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Cartoline dal Monte Fuji

Sarebbe stato troppo facile iniziare la sezione “Giappone”  scrivendo di Tokyo, di Shibuya, della Skytree, del sushi e di tutto quello che prima di un viaggio in Giappone ti aspetti di vedere.

In queste righe e negli articoli che speriamo di riuscire a scrivere, vogliamo raccontare di quello che ci ha stupito, che dopo mesi ci è rimasto negli occhi e nel cuore. Siamo stati in Giappone 19 giorni, intorno a  metà novembre con un itinerario che si è fatto strada tra Tokyo, Kyoto e Osaka.

Vi raccontiamo oggi, di una cartolina! Quante ne abbiamo viste nella nostra vita? Ne abbiamo ricevute e inviate. Sono immagini scattate da qualcuno, cosi belle da essere stampate in serie e vendute come immagine simbolo di quel luogo, diventano dei ricordi, si inviano ad amici lontani per fargli ammirare ciò che i viaggiatori stanno vivendo sul posto. Noi abbiamo inseguito una cartolina per 5 giorni.

Dovevamo raggiungere un luogo preciso partendo da Tokyo per poter ammirare il monte Fuji nel suo massimo splendore d’autunno, dovevamo raggiungerlo di buon mattino (naturalmente) e dovevamo essere abbastanza sicuri che il cattivo tempo non avrebbe reso la nostra escursione alquanto inutile.

Le condizioni sembravano buone dopo il quarto giorno di permanenza a Tokyo,  la città ci aveva già stupito con i suoi contenuti ma la nostra testa puntava sempre li, a quell’immagine da cartolina che avevamo visto su Google chiedendoci se fosse tutto davvero cosi…..

Partiamo prima possibile dalla stazione di Shinjuku (vicinissima all’ottimo Keio Plaza Hotel dove alloggiamo) cercando di racimolare almeno 6 ore di sonno….con il JR Pass raggiungiamo Otsuki, li facciamo un biglietto per salire sul trenino (si tratta della Fujikyu Railway) che ci porterà a Shimoyoshida, nella prefettura di Yamanashi…ci siamo quasi, qualcosa si intravede, il cielo è sereno ma chissà fin quando durerà.

Shimoyoshida è un piccolo paese, nemmeno tanto turistico, ecco la  stazione; all’uscita troviamo subito delle indicazioni che, dopo un breve percorso tre le casette, ci portano alla lunga scalinata. Dobbiamo raggiungere l’Arakura Sengen Shrine e dopo, salendo ancora, troveremo la pagoda Chureito…saliamo gli scalini sperando che le nuvole siano più lente di noi.

monte fujiIl percorso è faticoso ma è la scusa per fermarsi un attimo e girare lo sguardo verso il panorama, scattare una foto e ritornare a puntare gli scalini, siamo quasi in cima.

monte fujiSiamo impegnati a scattare foto da diverse angolazioni spostando il cavalletto e sperimentando diverse altezze, intanto si avvicina un turista giapponese che ci chiede se siamo italiani e da dove veniamo, lui ha vissuto a Parma un anno e parla un italiano ottimo per la sua breve esperienza. Ci consiglia di fermarci un attimo in questo posto magico di guardarlo con i nostri occhi e non tramite l’obiettivo. Non vi stancherete mai di guardare l’orizzonte.

fuji

Alla nostra sinistra invece, prima del sentiero di uscita c’è un grande cartello con l’immagine del Fuji nel suo massimo splendore con i colori e i fiori di primavera a fare da cornice; c’è scritto “Questo è quello che si vede da qui nelle belle giornate. Quasi sicuramente in questo momento non riuscite a vederlo. Questo è un buon motivo per tornare!” Beh, forse noi ci torneremo ma una buona dose di organizzazione e di fortuna ci ha permesso di vedere uno dei simboli del Giappone, forse il più ricercato e atteso dai turisti.

Il monte Fuji, anzi il vulcano Fuji è alto circa 3.800 metri ed è una delle tre montagne sacre del Giappone è distante 100 km da Tokyo. Per i seguaci dello shintoismo, religione maggiormente diffusa in Giappone insieme al Buddismo, deve essere raggiunto in pellegrinaggio almeno una volta nella vita.

L’arrivo delle nuvole ci ricorda che questo posto è si magico, ma che è tutto reale e che siamo stati davvero fortunati a goderci questi 40 minuti di cielo limpido, rivivremo il tutto, per quanto è possibile, dagli scatti della fotocamera. Ora dobbiamo tornare alla piccola stazione, lo stesso treno ci porterà a Kawaguchi-ko sempre con l’idea di vedere il Fuji da un’altra prospettiva…magari riflesso nel lago

kawaguchi lakeSubito fuori dalla stazione di Kawaguchi prendiamo il Retro Bus (Red Line) che ci porta lungo una costa del lago con alcune fermate interessanti. Scendiamo a Kachikachiyama Ropeway da dove prenderemo la funivia per salire al tempio e provare a rivedere il monte da lassù. Il Fuji è abbastanza distante e quasi del tutto coperto dalle nuvole, ma il panorama del lago dall’alto è interessante.

ropeway kawaguchiko

STREET FOOD KAWAGUCHIKOFacciamo una breve sosta mangiando quaclosa e dopo torniamo giù a riprendere il Retro Bus, la prossima fermata che ci interessa è il Momiji corridor che in pieno autunno è un tripudio ci colori. Giallo e rossi si fondono in diverse tonalità sempre ad altissima intensità, uno scenario indescrivibile.

RETRO BUS RED LINE KAWAGUCHIKO

autunno kawaguchikoVi segnaliamo poi l’ulteriore fermata della Red Line che noi abbiamo saltato per l’intensa nuvolosità, da dove si può ammirare il monte Fuji riflesso nel lago, la location è viewpoint of sakasa-fuji.

E’ quasi l’ora del tramonto e non possiamo lasciarci sfuggire il treno di ritorno verso Otsuki, stasera abbiamo un appuntamento con il buon gusto. Raggiungiamo fortunosamente la stazione in tempo per saltare sul treno che avevamo programmato di prendere, siamo stati bravi ma la giornata non è ancora finita, dobbiamo correre a Tokyo nel quartiere di Shibuya c’è un tavolo prenotato che ci aspetta da Hakushu assaggeremo per la prima volta il Kobe beef!