143 per kmq
  • Superficie: Kmq 43,69
  • Altezza s.l.m.: da 146 a 250
  • Distanza da Caserta: 50 km
  • Frazioni: Vairano Scalo, Marzanello
  • Festa patronale: 24 agosto San Bartolomeo
  • Fiere e mercati: Ogni mercoledì, ogni domenica a Vairano S.; 19 marzo Fiera di S. Giuseppe, Fiera dell’Ascensione, 26 luglio Fiera di S. Anna, 15 – agosto Fiera dell’Assunta
  • Info Comune: Via Roma 23, (Tel 0823643711)
  • C.a.p.: 81058

Pubblicato da borghicastelli

Giulio D. Broccoli