Crea sito

La via Francigena del Sud, Tratto Mignano Roccamonfina Vairano Patenora

cippo_francigena
A sud di Roma, secondo alcuni studiosi, il reale percorso della via Francigena è sull’asse, e talora in coincidenza, con la Via Latina o Casilina, che congiungeva Roma a Capua lungo le valli del Sacco e del Liri. Il tracciato è documentato da toponimi o antiche pergamene a Veroli, Mignano Montelungo, Galluccio, Conca della Campania, Roccamonfina, Vairano Patenora, Pietravairano, ai piedi del Matese, verso Benevento e del Montemaggiore a Roccaromana e Dragoni e verso Capua e Napoli, sino in Calabria.
Laddove mancano indicazioni puntuali è possibile ricostruire il tracciato integrandolo con i percorsi di sovrani itinerari di pellegrini ad esempio utilizzando le a tappe di San Nilo, San Willibaldo, o del re Filippo II Augusto.

La Francigena tra Garigliano e Volturno:
I Comuni di Caianello, Conca, Francolise, Galluccio, Marzano Appio, Pietravairano, Raviscanina, Roccamonfina, Vairano Patenora, su iniziativa e con l’assistenza tecnico-scientifica del Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la riscoperta e valorizzazione della Via Francigena nell’Alta Terra di lavoro, o Campania Felix, vale a dire il territorio dominato dal massicci del Matese, Roccamonfina e Montemaggiore, terra campana ma di antichissima tradizione sannitica come dimostrano le poderose cinte megalitiche arroccate sui monti. Sulla base dei documenti antichi sono stati individuati recuperati e segnalati i percorsi dell’antica Via Francigena.

Il 4 maggio 2014 nella VI Giornata Nazionale dei Cammini Franchigeni in tutta Italia vine percorsa la prestigiosa arteria medievale. Per la prima volta la Campania partecipa grazie all’ Intesa Francigena tra 10 comuni che su iniziativa e con l’assistenza del Cantro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro, guidato dall’ Avv. Domenico Caiazza, hanno recuperato e segnalato circa 36 Km di antichi percorsi. Sui basoli romani della Via Latina o su lastricati medievali tra boschi e castagneti sarà possibile scoprire i più suggestivi panorami, borghi e castelli opere d’arte luoghi di vita di personaggi famosi. Verranno scoperti cippi di pietra col simbolo del pellegrino che segnano il percorso dell’ antichissima arteria e saranno visitabili i monumenti più importanti. Il percorso sarà inaugurato dai ciclisti del MBT Treking Volturno e dagli alpinisti del CAI del Matese, oltre che da gruppi di rievocazione storica come la “Compagnia della rosa e della spada” e il “Gruppo Catrum Vairani”, un concerto di musica medievale al santuario dei Lattani alle ore 19 chiuderà la Giornata Franchigena che intende promuovere la riscoperta del territorio sul filone del turismo lento motivato intelligente.

Percorso: Da Mignano a Galluccio a Roccamonfina.
Mignano un piccolo abitato medievale che conserva ancora il castello che fu dei Fieramosca, dei quali è famoso Ettore eroe della Disfida di Barletta. Attraverso porta Fratte si procede in direzione di Sessa Aurunca sino a raggiungere Campo frazione di Galluccio e poi la frazione Vaglie.
Presso la chiesa di San Giacomo sita sulla provinciale si imbocca il sentiero che valicando il Peccia su un antico ponte porta a Galluccio, paese che ha avuto la ventura due ospitare due papi: innocenzo II e Giulio II. Si visita la bellissima Colleggiata di Santo Stefano. Si prosegue verso San Clemente , oggi capoluogo del paese, superato il quale è la capella rurale della Madonna del Sorbello , che sovrasta la Francigena qui testimoniata da un documento vulturnense.
Una mezzora di percorso sulla Francigena tra castagneti porta a rasentare una copiosa sorgente dopo la quale è un bel tratto col lastricato medievale. Nei pressi sulla sinistra la deviazione per Vezzara frazione di Conca della Campania.
Dominato da un castello quattrocentesco sorto a fianco di una fortificazione normanna Conca ha belle chiese con affreschi. Proseguendo sulla Francigena si raggiunge Pratolungo località di Roccamonfina menzionata con Conca e Sepicciano e la Francigena in un documento altomedievale. Poco oltre è il bellissimo Santuario gotico di Maria SS dei Lattani sorto presso una scaturigine sacra già in epoca sannitica edificato nel 400, forse su impulso di San Berardino da Siena e San Giacomo della Marca.
Bellissimo il panorama. Per la Frazione Gallo dove è un’antica chiesa di San Michele si scende a Roccamonfina stazione climatica rinomata per le castagne.

Roccomanfina Caianello Vairano
Si prosegue tra splendidi castagneti per la Frazione Garofali e si imbocca la strada che rasenta l’eremo di Monte Atano, che aveva un portico per i pellegrini e si scende al distrutto castello di Caianello. Ai piedi della rupe
correva la Via Latina che collegava Roma a Capua. Ne restano basolati integri sui quali passò Filippo II augusto nel Medioevo tornando dalla crociata, proveniente da Maddaloni e Capua e diretto a Roma.
Sulla Stradella questo il nome locale della Latina-Francigena si procede spediti , anche su antichi basolati, verso la Piana di Presenzano-Vairano che si raggiunge in territorio di Marzano Appio, bel paese con un castello rinascimentale in restauro e cappelle con antichi affreschi, presso il Lago delle Correie. Di origine vulcanica è legato a paurose leggende. Attraversata con la dovuta prudenza la Casilina si prosegue verso il borgo medievale di Vairano Patenora che si raggiunge attraversando la ferrovia su un ponte e la SS Venafrana con precauzione. Un diruto possente castello domina il colle ed il turrito abitato medievale , nella piana l’abitato moderno. attraverso la frazione Greci si raggiunge l’Abbazia della Ferrara, costruita nel 1171 fu la prima casa cistercense ed il primo edifico gotico nel Regno di Napoli, beneficata dai re normanni e da Federico II, che vi soggiornò due volte.
Il grandioso edificio, abbandonato e pericolante, attende la restaurazione. Sinora è stata almeno puntellata la cappella di Malgerio Sorel che custodisce l’affresco in cui è ritratto Pietro del Morrone novizio, poi Celestino V, restaurato recentemente dalla Banca Capasso.
Si prosegue per la strada che porta al Volturno che si supera sul ponte della diga di Ailano, che è poco più a monte della località Ponte Romano di Pietravairano rammentata da antichi documenti e sita ai piedi del Monte San Pietro e San Eleuterio dove correva la Francigena, come testimoniano antichi documenti.
Oltre il Volturno siamo in terra di Raviscanina dominata dal diruto Castello di S. Angelo di Raviscanina (Sant’Angelo d’Alife), che diede i natali a Celestino V, notevole per il dongione normanno e per lo splendido panorama.
Tratto da: https://www.facebook.com/events/1602047486687015/

Pubblicato da borghicastelli

Giulio D. Broccoli