Problemi coniugali

Ecco Il quarto racconto da Rio de Janeiro, estratto dal nuovo romanzo di Matteo Gennari.

favela rocinha

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PROBLEMI CONIUGALI

Il capo della favela oggi è Rogerio, un nero alto e muscoloso che, quando Ney venne arrestato in una stanzetta tutta bucherellata dai proiettili, disse: “Assumo il comando. Chi non è d’accordo lo ammazzo o lo faccio ammazzare. Voi da che parte state?”.
Il mio amico Toninho è andato da Rogerio. Gli ha chiesto un appuntamento, gliel’hanno accordato, lui si è presentato puntuale ma Rogerio non c’era. Toninho allora ha chiesto un secondo appuntamento, questa volta Rogerio si è presentato e Toni ha chiesto al capo della favela se gli doveva qualcosa, visto che aveva appena aperto un bar tra il Valao e il Boiadero e visto che nel bar teneva quattro macchinette delle slot machine.

– Ci guadagni poco, vero? – ha detto Rogerio.
– Pochissimo, chefe – ha replicato Toninho.
– Quel poco che guadagni è tutto per te.

Toni è sceso dalla moglie, dalla sua terza moglie, con le lacrime agli occhi.

Toni si è sposato tre volte. Il primo matrimonio è durato pochi mesi, il secondo cinque anni. Il terzo è stato celebrato un anno e mezzo fa. Toni ha un figlio, un bellissimo bambino col testone gigante come quello di Toni. Il figlio di Toni però nel bar del padre non ci vuole andare perché il bar è sempre sporco, è sempre pieno di ubriachi e perché la nuova moglie del padre è antipatica.
La nuova moglie del padre sembra pazza. Pare essere convinta di essere incinta perché vuole dare a tutti i costi un altro figlio al suo uomo. E’ molto gelosa della seconda moglie di Toni e dell’unico figlio. E’ insicura. Per questo invoca gli spiriti e ci parla e chiede un aiuto.

Toni infatti è un medium. Ogni tanto cioè viene posseduto dagli spiriti. Toni è un medium cosciente e responsabile. Ma non sempre crede agli spiriti che lui stesso invoca e che lo possiedono. Lui cioè alle volte entra in trance, lo spirito riferisce alla moglie dei messaggi per Toni ma poi, quando la moglie racconta a Toni il contenuto dei messaggi, quando gli dice devi fare questo e quello, ti succederà così e così, per far funzionare il bar devi fare questo, accendere queste candele, fare un “lavoro spirituale”, una magia e per mettermi incinta devi … devi fare sesso con me solo in questi giorni … Quando la moglie riferisce a Toni quello che lo spirito le ha detto, lui spesso non le crede.

Quando Toni stava con la seconda moglie, i due vivevano in una casettina dignitosa all’entrata della favela, nella Traversa Roma. Dal tetto della loro casa si vedevano le decine di antenne paraboliche delle altre case della favela. Nella cucina del bell’appartamento Toni e la moglie celebravano un piccolo rituale: cucinavano del riso con carne e fagioli e lo disponevano elegantemente in un vassoio, accendevano le candele, spargevano l’incenso, bruciavano delle erbe e invocavano lo spirito di Cipriano. Toni, vestito di bianco, entrava in trance e così non era più Toni, ma Cipriano, un vecchio saggio costretto ai tempi della schiavitù a praticare molta magia nera il quale, per compensare, oggi ha deciso di aiutare le persone con la magia bianca. Cipriano fuma la pipa e beve, sorseggia del vino rosso non di buona qualità. Cipriano ha dato molti consigli a Toni e alla sua seconda moglie, Giovanna. A Giovanna ha detto, molto prima che lei rimanesse incinta, che avrebbe avuto un figlio da Toni. Cipriano ha detto a Giovanna come avrebbe dovuto comportarsi con le sue due figlie, cioè con le figlie acquisite di Toni. Cipriano ha predicato pazienza e sopportazione. E molti bagni con erbe, i bagni infatti allontanano gli spiriti cattivi e attraggono cose buone. Nonostante i consigli di Cipriano, il matrimonio è entrato in crisi forse a causa di un Pai di Santo poco scrupoloso, amico di Toni, che si era innamorato di lui e voleva rubarlo alla moglie Giovanna. O forse la causa della crisi del matrimonio di Toni e Giovanna è stata la madre di Toni, ultraprotettiva, possessiva (Toni è figlio unico, fatto eccezionale per la favela).

Fatto sta che Toni si è messo a bere troppo e, ubriaco, si è rotto la clavicola cadendo dalle scale. Poi ha avuto una grave crisi sul lavoro. Egli infatti era proprietario di un bar in una zona tranquilla all’entrata della Rocinha e nel bar teneva delle slote machines illegali, tollerate dai trafficanti che guadagnavano una percentuale sui soldi iniettati nelle macchine. Quando, durante il governo Cabral, la polizia ha occupato le favelas, Toni è stato costretto a disfarsi delle sue slote machines ed ha così perso, dall’oggi al domani, la maggior fonte di reddito, la fonte che gli permetteva di mantenersi e di mantenere suo figlio, Giovanna e le due figlie di Giovanna. Ha venduto il bar ed è andato a lavorare come portinaio in uno dei palazzi di Sao Conrado, quartiere altolocato molto prossimo alla favela Rocinha. E’ impazzito. In un giorno di rabbia ha rotto tutti gli ammennicoli dello spirito di Cipriano, ha rotto il bastone del vecchio Cipriano, ha rotto il banchetto del vecchio Cipriano, ha distrutto le candele, buttato via le piante e poi ha cominciato a distruggere la casa. Giovanna, la alta e bionda Giovanna, ha chiamato la sorella, le due assieme hanno fermato Toni, mulatto muscoloso, e sono riuscite a convincerlo ad andare in ospedale.

Oggi Toni e Giovanna si sono separati e lui sta con una donna che dice di essere incinta, dice che Cipriano (dopo un anno di pausa Toni è tornato a “incorporare”, a essere posseduto dagli spiriti) le ha garantito che anche lei avrebbe avuto un figlio da Toni. Oggi Toni e la sua nuova moglie vivono in una stanzetta minuscola, lei cucina da Dio e lui è diventato molto grasso (tra i due, è lui quello che pare essere incinta), lei poi è molto gelosa di Giovanna e ne parla sempre, ossessivamente. E pare contenta o almeno non dispiaciuta del fatto che il figlio di Toni e Giovanna non voglia vedere il padre. Toni è tristissimo per questo ma finge di non esserlo per non contraddire la moglie. Beve e fuma molto nonostante abbia un solo rene e debba stare attento. Mangia smodatamente. Ed è tornato a gestire un bar, questa volta in una zona brutta e pericolosa della favela, frequentata da molto ubriaconi e personaggi trasandati e un po’ equivoci.

Toni dice che per reggere in un posto così le sue entità, i suoi spiriti sono tornati a fargli praticare la magia nera. L’energia che deve affrontare è infatti molto densa e pericolosa e, siccome la miglior difesa è l’attacco … Toni lavora anche con le slote machines: adesso però la quota non deve darla ai trafficanti ma al tenente a capo dell’operazione della polizia nella favela Rocinha. Toni dice che il tenente riceve l’ottanta per cento dei guadagni di tutte le slot machine della favela. Dice che la polizia controlla anche i guadagni dell’erogazione del gas e quelli della connessione internet; il tenente, secondo Toni, è diventato ricco grazie alla favela. Toni dice anche che il tenente della polizia e Rogerio, il capo del narcotraffico, sono amici e gestiscono assieme il traffico di droga della favela Rocinha, spartendosi le zone in cui vendere …

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di Matteo Gennari: un professore di italiano nato a Milano e ora residente a Rio de Janeiro. Da poco ha pubblicato un nuovo romanzo ambientato proprio nella città olimpica, COME PERDERE L’ANIMA, acquistabile online dai principali negozi.

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