La grotta del Troll ovvero la grotta del Tambugione

“Miser chi mal oprando si confonda ch’ognor star deggia il maleficio occulto che quand’ogni altro taccia, intorno grida l’aria e la terra istessa, in ch’è sepulto”

“l’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto

Ho sempre pensato che la grotta del Tambugione fosse quella lungo il sentiero che porta da Candalla a Metato.

Lungo il sentiero vi è’ una bella grotta, non molto grande. Attrezzata con attacchi per arrampicata. Assomiglia a grotta all’onda in formato mignon. La volta infatti, forma un’onda bianca e nera. Nascosta alla vegetazione, è poco visibile dal sentiero. Un tempo c’era un bel tavolino dove fermarsi per ammirare il panorama. Il tempo ha deciso di mettere un grosso albero al posto del tavolino. Ombra contro comodità.

E’ sempre stato il mio punto relax nell‘anello di Magicandalla, ma non era la grotta del Tambugione.

grotta che credevo essere del Tambugione

Arrivati al bivio della ciotola d’acqua ero solita proseguire lungo il sentiero, sbirciando solamente il sentierino sulla sinistra nascosto dalla vegetazione.

Il bivio della ciotola d’acqua è facilmente riconoscibile, sopratutto per i vostri amici a quattro zampe. Dopo la salita, un albero cavo raccoglie l’acqua piovana. Difficile trovarlo vuoto. Magari un po’ putrescente, ma immagino che i vostri cani apprezzeranno ugualmente.

Per anni ho evitato il sentiero a sinistra. A dire il vero non è che lo evitavo, era proprio impraticabile. Ricordo una volta con Das di aver provato ad esplorare quella parte con pessimi risultati.

Qualche giorno fa, arrivati al bivio abbiamo notato che il sentiero era stato pulito.

Una scritta con la vernice rossa indicava la direzione: grotta Tambugione.

Veramente?

Come era possibile?

Non restava che andare a vederla.

Il sentiero proseguiva tranquillo, fino a dei grossi massi di pietra lavorata dall’uomo.

Un rigagnolo d’acqua alleviava il percorso.

Il sentiero però a quel punto quasi scompariva. Ci siamo ritrovati in un giardino incustodito, nessuna indicazione della via da seguire.

Utilizzando la teoria che se non vi sono indicazioni, l’unica possibilità è andare avanti, abbiamo proseguito inerpicandoci un po’ tra rovi e sassi.

Ed eccolo lì!

Un segno rosso!

Come se fosse capitato per caso sulla roccia ci indicava il cammino.

Mentre camminando continuavo la mia auto- flagellazione per aver sbagliato per anni un’indicazione così, lei si è aperta davanti ai nostri occhi in tutto il suo splendore.

Non sono riuscita ad evitare un’esclamazione di stupore.

E’ come trovarsi davanti alla grotta della fata di Agnano, ma al contrario.

E’ indubbiamente una grotta degna dei Troll del racconto di Candalla.

Piscina segreta del Re

Ho cercato in internet se riuscivo a trovare qualche cosa di interessante su questa grotta e il vuoto cosmico ha invaso la rete.

Ho trovato un bel sito, con alcuni interessanti spunti su altre grotte del camaiorese, il sito del gruppo archeologico camaiore.

Però purtroppo le indicazioni scarseggiano.

Scoprire una grotta è come trovare una nuova terra.

Ogni grotta ha il suo scopritore.

La grotta del Tambugione è stata scoperta nel 1914 da un certo Nello Puccioni.

Vi sono stati trovati resti umani e di animali, ma la cosa più importante è stato il ritrovamento di una sepoltura con tanto di corredo funebre.

tambugione

Questa cosa non dovrebbe stupire, visto che nella preistoria il territorio di Camaiore era abitato dall’uomo di Neanderthal. Ne attestano la presenza i ritrovamenti di Grotta all’Onda e della Buca del Tasso. I ritrovamenti nella grotta del Tambugione sono relative all’età del rame e sono per la maggior parte costituite da sepolture.

Nel 1983, furono rinvenute dal Gruppo Archeologico Camaiore, frammenti di vasi dell’età del Bronzo lungo la sponda destra del torrente Lombricese in località Candalla, e dai successivi scavi è emerso che qui si trovava un villaggio di pastori transumanti.Nell’età preromana si insediarono nel territorio di Camaiore prima gli etruschi e poi i liguri, come attestano i ritrovamenti archeologici etruschi di Villa Mansi, l’Acquarella, Marignana che coprono un periodo che va dal VII al IV secolo a.C. I Liguri si posizionarono soprattutto sulle alture camaioresi e tracce dei loro insediamenti sono state ritrovate a Campallorzo a metri 1000 di altitudine e al Passo del Lucese. Una necropoli dei Liguri Apuani venne invece alla luce a ridosso del Monte Gabberi in località Vado (La Serra). I Liguri Apuani furono poi sgominati dall’esercito romano nel 180 a.C., e dopo la loro nota deportazione nel Sannio, vi fu una decisa colonizzazione di Camaiore da parte dei romani.” tratto da questo archivio.

Curiosando in internet ho trovato un articolo molto bello sulle grotte del camaiore. Tratto dalla rivista mensile del touring club vi è un bellissimo articolo di Nello Puccioni dove descrive perfettamente le grotte del Camaiorese.

Se siete appassionati di grotte, dovreste leggerlo, perchè è un articolo appassionato e ricco.

“…ma l’uomo di scienza ben altro vede nelle caverne. Il geologo pur considerandole come continuazioni delle anfrattuosità superficiali della crosta terrestre. Le stima strettamente collegate alla circolazione sotterranea delle acqua, poiché spesso l’origine delle grotte è dovuta all’esistenza di rivi temporanei o permanenti, che le erosero, le scavarono e le ampliarono…”

ed acora:

“…ma accanto alla geologia, un’altra indagine, che tiene in egual misura alla ricerca naturalistica ed a quella archeologica, scruta le grotte, considerandole come ripostigli di un tesoro meno favoloso di quello sognato dalla fantasia popolare, ma per lo studioso molto importante: i resti delle primitive genti che abitarono la terra e che nelle grotte stabilirono il loro rifugio e la loro dimora…”

Grotta Tambugione di Nello Puccioni
Grotta Tambugione di Nello Puccioni

Questi sono due degli estratti che mi hanno colpito di più, se volete il resto lo trovate sul suo articolo : Le caverne e i trogloditi preistorici.

 

Come ci si arriva

Nella mappa di Mic Map trovate tutte le indicazioni.

Comunque, la via è facile. Si parte da Candalla. Superata la terra dei mulini si sale fino al bivio Metato – Casoli e si va verso Metato.

Dopo aver raggiunto la croce, si continua lungo il sentiero fino alla ciotola dell’acqua. Un piccolo bivio con un legno bucato che si riempi di acqua piovana. A destra andate verso Metato, mentre a sinistra andate verso la grotta. Seguite i segni rossi! Non fatevi scoraggiare quando arriverete al giardino della sorgente. In quel punto il sentiero sembra scomparire. Proseguite e troverete sopo pochissimo i familiari segni rossi.

Galleria

Il consiglio dell’esploratore

Portatevi un buon libro e un po’ di tempo.

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