Valencia, terra y mar, Spagna

Museo delle scienze, Valencia; foto di Giulio D. Broccoli
Museo delle scienze, Valencia; foto di Giulio D. Broccoli

La prima volta che ho sentito parlare in modo interessante di Valencia è stato in chat, nella famosa e oggi non più attiva chat di MSN, me ne parlò in una notte d’agosto (2000) una ragazza, Lore, nome di fantasia, di Valencia, precisamente di Massamagrell un paese vicino Valencia.
Non potevo immaginare quella notte che mi sarei innamorato di questa città, tanto da rischiare di viverci per sempre frequentandola per almeno 5 anni insieme a Gemma. Raccontare Valencia è facile e contemporaneamente difficile, bisogna viverci per conoscerla bene o almeno soggiornarci una settimana in compagnia di un perfetto anfitrione locale.

Cenni storici:

  • Valencia, nella Comunità Valenciana, fu costruita dai Romani circa due secoli prima di Cristo e si è sviluppata sotto la dominazione araba. Fu riconquista da Rodrigo Diaz de Viar, passato alla storia con lo pseudonimo El Cid Campeador (conquistò Valencia nel 1094 e la mantenne come regno indipendente fino al 1102). Nel XVI secolo Valencia è una delle più importanti città del mediterraneo e lo sviluppo nei secoli successivi la rende oggi una delle città più importanti della Spagna. Valencia offre al visitatore una vasta gamma di luoghi di richiamo turistico: lunghissime spiagge (Costa Blanca e Costa Valencia) di sabbia dorata e montagne all’interno; impianti sportivi all’aria aperta, dal golf alla vela; un fitto calendario di attività culturali, feste arcinote come Las Fallas; una gastronomia gustosa e mediterranea.

Cosa vedere:

  • Girovagare per il centro storico (Barrio del Carmen), vedere la Lonja (Loggia), il Mercado Central, la Cattedrale e il Miguelete (Campanile della cattedrale), il Palazzo del Marqués de Do Aguas, le Torri di Serranos (ora solo due, ma un tempo circondavano la città), il Museo delle Arti e delle Scienze, visitare l’Acquario, il Puente del Mar, ricostruito in pietra nel 1591, prima era di legno, opera di Francisco Figuerol; la Chiesa di San Juan del  Hospitalncia, il più antico tempio cristiano della città, fu costruito nel 1261 ed è un misto di stili romanico e gotico, dal 1942 è monumento nazionale;… ecc.

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Cosa fare:

  • Andare in barca all’imbrunire per l’Albufera; mangiare la tipica paella valenciana (vedi foto e ricetta), o gustare la tipica horchata, a base di chufa (Cyperus esculentus) e i tipici fartons (biscotti) ad Alboraya; di notte la fiesta si anima tra balli e bevande con la tipica agua de Valencia (succo di arancia, cava, e vodka).
    La notte valenciana va vissuta frequentando qualche tipica discoteca, come Akuarela, ubicata vicino alle spiagge (libere) di Valenica, las Arenas e la Malvarrosa, quest’ultima resa famosa da Ernest Hemingway. Nel viale delle spiagge vi sono numerosi locali e ristoranti caratteristici, possiamo consigliare “La pepika”, seguendo le tracce di Hemingway.
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Plaza del Ayuntamiento

Cosa mangiare:

  • Valencia è sicuramente famosa per la tipica e vera paella Valenciana, di carne e verdure, ma per i turisti si servono anche quella miste. Una curiosità forse poco nota è quella di assistere alle tipiche gare di paella, si svolgono per strada in alcuni quartieri, o nelle campagne il giorno di Pasqua, è la Pasquetta spagnola, ove è d’obbligo cucinarla su brace ottenuta rigorosamente con legna di arancio.
    Ricordiamo che Valencia è terra di arance e di “taroncer” (i produttori di arance), coltivate su i tipici alberelli potati in modo da non superare i 150 cm di altezza; ma è anche terra di eccellenti vini: i vini bianchi dell’Alto Turia, fiume che bagna Valencia, e della Serranía, i rossi di Requena, cittadina dell’entroterra valenciano, ..
    Sicuramente bisogna “andar di tapas”, famose in tutta la Spagna e dunque anche a Valencia, la scelta è vasta e quasi sempre di livello, come locale caratteristico posso suggerire la Pilareta, nel Barrio del Carmen, alla fine di Calle Caballeros (Plaza de la Virgen) via principale del quartiere ricca di locali caratteristici e sede del palazzo del Governo Valenciano.
    Una prelibatezza sono i cioccolatini artigianali las trufas e il Helado de Turron; nel periodo delle Fallas sono da provare i tipici buñuelos (frittelle) con la cioccolata calda.
    Un altro dolce da degustare è l’arnadí (zucca, patate americane e mandorle) che si accompagna con moscato o mosto di vino; altri prodotti da provare sono la tradizionale Mona, la longaniza de Pascua, il Panquemado.

Dove soggiornare:

  • Valencia è una città molto accogliente ed offre soluzioni molteplici per tutte le tasche. Trovare la sistemazione ideale a Valencia non e’ difficile, basta consultare i numerosi portali di comparazione prezzi presenti on line e scegliere la soluzione più soddisfacente.
    Per coloro che amano vivere la città fino a notte fonda è possibile alloggiare in centro a due passi dalla movida valenciana, chi invece preferisce la tranquillità ed il verde può scegliere tra alberghi o appartamenti fuori città. Una veloce ricerca on line permette di organizzare al meglio il proprio pernottamento. Io suggerisco di passarci un Capodanno, il clima è mite e le offerte per divertirsi tantissime, ma può valere la pena anche un sol fine di settimana, per visitare la città, o per partecipare al Gran Premio di Formula 1 (giugno).
  • Dove mangiare:
    Per degustare una buona paella si può andare consiglio il Ristorante La Marcelina, sul lungomare (Avda Neptuno), o magari provare tapas alla Pilareta nel centro storico alla fine di Calle Caballeros, o magari provare il ristorante Trenca-Dish (Calle  Padre Tosca)
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Estación del Norte, Valencia

Le tradizioni:

  • Nel periodo delle Fallas, dedicata a San José e dichiarata festa di interesse internazionale, è doveroso assistere alla Mascletá (fuochi pirotecnici di giorno: iniziano il primo di marzo) nella piazza del Comune di Valencia, ove la Faller Mayor dà l’inizio dei fuochi d’artificio con la frase: “Señor pirotécnico puede empezar la mascletá”.
  • Luce, fuochi artificiali, petardi, sfilate, baldoria… sono il denominatore comune delle feste valenciane. In questa regione vi sono oltre 600 feste popolari all’anno. Sono feste piene di allegria e spensieratezza, non c’è che l’imbarazzo della scelta tra feste e tradizioni. Un salto lo farei anche alla corrida, Plaza de Toros, ubicata alla destra della stazione dei treni di Valencia, forse si tratta di uno spettacolo un po’ cruento per la nostra cultura, ma di sicuro gli spagnoli ne sono tanto affascinati da sembrare ipnotizzati dal torero che “mata” il toro.
  • Una tipica tradizione di Valencia è quella della “Mocadorada” del 9 di ottobre, risalente al XIII secolo, quando fu vietato, dai Borboni, di festeggiare la conquista della città da parte di Jame I (El Conquistador, riconquista Valencia, in mano ai mori, nel 1232 ). Allora i fornai della città cominciarono a produrre dei dolci a forma di razzi (botti d’artificio), che non si potevano sparare per il divieto imposto, ma contemporaneamente ricordavano per la forma degli organi sessuali maschili (piuleta e tronador in valenciano) e femminili; tali dolci erano accompagnati da altri di frutta e verdura, che secondo la tradizione popolare si associava alla fertilità dei frutteti valenciani o ai frutteti che i Mori regalarono alla regina Doña Violante di Ungheria(sposa de Jaime I). Da quel tempo ogni 9 di ottobre si festeggia la Mocadorada e ogni uomo regala alla sua amata, ma anche alla mamma, un pañuelo (mocador in valenciano), un fazzoletto contenente dei particolari dolci di frutta fatti con marzapane di vario colore e forme diverse. Proprio in virtù di questa tradizione molti valenciani considerano la festa degli innamorati il giorno 9 di ottobre.
  • Le feste?
    Las Fallas di Valencia (12 – 19 Marzo): sono le feste di fuoco per eccellenza, sono feste di rinnovo di cambio di un ciclo. con un’esteriorizzazione che tende ad utilizzare la satira e il senso dell’umorismo, oltre al barocchismo delle figure, i cosiddetti Ninots.
    Da vedere è “La Ofrenda de Flores a la Virgen de los Desamparados”, nei giorni 17 e 18 di marzo: dalle prime ore del pomeriggio si può assistere alla spettacolare sfilata delle Falleras, con vistosi (e costosissimi) abiti regionali, che portano rami di fiori in dono alla Virgen.
    Altre feste: Mori e Cristiani, La Magdalena, Les Fogueres de San Juan (24 giugno), la Feria di Julio, San Vincent Martir (22 gennaio) e tante altre feste religiose…
  • Escursioni e trekking a Valencia:
    Gli amanti del trekking e delle escursioni potranno incamminarsi lungo il Sentiero del Cid, che si sviluppaper 180 km nella provincia di Valencia, inaugurato da poco e segnalato con molti cartelli lungo tutto il cammino. Il Cammino, omologazione GR -160, si sviluppa dal comune di Algimia d’Alfara fino a Bocairent, passando per Cella Valencia e Defensa Sur (Valencia Orihuela), comprende in tutto 46 comuni:

    Algimia de Alfara, Torres Torres, Quart de les Valls, Quartell, Benavites, Faura, Sagunto, Puçol, El Puig, La Pobla de Farnals, Museros, Albalat dels Sorells, Meliana, Almàssera, Alboraya, Valencia, Sedaví, Alfafar, Massanasa, Catarroja, Albal, Beniparell, Silla, Sollana, Almussafes, Benifaió, Alginet, Algemesí, Alzira, Carcaixent, La Pobla Llarga, Manuel, Xàtiva, Genovés, Bellús, Guadasséquies, Sempere, Benisuera, Alfarrasí, Montaverner, Albaida, Bufali, Benisoda, Agullent, Ontinyent y Bocairent.

    Il sentiero è integrato con altri sentieri già praticabili da tempo come “La via Augusta”, e il “Camino de Santiago Levante”.

Come arrivare a Valencia:

  • Valencia si può raggiungere in treno, autobus, nave, aereo. Sicuramente il mezzo più veloce e forse comodo è l’aereo facendo riferimento all’aeroporto cittadino di Manises, collegato con il centro città grazie ad una nuovissima linea metropolitana. In alternativa si può utilizzare l’aeroporto di Alicante, ma dista circa 2 ore di auto da Valencia.
    In alternativa si può raggiungere Valencia in autobus, l’autolinia Eurolines raggiunge la stazione degli autobus di Valencia da Roma Tiburtina, stazione degli autobus, in oltre 24 ore, cambiando a Barcellona. Il prezzo può essere interessante ma effettivamente il viaggio è lungo. Raggiungere invece Valencia con il treno può essere scomodo, bisogna cambiare a Ventimiglia e poi alla frontiera franco-spagnola, a meno di non partire da Milano con il treno di lusso Salvatore Dalì cambiando poi a Barcellona, dista 3 ore di treno da Valencia. L’ultima possibilità è raggiungere Valencia con la nave sbarcando direttamente al porto di Valencia.
    Consulta la guida Come viaggiare in Spagna, può esserti utile!
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2 commenti su “Valencia, terra y mar, Spagna

  1. Arturo il said:

    Valencia è uno spettacolo a cielo aperto. Da visitare assolutamente, magari intorno al 19 di marzo, per partecipare alla festa “Las Fallas”, oppure d’agosto, il clima è buono.

I commenti sono chiusi.