Regina delle multisala, poi maxi bazar del «Made in China», infine un deserto di rovine. A 13 anni dall’inaugurazione, il Magic Movie Park è una città fantasma che si estende per oltre 21 mila metri quadrati alle porte di Milano, diventando un simbolo triste dell’Italia che non riesce a ripartire

Tre aste sono andate deserte e tre imprenditori – un italiano, un cinese e un tedesco – hanno battuto in ritirata, senza dare un futuro allo scatolone di cemento colorato. Troppi tre milioni di euro (meno di un decimo del suo valore) per recuperare un immobile che oggi è meta di vandali e teppisti che distruggono ogni cosa. Così, il Magic Movie è sempre più pieno di detriti: imprenditori, singoli cittadini, vengono qui a scaricare di tutto: rifiuti che non di rado sono potenzialmente inquinanti.

 

Per terra si trova di tutto: televisori, radio, divani, scarti edili e anche bidoni con sostanze di provenienza sospetta. La storia del Magic Movie di Muggiò è la storia di uno dei più grossi «crac» immobiliari brianzoli degli ultimi 20 anni, nel quale si sono intrecciate trame di criminalità organizzata locale e interessi immobiliari.

Il multisala fu costruito fra il 2001 e il 2005 su dei vecchi terreni agricoli.  L’obiettivo era di dare vita a uno dei più grossi multiplex d’Europa con all’interno un grande mercato cinese.

Appena varcata la soglia d’ingresso si piomba subito in un panorama di desolazione e devastazione. Lo spazio che avrebbe dovuto ricevere famiglie e ragazzi in cerca di una serata di svago è adesso un vero e proprio luna park per i teppisti. Ultimata la sua costruzione, il Magic Movie entrò subito in vorticoso giro di passaggi di proprietà. Quella del Magic Movie Park è una storia di ‘ndrangheta, di milionari cinesi in fuga dalla pena di morte, di prestanome, imprese edili e anche omicidi. Legato al Magic Movie è l’omicidio di Rocco Cristallo, esponente di spicco della ‘ndrangheta brianzola freddato la notte del 27 marzo 2008 a Verano, durante quella che verrà ricordata come la «Guerra dei Boschi».

Formentera, Ischia, Hawai, Panarea. I nomi delle quindici sale del Magic Movie Park si ispiravano alle atmosfere dei più esclusivi paradisi della vacanze. Ora invece tutto fa pensare al degrado. Gli schermi tagliati, le poltroncine rosse sfondate, sulla moquette rifiuti e detriti di ogni tipo. Nei corridoi capita ancora di imbattersi nelle bobine dei film srotolati sul pavimento e nelle locandine degli ultimi film proiettati.

Nel piano interrato, dove un tempo c’erano i negozi, ora restano solo cumuli di rifiuti. Quando nel 2005 il cinema fallì, la struttura viene affidata all’imprenditore cinese Song Zhicai, che avrebbe voluto creare Chinamercato Milano. Il bazar aprì sì, ma solo per pochi mesi. Si scoprì che Zhicai non aveva mai chiesto le autorizzazioni e nel 2006 il Comune chiuse l’attività perché abusiva.

I commercianti cinesi tennero sotto sequestro nei bagni della multisala per 24 ore Song Zhicai, che venne arrestato dai carabinieri con l’accusa di concorso in truffa ed estorsione.