Villa Saletta e l’accademia dei Georgofili

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Tra i luoghi abbandonati in Toscana, uno dei più visitati e allo stesso tempo meno conosciuti è senza dubbio Villa Saletta.
La passeggiata a Villa Saletta è breve, il luogo è tenuto molto bene e facile da raggiungere e da visitare. Quello che colpisce subito è che non si ha l’impressione di un paese abbandonato. Sembra che i contadini siano nei campi a lavorare e si ha come l’impressione che a breve facciano ritorno a casa per il pranzo o per la cena, un ritorno che però non avviene mai.

Viene visitata sopratutto perchè è stata palcoscenico di due film ” io e Napoleone” di Virzì e “La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani. Se siete dei cinefili quindi, troverete particolarmente piacevole camminare per il piccolo borgo ritrovando nella mente le immagini delle due pellicole.
Altro motivo che rende famosa Villa Saletta è lo storico bar “da Giannini”, se siete in giro da queste parti è d’obbligo fermarsi per una merenda toscana. Il bar non si trova all’interno del borgo -fattoria abbandonato, ma lungo la strada che va verso Palaia.
Dopo un panino con il “prosciutto più bono del mondo” e un ponce sorprendente siete sicuramente più pronti ad affrontare due passi nel borgo abbandonato.

Bar da Giannini oggi
Bar da Giannini oggi
bar da Giannini foto storica
bar da Giannini ieri

 

Arrivati a Villa Saletta ho avuto una strana sensazione, come se qualche cosa non fosse come doveva essere, qualche cosa nella mia mente non tornava. Ho cercato su internet tutte le informazioni possibili e alla fine mi sono imbattuta in una teoria interessante, che ha dato un senso a quello che avevo provato. Cercherò di raccontarvela e alla fine, se avrete voglia di approfondire ulteriormente, troverete anche l’articolo che mi ha suggerito quest’affascinante teoria.

Il motivo per il quale Villa Saletta è poco conosciuta è che in essa si racchiude  e prende corpo la dottrina fisiocratica.
Appena entrate a Villa Saletta, vi accolgono due imponenti costruzioni con due stemmi raffiguranti una chiave in verticale e un cartiglio con dei numeri in caratteri romani “MDCCLXX” cioè 1770.
Lo stemma rappresenta la famiglia dei principi Riccardi di Firenze.

 

Stemma Riccardi all'entrata di Villa Saletta
Stemma Riccardi all’entrata di Villa Saletta

E’ in quegli anni, quando Villa Saletta finisce nelle mani di Gabriello Ricciardi, che il luogo cambia aspetto e diventa non più solamente una “sala” bensì un borgo-fattoria. La parola sala deriva probabilmente dal fatto che per un periodo, Villa Saletta, è stata in mano longobarda e in longobardo sala significa villa signorile.
A questo punto il “segreto” nascosto in villa saletta si svela facilmente agli occhi. Quella strana sensazione che si ha entrando, come se ci sfuggisse qualche cosa,  è dovuta al fatto che istintivamente si riconoscono gli edifici come abitazioni destinate ai contadini, ma risultano molto diverse da quelle alle quali possiamo essere abituati, come se fossero abitazioni di “lusso”.
Purtroppo non è possibile visitare gli interni di una di queste case, quindi prendo in prestito la descrizione di Alesbene dal sito “curiosità su firenze” :

All’interno, a pian terreno, si trova immediatamente la stalla, secondo il principio per cui il calore animale salendo aiuta a riscaldare le stanze superiori; sotto il piano stradale vi sono altri spazi sembra per animali di piccola taglia e infine scendendo ancora scavata nel tufo una cantina/grotta: potrebbe essere la riutilizzazione di una tomba etrusca, di cui si sono trovate tracce nei poggi circostanti.
Al primo piano vi è un grande cucina con un enorme focolare che permette a diverse persone di sedere a riscaldarsi entro il camino stesso , attrezzato con diversi fornelli a carbonella per la cottura delle vivande; un grande acquaio e diversi armadietti a muro con ante; vi sono poi diversi altri ambienti, ampi e spaziosi anche in altezza e tra due di questi,che probabilmente erano adibiti a camere – udite udite! – il cesso. Nel 1770 in una casa di contadini c’era il cesso!!
Al secondo piano un ulteriore ambiente con armadietti a muro chiusi da ante.
Per capire l’eccezionalità della presenza del cesso basta far presente che sino all’immediato secondo dopoguerra, anni 50/60 del ‘900, nella quasi totalità delle case rurali esso si trovava fuori dell’abitazione.

Come teorizza per l’appunto l’autore dell’articolo, Gabriello Riccardi deve aver investito un ingente capitale in Villa Saletta, con lo scopo di incrementare la produzione agricola. La cosa interessante è che tutto questo fu fatto presumibilmente con l’idea che tuti i fattori della produzione, tra cui quindi anche la forza lavoro, per migliorare, debbano partecipare ai benefici del surplus.  Questa è una possibile spiegazione delle abitazioni così inusuali e così diverse rispetto a quelle del periodo e dei luoghi vicini.

Nel 1753 a Firenze veniva fondata l’accademia dei Georgofili,con lo scopo di contribuire al progresso delle scienze e delle loro applicazioni all’agricoltura in senso lato, alla tutela dell’ambiente, del territorio agricolo e allo sviluppo del mondo rurale.
Nel 1758, Quesnay, pubblica il trattato “tableau economic” , dove sostiene che l’agricoltura è la vera base di ogni attività economica. Questa dottrina è nota come fisiocrazia.
Quindi in villa Saletta sarebbero racchiusi i pensieri georgofili uniti alla fisiocrazia, grazie all’intervento illuminato di Gabriello Riccardi ?

Trovo affascinante e molto moderna questa teoria e la trovo perfettamente calzante a Villa Saletta. Mentre camminate guardando le case vi ritrovate a non riuscire a capire in che epoca siano state costruite, se erano adibite a case di braccianti oppure di signori. Pensare che Riccardi, sia stato tanto illuminato da realizzare un borgo dove i contadini avessero una vita agiata per poter produrre meglio è una delle idee più moderne che si possano avere, ma vi assicuro che vedendo Villa Saletta sarete convinti anche voi della, quantomeno possibilità, di questa teoria.
Se volete leggere l’articolo originale, lo trovate QUI

Per le info sull’accademia dei Georgofili invece potete informarvi QUI

Il futuro di Villa Saletta in questo momento è incerto. Si racconta che sia stata venduta per costruirci una spa e un agriturismo di lusso, ma questo avveniva già qualche anno fa e per ora nulla è cambiato. Alcuni proprietari delle case ogni tanto fanno una capatina, alcune case vengono ancora utilizzate come rimessaggio, quindi non so bene quale siano gli accordi reali presi con questa incredibile ditta che avrebbe in progetto di trasformare il vecchio borgo. Per ora è e rimane abbandonato, una buona meta per un pomeriggio tranquillo.

Come raggiungere Villa Saletta
Prendete la SP11 che da Pontedera va verso : Il romito, Treggiaia, Forcoli.
Sulla destra , dopo Montanelli, vi trovate il bivio per Villa Saletta con cartello stradale, comunque la via si chiama via sant’Andrea. Dopo pochi metri vi trovate l’antico borgo sulla sinistra.
Se amate google maps le indicazioni sono : 43.595033, 10.734009

Per gli amici a quattro zampe non è la giornata migliore, c’è un po’ poco da esplorare, quindi vi consigliamo di fare anche il tour alternativo descritto qua sotto.

Percorso alternativo “Il Masso Della Madonna della Rocca”

A villa Saletta c’è una chiesa chiamata “Chiesa della Madonna della Rocca”, perchè in essa era contenuto un dipinto raffigurante una Madonna con bambino rinvenuta sotto il masso denominato per l’appunto masso della Madonna della rocca.Madonna della Rocca
Fino a qualche anno fa, esisteva un sentiero che da Villa Saletta portava al masso, purtroppo questa via non esiste più e l’unico accesso, molto ben segnalato si trova vicino a Partino.Si prende la via provinciale palaiese e poco prima di Partino sulla destra troviamo le indicazioni per “il masso”.

Un tempo la forma del masso era particolare, perchè aveva una sorta di “cappello”,ma è andato distrutto con il tempo. Proprio sotto questo masso fu ritrovato il dipinto, abbandonato probabilmente dai soldati del Barbarossa che transitavano verso San Miniato. Prima di essere spostata a Villa Saletta da Gabriello Riccardi, la madonna era custodita nella chiesa oramai diroccata di San Giusto,situata proprio vicino al masso. Accanto alla chiesa si può vedere il cimitero di Villa Saletta. Poco più in alto, su una rocca, si vedono i resti della chiesa di San Leonardo, anch’essi facilmente raggiungibili.

 

 

Galleria

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