Sarajevo, la città dalle mille culture.

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Per iniziare questo viaggio che ci porterà ad immergerci nell’Europa dell’est,più precisamente nei Balcani, ho deciso di parlare della città di Sarajevo, in quanto è quella che mi ha colpito maggiormente. Le mie aspettative, devo essere sincero, non erano delle migliori, perché si sa, (e sarebbe da ipocriti non dirlo), che quando si pensa a questi paesi, immediatamente nella nostra testa scattano pensieri non proprio positivi. Sicuramente dal punto di vista storico la città esce da un passato molto duro, la guerra, conclusa solo da vent’anni ha lasciato dei segni pesanti e ancora visibili. L’assedio di Sarajevo iniziò il 5 aprile 1992 e terminò il 29 febbraio 1996, pensate quindi quanto sia stato difficile ricostruire una città, ormai rasa al suolo. Essendo uno studente Erasmus, quindi senza una “lira”, il mio piano era visitare la città nel minor tempo possibile, e dato che è divisa in due parti, una moderna e l’altra più antica, due giorni erano più che sufficienti.Il primo giorno ho optato per la parte antica, ed è proprio qui che lo stupore ha preso il sopravvento. Sarajevo ospita una varietà di culture molto diverse tra loro, le quali convivono negli stessi luoghi, creando un’atmosfera magica, quasi surreale, tanto che il mio primo pensiero è stato: ma dove mi trovo?! Il colpo d’occhio è veramente suggestivo: si passeggia per le strade principali e si respira multiculturalità, si incontrano edifici e monumenti di diverso stile, si possono ascoltare preghiere islamiche, mentre si passa davanti a una Chiesa cattolica, l’aria è intrisa di profumi e odori particolari che rimangono impressi.

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Piazza di Baščaršija, Sarajevo. Ph: Paolo Milanese

 

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I ćevapčići.

Siete amanti della cucina? Non potete esimervi dal gustare il piatto tipico, I buonissmi “ćevapčići”, piccole salsicce, accompagnate con del pane turco, che hanno però una peculiarità, sono contornate da tanta, ma tanta cipolla (per questo sconsiglio Sarajevo come meta per le coppie, e se proprio non volete lasciare la vostradolce metà, fatevi una bella scorta di gomme da masticare!)

Uscendo dalla parte antica, ci si incammina verso il futuro, verso la parte della città che sta cercando di risorgere economicamente. Come tutte le città, le zone moderne sono caratterizzate dalla presenza di grandi palazzi con scopo amministrativo, commerciale e molto poco turistico. Ci sono due elementi degni nota, uno è lo Skatepark Hastahana, simbolo della rinascita giovanile, e l’altro è la Twist Tower che, con i suoi trentacinque piani, permette una vista fantastica di tutta la città.

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Skatepark Hastahana, Sarajevo. Ph: Paolo Milanese
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Twist Tower, Sarajevo. Ph: Alberto Fracella

Consiglio vivamente di visitare questa città, per tanti motivi. Uno di questi è sicuramente l’accoglienza della gente, tutti dal venditore ambulante al bodyguard della discoteca oppure i normali signori ai quali chiedevamo indicazioni, si sono dimostrate delle persone squisite, sempre con il sorriso e pronte ad aiutarti. Questo può farci riflettere per abolire tanti luoghi comuni.
Un altro motivo è il cambio favorevole Marco Bosniaco/Euro, che permette di non badare a spese. Ricordate la torre? All’ultimo piano ospita un ristorante di lusso nel quale si può godere di un ottimo e abbondante pranzo spendendo l’equivalente di cinque euro a testa! Infine, se siete amanti dei liquori, dovete sapere che si producono dei distillati che fanno concorrenza ai migliori. Provare per credere!

Per terminare questo viaggio, voglio dedicare un piccolo spazio a Mostar, una cittadina vicina a Sarajevo, molto piccola ma che porta con sé una grande storia. Famosissima per il suo ponte ottomano, andato distrutto nei bombardamenti del 1993 e poi ricostruito, grazie alla donazione di fondi per la maggior parte erogati dal governo italiano. Ma Mostar merita un racconto a parte.
Vi lascio con due immagini molto suggestive.

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