Cammino degli Dei primo giorno : falsa partenza e via verso Badolo

Diari di viaggio della via degli dei con il cane

Abbiamo percorso la via degli Dei inizialmente in tre, io ( Decibel ) , Das e Furia Buia, sul finale insieme con MicMap. Siamo partiti il 22 maggio del 2017 e siamo tornati il 27 maggio 2017. Questi sono i nostri diari, giorno per giorno. Buona lettura e buon cammino!

diario primo giorno

Falsa partenza

Armata di calendario, decido che è arrivato il momento di decretare una data di partenza.
Studio i blog, i video e tutto il necessario e capisco che facendo una media matematica tra il caldo, il mio lavoro e la mia poca socievolezza, il momento perfetto per partire è incastrarsi bene tra le varie vacanze che contraddistinguono aprile e maggio. 
Ho tutto pronto, invio una mail all’unico b&b che ho scelto per prenotare, preparo lo zaino, prego il dio della muta che aspetti ancora qualche giorno onde evitare di ritrovarmi un doppio materassino di peli in tenda e eccolo lì : l’imprevisto!

Stavo seguendo il cammino di un passo della futaamico che aveva scelto esattamente la settimana prima alla nostra e sentivo i piedi scalpitare leggendo i suoi resoconti giornalieri. Quarto giorno di viaggio : il ritorno a casa a causa del mal tempo.
Quand’ecco, la versione moderna dell’uragano Katrina che decide di scagliarsi proprio sull’appennino. Appaiono le foto dei monti innevati…a maggio…si a maggio!
Parlo con chiunque decida di ascoltarmi e forse anche con chi non ha voglia di ascoltarmi, chiedendo consiglio : Partire o non partire, questo è il problema!
I commenti si alternano tra le immagini catastrofiche di mia madre che mi vede sotterrata da un’improbabile slavina con Das con il barilotto di grappa che mi viene a soccorrere e gli amici più intrepidi che mi dicono che non esiste il cattivo tempo.

Vista l’età ho optato per un minimo di saggezza e ho rimandato.

Ho continuato ogni giorno a lavorare, guardando lo zaino, pronto, appoggiato accanto alla porta.

Das e Furia Buia increduli e trepidanti. Un’attesa ogni giorno più lunga e difficile.

Partiti!

Alla fine ci si è fatta!

Siamo partiti il 22 maggio 2017 alle ore 7:00 del mattino.Abbiamo raggiunto Bologna in macchina, grazie all’aiuto di un’amica che per puro spirito amicale aveva deciso di svegliarsi presto e farsi una scampagnata lampo a Bologna.
Ed eccoci lì a percorrere la via degli Dei, lo zaino in spalla, l’emozione negli occhi e solo la voglia di camminare. Questo è il nostro diario.

bologna - Cammino degli Dei primo giorno : falsa partenza e via verso Badolo.

Incontriamo due falsi francesi, attacchiamo bottone con chiunque e cerchiamo di fermarci, senza successo, a mangiare sul fiume.

Superiamo le 666 arcate di San Luca e approdiamo a parco Talon con le ali ai piedi.

san luca - Cammino degli Dei primo giorno : falsa partenza e via verso Badolo

Ed eccoli lì, i primi due viaggiatori. Cartina in mano, cercano i segni del percorso. Si fermano ad osservare le indicazioni, guardano la cartina, volgono lo sguardo sul panorama intorno. Noi siamo esattamente parte del panorama.
Con un sorriso a trentasei denti gli trasmettiamo tutto l’entusiasmo che abbiamo. Ricambiano con poche parole in una lingua straniera. Ero talmente impegnata a sorridere che non avevo attivato il mio google translate incorporato e un po’ come quando ti presenti per la prima volta ad una persona e questa ti dice il suo nome e quel nome scompare dalla tua memoria fagocitato dal tuo sorriso, senza venire in nessun modo codificato, così le loro parole sono cadute nel nulla.
Come è mai possibile? era il primo contatto? ho la socialità di un bigfoot, nel senso che nemmeno io so se esisto veramente perché non ho voglia di incontrarmi.
Non mi perdo d’animo, mi sto solo scaldando.
Continuo a camminare.

la via degli dei con il cane

Chiedo indicazioni a due simpatici vecchietti. Il costo delle indicazioni è una buona parte di informazioni sulla mia vita e su quella di Das e Furia Buia, probabilmente argomento delle loro prossime chiacchierate. Mi chiedono se mi stavo preparando alla corsa lungo la via degli dei. Benedico la loro cecità, la vecchiaia a volte ha dei vantaggi per gli altri, non riuscirei a fare la via degli dei a corsa nemmeno nella prossima vita, ma a quanto pare loro mi vedono giovane e volenterosa e con questa botta di autostima continuo a camminare.

Arriviamo sul fiume Reno e alla terza richiesta di Furia Buia di poter fare il bagno, sono costretta a togliergli gli zaini e a lasciarli correre felici nell’acqua.

Furia Buia sul Reno

CI fermiamo più volte, io per fare delle foto e Das e Furia Buia per fare il bagno.

La fame comincia a farsi sentire e decido che il posto migliore per fermarmi è proprio sul fiume. Dobbiamo trovare solo il luogo giusto.
Cerchiamo di infrattarci un pochino, ma Furia Buia protesta perché lui è piccolo e l’argine in quel punto è troppo alto e non riesce a scendere bene nell’acqua.

Continuiamo e ci superano due camminatori. Scambiamo due parole, ma hanno fretta. Dimenticatevi pure di loro, vanno troppo veloci, non li incontreremo mai più.

Arriviamo in un punto del fiume splendido!

Das sul fiume

Lascio lo zaino, scatto qualche foto, ne scatto un’infinità a Das e Furia Buia.

Loro sono veramente felici e anche io.

Mi tolgo gli scarponi, mi rilasso e metto i piedi nell’acqua fresca. Guardo verso il cielo. Osservo le nuvole e tiro un sospiro di sollievo. E’ il posto giusto ed è esattamente qui che voglio stare.

Purtroppo la felicità è questione di attimi.

Dal sentiero davanti a noi ecco spuntare un grosso cane maschio, un incrocio dogo.

Appena vede Das e Furia Buia si da un tono e lascia il suo biglietto da visita alzando la zampa.

Tento di alzarmi per capire la situazione quando spunta un secondo cane, taglia medio-piccola seguito da un grosso incrocio pastore.

A me quel posto piaceva un sacco, ma sta diventando esattamente il ricettacolo di paure che avevo prima di partire.

Arriva anche l’umana a seguito, mi guarda sorridente, vede i miei cani, richiama il pastore che scopro essere una femmina e sempre sorridendomi gli mette una grossa museruola dicendomi : – Non ti preoccupare, lei è un po’ stronza, ma solo all’inizio.

Anni di classi di comunicazione, corsi, studi sulla prossemica e sul linguaggio dei cani, sull’aggressività, su tutte le sfumature della cinofilia ed eccomi lì, piantata su un sasso, con i piedi in ammollo, le scarpe lontanissime e la situazione, un attimo prima idilliaca che si sta trasformando in un incubo e tutto questo mi è sfuggito al controllo senza che nemmeno riuscissi ad accorgermene.

In tutto questo però per fortuna che c’è Das.

La femmina si scaglia su Furia Buia, che sguscia sui sassi bagnati e decide di andare dal maschio incrocio dogo, affermando che in fin dei conti sembrava più bella da lontano. Lei decide che non ha ancora finito e cerca di seguirlo, quand’ecco che l’adone convinto del mondo canino si mostra in tutto il suo splendore.

Nonostante l’età, nonostante gli acciacchi, nonostante tutto, Das è il solito don Giovanni a quattro zampe.

Lo vedo che in un attimo gira le orecchie , addolcisce lo sguardo, tira su la coda e diventa maestoso.

ehilà splendore? cosa ti porta sul fiume?

la voglia di uccidere te e quella mezza calzetta nera che è scappata

Ma sei sicura? lascialo stare, lui è solo un ragazzino. Mica ti vorrai confondere con i ragazzini.

Non mi voglio confondere, è questione di un attimo, lo disintegro e fine del ragazzino

Veramente una canina bella come te, non preferirebbe fare due passi e odorare con me questo splendido fiume? dai fammi da musa ispiratrice, sii la mia Beatrice in questo cammino, mostrami o diva l’infinita bellezza che solo tu possiedi, ma che doni al mondo con la tua semplice presenza.

Non ce la posso fare. Non smetterò mai di stupirmi quando gli vedo fare questa cosa. A Das, più sono stronze e più gli piacciono e alla fine ce la fa sempre. Ogni volta va nel solito modo, loro lo vorrebbero morto, lui mette in atto tutte le strategie di corteggiamento che conosce e la femmina in questione, all’inizio restia, cede e diventa docile e mansueta.

Anche la tipa umana a seguito del piccolo branco si stupisce dicendomi che solitamente ci mette di più ad abituarsi. La chiama e gli leva la museruola.

No, dai aspetta, stiamo scherzando? E’ vero Das è un gran figo, ma non esagererei?

Va bene Dio del cammino degli Dei, se il concetto era che non era questo il posto dove fermarmi bastava dirlo anche in maniera più semplice.

Nel mentre Furia Buia è andato a fare due chiacchiere con il dogo che si dimostra molto cordiale, anche il piccolo si avvicina e tutti e tre si mettono a guardare la scena tra Das e la femmina. Il maschio di dogo spiega a Furia Buia che Das non ha nessuna speranza. Il piccoletto apre un giro di scommesse dove Das viene dato come perdente al 99%

Stupiti dall’esito Furia Buia va a riscuotere, ma a questo punto il maschio di dogo non è più così tanto contento di averci tra i piedi. Rimane cortese, ma prima tenta di spiegarci che la femmina sarebbe sua, tentando di lasciarci un ricordo della sua pipì sul mio zaino e poi andando verso la femmina :

smettila di fare la civettuola, ti sembra un comportamento dignitoso?

Lasciami stare una volta che mi diverto veramente!

Benissimo è arrivato il momento di velocizzare la scena e togliere il disturbo, prima che questo strano incontro degeneri.

Non so neanche come, ma in un tempo record, mi sono rimessa le scarpe ho lo zaino in spalla e ho saluto tutti, umani e cani compresi.

Riprendo il controllo della prossemica, ricompatto il mio piccolo branco con pochi sguardi e ce ne andiamo.

Das protesta.

Vuole tornare dalla femmina.

Mi chiede come sempre se possiamo scambiarla con Furia Buia. Lo ignoro e ricominciamo a camminare.

il fiume Reno

Per colpa di uno sbalzo spazio-temporale incontriamo nuovamente i francesi e tentiamo per la seconda volta di mangiare.

Abbandoniamo il fiume e arriviamo al cippo 80.
Una targa ci ricorda che l’8 settembre 1944 in quel posto vi fu una strage nazista in cui persero la vita 15 persone.

Foto di rito. Naturalmente mai che Das e Furia Buia riescano a guardare davanti nello stesso momento!

cippo 80

Furia buia mi ricorda che è arrivato il momento di mangiare, Das continua a protestare perché voleva stare con la pastorina.

Vedo un bellissimo spiazzo all’ombra e decido che è perfetto per fermarmi.

Purtroppo non avevo fatto i conti con l’unica casa nelle vicinanze. Un cane parte abbaiando furiosamente.

Va bene, va bene, ci spostiamo.

Costeggiamo la casa accompagnati dal cane urlante, che con una staffetta di abbai passa il testimone ad un secondo cane, poi ad un terzo ed infine ad un quarto.

Onorevole Dio del cammino degli Dei, capisco l’espiazione, ma se non mangiamo non credo saremo in grado di camminare oltre!

Finalmente veniamo ascoltati. Spiazzettino all’ombra, con fiumetto vicino per Das e Furia Buia. Siamo lungo strada, ma è poco trafficata e quindi va benissimo così.

pausa pranzo e furia buia

Mangio il cibo che mi ero portata e nel momento esatto che metto il cibo dei quadrupedi in terra ecco arrivare i due francesi. Non ho nessuna reale informazione per definirli francesi, forse è lo stile.

Indipendentemente dal loro tempismo perfetto, mi chiedo come sia possibile una cosa del genere.

Loro ci avevano superato a parco Talon. Andavano più veloci di noi. Tutti vanno più veloci di noi.

Che ci abbiano doppiato?

Mi salutano con un “Halò”. Sono sicuramente francesi.

Li osservo meglio. Sono una strana coppia, mi chiedo chi siano. Uno è giovane, avrà forse 25 anni, l’altro è più anziano. Non riesco a dargli l’età, è sorridente, socievole e dall’aria simpatica. Gli zaini non sono molto grandi, segno che si fermeranno in un B&B. Lo zaino della persona più anziana è molto più piccolo dell’altro.

Camminano in silenzio. Si sorridono molto tra di loro, ma non si parlano.

MI chiedo chi siano.

Intanto ci superano, lasciandoci intenti a pranzare.

La strada sale, incontriamo la signora delle bibite e un diario di viaggio. Superiamo una serie di imprevisti e finalmente arriviamo in un bellissimo prato dove veniamo superati di nuovo.

Finito di mangiare, perdiamo la meravigliosissima torcia che avevamo comprato, ma ce ne accorgeremo solo stasera, quindi per ora non è un problema. La strada è un asfalto gentile, leggermente in salita. L’acqua è un miraggio lontano. Incontriamo la signora delle bibite impegnata a vendere coca cola a due tedesche, la superiamo e ci fermiamo poco dopo per lasciare le nostre parole su un diario di viaggio. Superiamo un ponticello e faccio andare Das e Furia Buia a bagnarsi nel piccolo rigagnolo sotto il ponte. Ci fermiamo nuovamente poco prima di arrivare ad un grande bivio.

Vedo i camion che sfrecciano veloci e anche se quella è la direzione, è l’ultimo posto dove vorrei andare.

Guardo Furia Buia preoccupata.

Furia Buia odia le macchine e ancora di più i camion. Evitiamo le strade trafficate il più possibile. Das è tranquillo, ne approfitto per parlare un po’ con Furia Buia. Sa benissimo che stiamo per arrivare sulla strada trafficata. Gli mostro la cartina e gli dico che il tratto è veramente breve.

Si fa coraggio e partiamo.

Snocciolo una serie di rosari blasfemi, mentre passo dopo passo percorro i pochi metri che ci separano dal sentiero.

Furia Buia è appiccicato alla mia gamba, se la sta cavando bene, per fortuna è un inferno moderno, è rapido.

Das cammina leggermente dietro, bofonchiando perché non capisce tutto questo panico.

Considerando che solitamente è lui quello che è convinto che moriremo tutti e di morte violenta, non riesce proprio a capacitarsi che Furia Buia possa avere terrore dei camion.

La strada prosegue su un sentiero nel bosco, che poco dopo si apre su dei campi.

la via degli dei con il cane E’ arrivato il momento di fermarci e per farlo ci vengono incontro le buone vecchie abitudini e ci sdraiamo ai piedi di una casa diroccata.

Un vecchio falò ci racconta che qualcuno ha usato quel posto come tappa notte.

Purtroppo un  pensiero si fa strada nella mia mente. Das e Furia Buia sono accanto a me. Esploro con gli occhi l’ambiente ed eccolo lì, un fazzolettino a coprire qualche cosa di grosso e marrone. Nel momento esatto in cui localizzo l’escremento, Das porta il naso al cielo e socchiude gli occhi. Il tartufo nero si muove leggermente come a carpire la direzione dell’odore. Apre gli occhi e come un cecchino punta il fazzolettino.

Va bene, scherzavo Dio del cammino degli Dei, mica mi volevo fermare davvero e riposarmi davvero, in un posto davvero carino!

Relax - Cammino degli Dei primo giorno : falsa partenza e via verso Badolo

Immagino Das con un nuovo look marrone appiccicoso e questo è sufficiente per farmi mettere lo zaino in spalla e ripartire.

Entrambi i cani mi spiegano con lo sguardo che non sono per niente d’accordo con me con questa gestione del cammino, ma mi danno un’altra possibilità.

Superiamo un agriturismo e finalmente troviamo un posto dopo poterci rilassare un po’.

campi sulla via degli dei

Un campo con un bel panorama.

Mi tolgo lo zaino e mi sdraio felice. Das e Furia Buia mi dicono che sto acquistando punti preziosi.

Sto quasi per addormentarmi quando sento dei passi. Furia Buia abbaia, Das lo segue, figuriamoci se lo lascia da solo.

Mi sveglio di soprassalto, come se fossi stata attaccata da un esercito e un esercito c’è davvero.

Otto camminatori vestiti di tutto punto e armati di bastoncini sono fermi che guardano i cani. Prima che possano parlare li richiamo e li lego. I cani, non i camminatori.

Con la spiegazione che una del gruppo ha paura dei cani, si allontanano a grandi passi.

Nessun problema.

Non credo di avergli fatto proprio un buon effetto. Loro camminano, stanno facendo il cammino degli Dei, io sono sdraiata in un campo, quando dovrei camminare. Se potessero parlare con il Dio del cammino degli Dei, gli potrebbe spiegare che è la prima vera sosta che ci concede.

la via degli dei con il cane

Se ne vanno, ci tratteniamo ancora un po’, ma ormai l’idillio è passato, è ora di ricominciare a camminare.

Aiutiamo due camminatori, ci perdiamo subito dopo,ma due arrampicatori ci indicano la strada e finalmente troviamo l’acqua.

Arriviamo alla commenda e la stanchezza si fa sentire. E’ un buon posto dove fermarci, ma siamo senza acqua, quindi dobbiamo continuare.

Decidiamo di andare verso Badolo, non manca molto e secondo le mie indicazioni a Badolo dovremmo trovare l’acqua.

Scendiamo lungo il sentiero quando sentiamo delle grida. Qualcuno parla sguaiatamente ad un cellulare. Forse c’è poco campo. Ci fermiamo ad un bivio, guardando due camminatori del gruppo dei super tecnici bacchetto-muniti che imprecano poco più in basso lungo il sentiero.

Carpisco tratti di conversazione, si sono persi e non trovano il sentiero.

Mi sbraccio e gli dico gentilmente che sono scesi troppo, che il segno del sentiero è più in su e va verso destra.

Arrivano velocemente, sono un uomo e una donna. Lei è bianca come un cencio lavato. Lego i cani non avesse a peggiorare. Lui porta due zaini. La cavalleria quindi esiste ancora. Intuendo i miei pensieri, l’uomo rettifica sulla morte della cavalleria, dicendomi che la tipa si è sentita male e quindi a lui tocca portare anche il suo zaino. Non dico niente, tanto non mi sembra che vogliano sapere qualche cosa.

Mi superano a grandi passi. Allora è un vizio!

Voglio togliere i guinzagli ai cani, quindi mi fermo e aspetto che se ne vadano.

In pochi passi sono scomparsi.

Seguo il sentiero dicendo a Das e a Furia Buia che siamo stati bravi, avevamo aiutato due persone. Saltello felice all’idea, per quanto me lo possa permettere lo zaino, ma purtroppo il sentiero finisce e scopro che ho poco da festeggiare perché ho appena sbagliato strada.

Sento delle voci. Ci sono due ragazzi che arrampicano su delle pareti. Vado a vedere. Mi fermo un pochino a chiacchiera con loro che mi spiegano che Badolo è quel bellissimo paesino sul cucuzzolo. Naturalmente non poteva essere quello a valle. Mi indicano il sentiero e ripartiamo.

Troviamo facilmente la via e finalmente incontriamo anche una piccola fonte.

Lascio che Das e Furia Buia bevano e si rinfreschino e con estrema calma riempio la borraccia.

Estrema calma è un concetto molto più veloce di quello che è stato, ma avevo talmente tanta sete, che ci potevo mettere anche tutta la notte, andava bene uguale.

Finalmente abbiamo il rifornimento d’acqua, possiamo cercare un posto dove fermarci. La stanchezza si sta facendo sentire. E’ arrivato il momento di trovare un posto per mettere la tenda.

Perché quando cerchi un posto pari, il sentiero può solo salire e perché quando decidi che non ce la fai più c’è Furia Buia che ti mette alla prova e poi scopri anche che hai perso la torcia.

Felice per l’acqua trovata ricominciamo a camminare. So che troveremo un luogo bellissimo tra pochi passi.

Il sentiero invece sale e non solo, è stretto e ripido, con uno strapiombo da un lato.

Das e Furia Buia, mi camminano accanto stanchi.

Gli prometto che ci stiamo per fermare.

Il sentiero continua a salire.

In questi casi, mai pensare che sia terribile perché può sempre peggiorare.

Mi giuro che appena trovo lo spazio pari per la tenda mi fermo, anche a costo di essere su uno strapiombo.

La risposta del sentiero alle mie imprecazione sono dei gradoni talmente alti, che per poterli salire devo appoggiare le ginocchia.

Dio del cammino degli Dei, dimmi la verità, tu ce l’hai con me!

Va bene, ora sono veramente stanca, non ne posso più, ho fame, ho sonno e non voglio più camminare.

Finalmente devo aver impietosito il Dio del cammino degli Dei perché eccolo lì, lo spiazzetto giusto per la tenda, con perfino l’angolo cottura in pietra levigata.

Sorrido felice, mi tolgo lo zaino e facendolo dico a Das e a Furia Buia che sto per toglierli anche a loro.

E’ un attimo. Il tempo di appoggiare lo zaino in terra. Furia Buia parte in discesa dentro il bosco, sfidando la forza di gravità e riuscendo a far invidia ad una ferrari per aver fatto da uno a cento chilometri in meno di un secondo.

Gli tiro un urlo che percorre in un attimo tutta la via degli Dei e torna pure indietro a Bologna.

Mi sente come mi avrebbe sentito mio nonno che era sordo come una campana.

Mi congratulo con me stessa per tutti i corsi di cinofilia, sono indubbiamente un esempio, si, ma da non seguire.

Finalmente Furia Buia torna con una stupenda sorpresa.

Si è liberato del suo zainetto nel bosco, non si sa bene dove. Peccato che contenesse il suo cibo.

Corpo e mente tentano una breve discussione, ma nonostante le gambe stiano dicendo alla mente che non hanno più forza, questa non sente ragioni e decide di seguire a capofitto le orme di Furia Buia alla ricerca dello zainetto scomparso.

Non perdo nemmeno tempo a litigarci, è bastato il mio sguardo quando è arrivato senza zainetto.

Das mi guarda e si propone di fare la guardia agli zaini, ma poi decide di venire anche lui.

Scendiamo alla velocità della luce, non per volontà, ma per via delle foglie secche e ci ritroviamo al ruscello alla base del sentiero, proprio dove avevamo fatto rifornimento d’acqua. Per fortuna che Furia Buia aveva lo zainetto catarifrangente e la debole luce che ancora ci accompagna lo illumina facendocelo ritrovare a tempo record.

Furia Buia accanto a me guarda il suo zainetto. Si avvicina. Apro le cerniere con calma e lui ci butta dentro il naso. Mi guarda con un’illuminazione negli occhi : ” ma lì c’è il mio cibo!!!

bravo Furia Buia, hai capito, bene, ma ora su in cima, il tuo cibo ce lo riporti te!

Rimetto lo zainetto alla piccola peste e mi arrampico snocciolando una nuova serie di rosari, stupendomi di quanto sia diventata devota al Dio del cammino degli Dei.

Abbiamo pochissimo tempo per montare la tenda. La sera sta scendendo velocemente.

Sorrido al pensiero della bellissima torcia nuova, scendi pure, notte, con quella torcia posso montare qualsiasi tenda al buio!

Cerco la torcia nello zaino. Non c’è. La cerco nel marsupio. Neanche. Visualizzare la torcia…ultimo posto dove l’ho vista? nel marsupio. Ricontrollo. Non c’è. Nello zaino. Nemmeno.

Perfetto! stavamo dicendo, carissima notte, se tu avessi la pazienza di aspettare ancora un secondino e tu mi facessi montare la tenda, sarebbe bellissimo. Giuro che faccio velocissima.

via degli dei con il cane
Ma sei sicura che ti vuoi fermare proprio lì?

Monto la tenda in tempo record. Faccio mangiare Das e Furia Buia, prima che si addormentino e decido che sono troppo stanca per mangiare. Ho solo bisogno di una buona dormita.

Entriamo tutti in tenda. La luce del cellulare mi aiuta nelle ultime operazioni. E’ caldo e lascio il sacco a pelo aperto. La tenda è in pari, fantastico, sarà una bellissima nottata.

Ci vengono a trovare durante la notte, bussano, ma noi non apriamo.

Mi addormento in tempo record, anche se sono sicura che Das abbia iniziato a russare prima di me. Sento il respiro profondo di Furia Buia e non faccio in tempo a pensare che anche lui sta dormendo che finisco nel mondo dei sogni con loro.

Veniamo svegliati tutti e tre da un profondo ululato, non troppo lontano.

Das mi guarda, si arrotola di nuovo e decide di ignorare qualsiasi cosa.

Furia Buia mi guarda e mi dice che non è il caso di rispondere.

La stanchezza fa si che non riesca a rimanere sveglia. In un sonno leggero, fatto di attimi di veglia e di picchi di sogni, sento degli scricchiolii poco lontano da noi. Guardo Furia Buia, visto che Das ha deciso che non è un problema suo e insieme decidiamo di non aprire la tenda.

Sarebbe veramente molto poetico trovarmi a tu per tu con un lupo, ma decido di concedermi un dignitoso crollo e lascio questa terra per seguire Morfeo nel mondo dei sogni.

Inizio a sognare quasi subito, mi sento serena e felice, ancora non so che tutto questo sta per finire, molto più velocemente di quanto io vorrei.

Note tecniche e informative

Intanto un grazie a Fernando Giobbi che ci ha fornito alcune delle foto della sua via degli Dei. C’è scritto sopra, ma le riconoscete perché sono quelle belle.

Vi metto di nuovo il link della traccia gps, a noi non è servito un granché, ma può essere utile.
Se vuoi avere un quadro generale su come abbiamo organizzato il viaggio e vuoi tutte le info su come programmare la via degli Dei con il cane, ti può interessare questo articolo —>la via degli Dei con il cane

Le foto del primo giorno

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