Calabria Ionica: dove mangiare e cosa vedere

La Calabria ionica: tra ricordi e presente

Ma poi, in definitiva, cos’è la Calabria? Un vaso di Pandora. Dentro c’è il brutto e il bello. Ma noi conosciamo solo il primo e ignoriamo il secondo. Per questo motivo è doveroso, prima di dare un giudizio decisivo, esplorare questa regione affascinante. A cominciare dalla costa meno turistica, quella ionica. Sia chiaro, per chi era un bambino della provincia di Napoli, negli anni 90′ il litorale cosentino era sinonimo di “estate”. Ma cosa c’era sull’altra sponda del Mediterraneo? Cosa nascondevano i grattacieli naturali della Sila? Mistero. Per scoprirlo sono tornato in Calabria. A trent’anni. L’ultima volta ne avevo 14.

Pineta - Sellia marina
Pineta a Sellia Marina, Calabria

Il silenzio a Sellia Marina

Come mi hanno convinto non lo so. Ma Paolino, che conosce bene la zona, mi ha detto:”Andiamo sulla costa ionica, Ci sono distese di spiaggia libera e deserta. Il paradiso per quelli come noi che odiano i posti affollati”. Senza prenotare partiamo alla volta della Calabria orientale. Dopo una sosta a Rossano per assaggiare i famosi Sassi, riprendiamo il viaggio. Ah, dimenticavo, nel gruppo c’è una new entry: Giorgia (il nome è di pura fantasia, perchè la diretta interessata non vuole apparire ndr). Non ha capito dove stiamo andando, ma continua a chiedere:”E’ vicino a Polignano?”. Sarà il leit-motiv del tour. Il posto designato è Sellia marina. Cosa c’è lì? Poco o nulla. Se non una enorme distesa di sabbia bagnata dallo Ionio, a cui si accede da una pineta dove i vecchi giocano a bocce e un curato legge il breviario. Sembra una istantanea di 50 anni fa. E’ tutto così fermo. E così calmo.

 

Sellia marina - mare - Calabria
Il mare a Sellia Marina

Situazioni ignoranti

Non mancano le situazioni imbarazzanti. Per esempio, il tizio che ci ha affittato la casa ci chiede se abbiamo fatto buon viaggio. Rispondiamo di sì, anche se è stato lungo. Ma lui ci umilia:”Beh, lungo, io sono arrivato un giorno fa. Sono partito da Dortmund. Ci ho messo 24 ore”. Della serie:”Alboreto is nothing”. Da declinare con accento calabro. In tutta la spiaggia di Sellia Marina ci sono solo due “lidi”. Uno facoltoso, l’altro essenziale. Puntiamo sul primo. Leggiamo il prezzario e scopriamo che costa appena 10 euro per un ombrellone e due lettini. Ma quando ci avviciniamo alla cassa ci chiedono 22 euro perchè è la settimana di Ferragosto. Paolino prima accusa 72 infarti simultanei, poi, senza fare storie, dice: “Va bene, non se ne fa niente. Costa troppo”. Il proprietario però aveva già battuto lo scontrino. Con disprezzo ci ammonisce:”Andate pure, però noi le tasse non le regaliamo allo stato”.

Dove mangiare

Per riprenderci dalle brutte figure, dobbiamo trovare un posto dove mangiare. Questa volta, guidati da Giorgia, l’esperta trip-advisor, alias CDM (cliente di m…), non sbagliamo. Andiamo all’antica osteria “U nozzularu”. Si mangia bene e a km 0. Tutta produzione locale in un ambiente curato, tanto che all’interno dell’osteria è ancora conservata la macina di un antico frantoio per le olive. Stupendo. Prezzi? Modici! Non è il solo ristorante che abbiamo provato, perchè a Soverato abbiamo fatto centro di nuovo. Qui c’è la trattoria Sale e Pepe,  il paradiso dei ghiottoni. E’ come se servissero in tavola la passione per la Calabria e i suoi sapori aggressivi. La gestione è familiare e l’ospitalità è quella dell’antica Grecia. Tutto buono, ma il top è alla fine della cena. Infatti ci hanno servito degli amari fantastici e dai gusti (talvolta) insoliti: finocchio, basilico, bergamotto, liquirizia, carciofo. La madre dei proprietari li fa in casa e loro li offrono alla clientela senza addebitarli sul conto “perchè sarebbe scortese”. Morale della favola? Li abbiamo provati tutti. Tanto a ritorno guidava “Giorgia”, l’unica analcoolica del gruppo. Ci ha condotto lei a casa. Anche se ad ogni uscita chiedeva:”Ma se giro qui, andiamo a Polignano”? Per i dolci, il consiglio è quello di salire a Stalettì e di recarsi al Bar Jolly. Dalla terrazza del locale potrete ordinare la specialità della casa: una granita di gelsi accompagnata da una brioche tutta da gustare, mentre con lo sguardo abbraccerete tutto il golfo di Soverato.

Stalettì - golfo di Soverato-
Golfo di Soverato dalla terrazza del Bar Jolly, Stalettì, Soverato

Ultimo giorno

Se fosse un film si chiamerebbe: tutto in 12 ore. Scusate l’intro alla Carlo Lucarelli, ma è l’unica che può rendere l’idea. Da Sellia Marina siamo andati a Le Castella: il simbolo di questa regione. Dal belvedere si ammira l’imponente fortezza aragonese che si allunga sulla piccola penisola del centro. E’ una cartolina, un vero tesoro naturalistico e architettonico, non a caso Monicelli e Pasolini la utilizzarono rispettivamente per “L’armata Brancaleone” e il “Vangelo secondo Matteo”. Dal mare alla montagna, dallo Ionio alla Sila grande, e più precisamente da Le Castella a Camigliatello. Sì, in Calabria c’è tutto. Anche un altopiano punteggiato da laghi naturali. In inverno la Sila si colora di bianco, la neve copre i pascoli e Camigliatello Silano diventa una stazione sciistica. A Ferragosto, a meno che non ci sia una glaciazione in corso, difficilmente potrete vederla così. Ma potete sempre consolarvi con un pic-nic sul lago Cecita, magari mentre gustate l’ottimo paninazzo silano, con patate, salumi e carne del luogo. Una vera bomba. Ma quanto è buona.

Le Castella - Calabria
Le Castella, Isola di Capo Rizzuto, Calabria

 

L’itinerario in breve

Beh, sì, alla fine siamo tornati. Anche se all’altezza di Sala Consilina Giorgia si guardava intorno cercando la deviazione per Polignano a Mare. Nel frattempo ecco un resoconto del nostro itinerario

Sellia marina- Stalettì 35 km (a Sellia Marina consigliamo il ristorante U Nozzularu, strada statale 106, a Stalettì è doverosa una sosta al Bar Jolly, piazza Roma, 9)

Stalettì- Soverato 11 km (Trattoria Sale e Pepe, Viale Stazione, Soverato Marina, 68)

Sellia Marina- Le Castella 29 km

Le Castella- Camigliatello 103 km (Il Paninazzo silano, via L.Repaci)


Lago Cecita-Sila-Calabria
Lago Cecita, Sila, Calabria
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2 commenti su “Calabria Ionica: dove mangiare e cosa vedere

    • viaggiignoranti il said:

      Grazie mille, fisica bresciana. Il reportage su Polignano sarà curato da “Giorgia” (nome di fantasia ndr)

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