Leghisti in casa d’altri: razzismo, emigrazione e altre avventure

"IMG 0071 - England, London" by Andrew Bossi - Own work. Licensed under " href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/">CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons.
IMG 0071 – England, London” by Andrew BossiOwn work. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons.

Di recente ho parlato con mia madre di come la famiglia del mio diletto consorte, pur volendomi molto bene, continui a considerarmi un po’ esotica, un’immigrata che si è integrata bene. D’altronde sono straniera e, quando andiamo al paesello, sono molto probabilmente l’unica non-inglese nel raggio di 50 chilometri, a parte i gestori indiani del ristorante indiano.

Negli stessi giorni ho anche visitato mio nonno che, politicamente scorretto come sempre, mi ha ricordato che “in Inghilterra xe pien de negri”. Corretto, anche se non l’avrei messa nello stesso modo e sicuramente non provo il fastidio del mio nonnino razzista al riguardo.

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Quello che mio nonno non ha preso in considerazione (e non mi sono neanche messa a spiegargli) è che un’enorme fetta delle persone di colore che abitano in Inghilterra è inglese da generazioni e generazioni. Gli immigrati siamo noi – io e tutti gli altri italiani che abitano in Gran Bretagna. Chiamarci expat è un vezzo.

Quando l’anno scorso il partito britannico UKIP è salito ai disonori della cronaca per la sua politica razzista e l’insistenza con la quale preme perché il Regno Unito esca dall’Unione Europea, molti si sono strappati la faccia perché “ma come, i nostri ragazzi verrebbero cacciati perché non sono inglesi?!”.

ukip

Benvenuti nel mondo che cercate di creare ogni giorno per gli stranieri in Italia. Ogni volta che sono in coda al supermercato in Italia, vorrei prendere le cassiere che trattano maleducatamente gli immigrati e prenderle a schiaffoni finché non mi elencano tutti i cugini, nipoti, amici di famiglia che hanno sparpagliati in giro per l’Europa ed il mondo.

Tre delle mie più care amiche abitano in Cina, Australia, Germania da diverso tempo. Chi dei loro parenti, amici, conoscenti vorrebbe che venissero trattate come pezze da piedi e minacciate di essere espulse un giorno sì e l’altro anche? Nessuno. Eppure è esattamente il trattamento che viene riservato agli stranieri in Italia.

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C’è chi pretende di essere trattato coi guanti bianchi e si lamenta della sua esperienza a Londra, ma una volta tornato in terra natia si lamenta che “gli stranieri ci rubano il lavoro”. Questa è una storia vecchia come il mondo: è facile volere diritti in casa d’altri, ma negarli in casa propria.

 

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