6 segni che non dovresti trasferirti a Londra

Negli ultimi anni, ho visto almeno una decina di conoscenti trasferirsi a Londra. La maggior parte è venuta qui con enormi speranze e si è trovata a vivere in maniera miserevole, odiando tutto quello che facevano e che succedeva loro. Diverse persone se ne sono andate; alcuni sono rimasti e continuano a lamentarsi di ogni piccolo dettaglio della loro vita.

Mentre nessuna città è perfetta, penso che non valga la pena di vivere da nessuna parte se si odiano il luogo, le persone e lo stile di vita. Tanto vale andarsene o meglio: non partire neanche. Se stai considerando di trasferirti a Londra, questi sono alcuni segni che potrebbe non fare per te (o che dovresti levare le tende, come consiglierei al mio predecessore Domenico e a tutte le persone nei commenti di “Delusioni Londinesi”).

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1 – Non sai l’inglese
Sicuramente ci sono altre parti del mondo, ma anche dell’Inghilterra, dove il tuo livello di lingua non sarà così importante. Ora come ora, ci sono talmente tanti migranti a Londra che se non sai parlare l’inglese discretamente (e intendo davvero discretamente, non che riesci a mettere insieme due frasi) verrai schiacciato dalla concorrenza. Chiunque sappia fare un caffé e anche rivolgersi ad un cliente in maniera comprensibile sarà tre passi davanti a te anche per il lavoro più infimo. “Andare a Londra per imparare l’inglese” ormai è un’utopia, se lo si vuole fare lavorando. Non è più una città per i “the pen is on the table”.

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2 – Non sai cosa vuoi fare nella vita
Londra è la città delle opportunità, ma devi sapere cosa voler fare, o le opportunità ti soffocheranno. O vieni a Londra a fare “l’esperienza” con già l’idea di tornare in Italia dopo sei mesi, un anno, due anni, o devi avere un obiettivo a lungo termine che vuoi raggiungere. Devi sapere dove andare a sbattere la testa una volta che sarai in una città piena di gente e cose e starai cercando appiglio. È inutile arrivare e poi lamentarsi che le possibilità non ti sono cadute in grembo: oltre le Alpi non funziona così. Il mercato del lavoro a Londra è cut-throat e non c’è spazio o tempo per gingillarsi.

3 – Detesti il freddo e il buio
A Londra fa molto meno freddo di quanto ne faccia in qualsiasi parte della Pianura Padana a gennaio. Niente mi fa più ridere di un milanese che si lamenta del clima britannico, quando fa molto più freddo in Lombardia. Qui la temperatura scende raramente sotto i cinque gradi, ma è vero che si tira fuori il cappotto a ottobre e ci si tiene la giacca addosso fino a fine maggio. D’inverno fa buio alle tre e mezza. Se per te la vita è tutta sole e mare, trasferisciti a Malaga, che qui c’è solo il Tamigi torbido e il vento che ti taglia la faccia. Non se ne può più di italiani che dicono “eh, ma manca il sole” – come se non lo sapessero prima di partire.

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4 – Sai già che frequenterai solo italiani
Non c’è niente di peggio dell’essere in una delle città più multietniche del mondo e frequentare solo e soltanto italiani. Se siete già in contatto con trenta dei vostri amici che abitano qui e fanno compagnia solo tra loro, avete due opzioni: o decidete che li eviterete come la morte, o vi trasferite da un’altra parte. Specialmente se la tua motivazione ha a che fare con 1) razza 2) cibo e differenze culturali 3) parlare inglese è troppo faticoso: stai in Italia. Qual è il senso del vivere all’estero se si cerca di mantenere la propria vita il più simile possibile a casa?

5 – Sai già che frignerai perché gli inglesi sono freddi
Dopo quella del clima, la lamentela più frequente dell’italiano a Londra è che gli inglesi sono freddi, distaccati, senza cuore. Ti do un’altra prospettiva: una mia amica svedese trova gli inglesi un po’ invadenti. Il fatto che gli inglesi non siano caciaroni come gli italiani – no, neanche come gli italiani del Veneto – è ancora più accentuato dal fatto che la maggior parte di chi vive a Londra è qui per lavorare prima che per “vivere”. La soluzione non è quella di frequentare solo italiani: è di avere pazienza e non invadere il personal space altrui.

6 – Vuoi una vita tranquilla e uno stile rilassato
Ci sono pochi luoghi al mondo più caotici di Londra. Se ti piacciono le giornate rilassate e un’atmosfera raccolta, un posto dove tutti corrono e hanno sempre da fare potrebbe non fare al caso tuo. Chiunque abiti qui ti dirà che spesso a Londra non c’è un momento per fermarsi e che no, le persone non ti guardano negli occhi per strada perché sono troppo impegnate con gli affari loro.

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9 commenti su “6 segni che non dovresti trasferirti a Londra

  1. Claudia il said:

    Parole sante!! Finalmente qualcuno che “pubblica” quello che io ho sempre detto in due anni che sono stata a Londra!! Quanta gente avrei voluto prendere a schiaffi…
    Il problema è che molti italiani a Londra partono senza arte né parte e pensano di trovare l’America, o, peggio, pensano di stare a casa loro. Sono arrivata a Londra grazie ad una borsa di studio e poi mi sono fermata a lavorare anch’io perchè dopotutto lavorare al pub è sempre meglio che stare a casa con mamma in poltrona tutto il giorno, cosa che sarebbe successa in Italia. Però io partivo con l’amore per l’Inghilterra e per la cultura anglosassone, avevo già viaggiato in giro per gli UK ed era un sogno per me andarci a vivere. Oggi questi ragazzini di 19-20 anni vengono perchè non hanno niente da fare, e magari hanno un cugino, un amico che già è a Londra ed è disposto ad ospitarli, possono farsi aiutare (perchè ovviamente non spiccicano parola), e allora partono. Poi, quando non si spendono 1000 euro in una settimana in locali e shopping(e l’ho visto succedere!!!), finiscono a fare i lavapiatti, a vivere in assembramenti di 10 persone con un bagno solo, e a lamentarsi perchè tutto fa schifo, gli manca la mamma, il cibo italiano, la spiaggia ecc…
    Scusa se mi sono dilungata ma ho sempre combattuto contro tutto questo e diverse volte ho avuto da discutere con gente del genere!! Alla fine Londra ha deluso anche me, ma per motivi diversi, ed ho avuto la coerenza di dire Ciao, mi sono trasferita in un’altro Paese ed in un’altra città, senza stare troppo a frignare!

    • Tante cose che hai nominato descrivono persone incapaci a vivere in qualsiasi Paese non ci sia la madre a far loro da balia.

      Londra non è l’America. L’America non è l’America. Trasferirsi all’estero non vuol dire trovarsi improvvisamente nel Paese dei Balocchi, ed è una cosa che a tanti italiani che vedo per strada sembra non essere entrata in testa.

  2. Alessandro il said:

    Bravi rimanete in italia a morire di fame, perche in italia non fa freddo? Buio? Non si frequentanosolo italiani? Se rimani in italia saprai che fare nella vita? Imparerai l inglese? Ma per cortesia se ragionate cosi state a Casa e non venite a danneggiare UNO dei pochi Paesi seri in Europa.
    Io sono partito a 19 anni adesso
    Ho una Casa Mia, parlo l inglese, ho amici di tutto il mondo , un attivita’ che mi permette di partire e vedere il mondo, tanti bei ricordi e sono a due ore di volo da Casa, la sardegna che adoro ma dove purtroppo le persone al posto di lavorare si lamentano! Stare a Casa fifoni fannulloni

    • Giovanni il said:

      alora tu non ai capito propio nulla alessandro? Anche io sono a londra da un mese e encora non o un lavoro , per cosa ? per i loro test che non servono a niente ? e si….gli englezii sono fredi no come gli italiani, e poi loro non hanno nient di loro nemeno il cibo ….loro magian il cibo in scatola …etc….preferei andare in america se potrei …anche in italia per 1200 euro

  3. Enzo il said:

    Lol, mi hai fatto ricordare alcuni italiani (pochi, perche’ ne ho frequentati pochissimi) che, migrati in Canada, dopo alcuni mesi criticavano il fatto che “eh, ma d’inverno nevica” :)…..ops, ma che scoperta…..
    Oppure uno che dopo alcuni mesi mi disse che “Toronto fa schifo perche’ non c’e’ il mare”, al che’ io rispondo “ma prima di partire potevi consultare una mappa”…..risposta? ” sei diventato ipocrita come tutti i canadesi!”.
    Giuro, e’ tutto vero 🙂
    Oh, e quelli che si lamentavano perche’ non riuscivano a trovare un lavoro stabile perche’ sprovvisti di visto…….che cattiveria in Canada.
    🙂
    Grazie al cielo, conosco pochissimi italiani (li evito), e quei pochi che frequento sono tutti sposati con non italiani/e. Fors e’ per questo che mi ci trovo bene.

  4. mamma anna rita il said:

    sono la mamma di un “fortunato”, partito non con la valigia di cartone ma con i soldi in tasca per affrancarsi dalla “poltrona calda a casa” e da mammà. sì con i soldi in tasca, frutto di onesti sacrifici, accompagnato dal mio dolore e dalla speranza che sia, comunque e se non altro, una esperienza formativa. vi ho letto, ho cercato di digerire quanto avete scritto. l’unica cosa che, infine, non ho compreso è l’eccessiva fustigazione di chi non è stato altrettanto fortunato o intelligente da cogliere un’opportunità. e’ vero, molti partono pensando che tutto sia dovuto e facilmente a portata di mano. a voi che avete vissuto tutto questo non spetta “spezzare le reni”, non spetta tramortire ma incoraggiare. non salite sul gradino di quello che ce l’ha fatta ma condividete gli errori, gli insuccessi e i successi. essere adulti vuol dire mettere a disposizione la propria saggezza, bagaglio prezioso di esperienza. grazie, comunque

  5. Elisa il said:

    Il tuo articolo è molto interessante. Tuttavia, non crederei nemmeno se me lo giurassi su ciò che hai di più caro, che un settentrionale si lamenta del fatto che a Londra ognuno si fa gli affari suoi, non ti fissa per la strada e non invade lo spazio altrui. Sono le stesse cose che accadono nel nord Italia.

  6. Filippo il said:

    Vivo a Londra da ormai 5 anni e non potrei che darti ragione sul fatto che se non sai l’inglese, non hai dei piani ben precisi, un mestiere o una qualifica attinente all’attuale richiesta di mercato, mi dispiace ma farai molto bene a restare in Italia.

    Ho visto gente venire senza una qualifica, o peggio con lauree in scienze della comunicazione, lingue, ecc che sono rimasti a lavorare in ristoranti e poi tornati in Italia. Bisogna analizzare la richiesta del mercato inglese, e poi capire se le nostre qualifiche/mestieri possano rientrare in quelle richieste; fermo restando che ci siano inglesi peggiori di te ad un’intervista, perchè già il fatto dell’essere nativi è un vantaggio netto, anche se poi in realtà potrebbero anche essere meno qualificati di noi.

    Di freddo , pioggia e tempo grigio, ne ho visti più in Piemonte che a Londra sinceramente.

    Sul carattere degli inglesi, fermo restando che quelli che hai incontrato a Londra siano davvero inglesi, perchè ormai a londra ne sono rimasti all’incirca il 44%, ti posso dire che si abitui al loro ritmo di vita, dal venerdi sera si comincia a sbronzarsi, ti abitui al loro modo di scherzare e parlare ecc allora forse ti integri.

    Ma dimenticati di trovare gente con l’amore per la cultura, l’arte, la cucina, purtroppo in UK si da molta importanza al denaro in sè che all’uso che se ne fà di esso. Con questo concludo, saluti da Londra

  7. Simona il said:

    “Ma dimenticati di trovare gente con l’amore per la cultura, l’arte, la cucina, purtroppo in UK si da molta importanza al denaro in sè che all’uso che se ne fà di esso”… quali città consiglieresti a chi è interessato proprio a questo, invece?

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