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Bevande alcoliche

Le bevande alcoliche, in linea generale, possono essere distinte in tre grandi categorie:

  • quelle derivanti direttamente da mosti fermentati: vino e birra;
  • le acquaviti (cognac, grappa, rhum, whisky e vodka), cioè bevande derivanti dalla distillazione di svariati prodotti naturali di fermentazione;
  • i liquori che sono bevande preparate con alcol variamente diluito e aromatizzato con estratti d’erbe o frutta.

Perché una bevanda alcolica ad alta gradazione sia bevibile occorre che contenga un sol tipo di alcol: l’etilico.
Durante la fermentazione dei cereali si producono invece altri alcoli che sono molto più velenosi dell’alcol etilico e che pertanto devono essere allontanati durante la distillazione.

  • Il vino
    Il vino è il prodotto ottenuto dalla fermentazione totale o parziale del mosto dell’uva, che è il succo che si ottiene dalla pigiatura del frutto. Alcuni microrganismi detti saccaromiceti (o lieviti), attraverso l’azione di loro particolari enzimi (letteralmente: dentro i lieviti), trasformano il glucosio contenuto nel mosto in alcol e anidride carbonica che, essendo un gas, si allontana spontaneamente dal prodotto liquido. La trasformazione prende il nome di fermentazione e cessa o per esaurimento del contenuto zuccherino o perché la presenza di alcol in quantità superiore al 16-17% inibisce l’attività dei microrganismi.

    A seconda delle sue caratteristiche il vino può essere destinato al consumo appena prodotto oppure all’invecchiamento anche di anni. Durante il periodo di riposo, che può avvenire in botti di legno o in bottiglia, si formano alcune sostanze che conferiscono aromi particolari al prodotto finale. I vini destinati al consumo devono avere una gradazione minima di 10°. L’Italia produce attualmente oltre 65 milioni di ettolitri di vino all’anno, equivalenti a più di 100 litri per ogni abitante; una certa quantità del prodotto è destinata tuttavia all’esportazione.

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Parte del mio vigneto, foto di Giulio D. Broccoli
  • La birra
    La birra, come il vino, si ottiene per fermentazione partendo però, invece che dall’uva, dall’orzo il cui amido viene prima trasformato in maltosio e glucosio per opera di un enzima che si forma nell’orzo stesso durante il periodo di germogliamento, quindi in bevanda alcolica attraverso la fermentazione degli zuccheri ottenuta da specifiche culture di lieviti (Saccharomyces cerevisiae). La birra contiene alcol in proporzioni minori del vino (3-6%).
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Birra e patate, foto di Giulio D. Broccoli
  • Le acquaviti
    Le acquaviti o distillati si ottengono per distillazione di prodotti di fermentazione. Distillando il vino si ottiene il Cognac [solo vini provenienti dalla regione del Cognac, si trova sulla costa occidentale atlantica della Francia, proprio a nord di Bordeaux, nei dipartimenti della Charente e della Charente-Maritime] e il Brandy. Mentre distillando le vinacce si produce la Grappa e distillando il liquido che si forma dalla fermentazione della spremitura della canna da zucchero si ottiene il Rhum. Infine, Vodka e Whisky [Gin e Schnapp] si ottengono da fermentazione di cereali. Tutti questi prodotti, in genere, necessitano di un prolungato invecchiamento prima di venire consumati. [La Tequila ed il Mezcal vengono fatti con la polpa fermentata della pianta dell’agave.]
  • I liquori
    I liquori sono bevande alcoliche ricche di zuccheri e di sostanze aromatiche. Hanno gradazione alcolica compresa fra 25 e 30°. Il Limoncello, tanto di moda, è un liquore che si ottiene tenendo le bucce dei limoni a macerare nell’alcol, filtrando l’infuso dopo alcuni giorni, e quindi aggiungendo acqua e zucchero.

Testo di: Dott. Antonio Vecchia, http://www.cosediscienza.it/index.html Tratto (e adattato) da: http://www.commissariato.fvg.it/html/bevandealcoliche.htm

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