Giappone: altro che le Iene5 min read

Circa un mesetto fa il programma televisivo “Le Iene” ha fatto andare su tutte le furie gli amanti della cultura giapponese, ed in particolare quelli legati al mondo dei manga, con un servizio in cui si paragonavano i manga ai porno. Nonostante i (tentativi di) chiarimenti successivi e l’intervento di Marco Togni (emigrato in Giappone) che con questo post  ha preso le difese del servizio, l’umore non è migliorato. Io per primo ad esempio (a titolo personale) ho scritto a Marco Togni dicendogli che la realtà vista da un emigrato (come siamo io e lui) è ben diversa da quella del turista e che confermare la presenza di un fenomeno sgradevole nel territorio non è appropriato se fatto fuori contesto (gli ho scritto, come esempio, che sarebbe stato uguale parlare di Mafia in Sicilia partendo dai libri di Camilleri). Per la cronaca il Signor Togni (credo l’unica persona a difendere il servizio delle Iene) non si è preso la briga di rispondermi, e forse in cuor suo ha capito pure lui di avere fatto male a scrivere quel post. Ciò premesso veniamo a noi. Essendo un appassionato di manga ed avendo avuto la fortuna di andare in Giappone vorrei condividere con tutti gli “otaku” (si chiamano così gli amanti della cultura giapponese) una sintesi delle disavventure che mi sono capitate durante la mia permanenza nel Paese del Sol Levante. Una sorta di Bignami del Doppio Viaggio, per mettere in allarme tutti i fan come me sui “reali” imprevisti e contrattempi che possono capitare, e pianificare al meglio il viaggio dei loro sogni, per goderselo senza disavventure (o almeno provandoci). Perché di Vito Doppio Viaggio ce n’è uno… ed è meglio che resti uno solo!

1. I giapponesi non parlano inglese e sono delle frane a dare indicazioni. Ebbene sì, leggendolo in internet e nelle guide ho avuto dei dubbi sulla veridicità ed invece lo confermo. Nonostante siano uno dei popoli più intelligenti del pianeta, i nipponici faticano a comunicare in inglese. Si tratta ovviamente di una generalizzazione ed in megalopoli come Tokyo può capitare di beccare per strada sia quello che lo parli meglio di un madrelingua sia quello che apre Google translator pure per cercare “and”. In ogni caso se vi siete persi o se cercate un punto specifico dove le mappe del vostro cellulare non funzionano potrebbe essere tosta arrivare alla meta.

<img src="didascalia inglese.jpg" alt="indicazioni in inglese in Giappone">
Il “mandarake” è uno dei posti migliori per gli otaku, ma non per l’inglese!

2. Alcuni “incroci” della metropolitana sono terribilmente lunghi. Il concetto di “incrocio metro” con altre linee come lo concepiamo noi è totalmente fuorviante. In quasi tutte le metro del mondo (specialmente in quelle italiane che sono piccoline) capita in un paio di minuti di raggiungere la fermata successiva. A Tokyo ci sarà da camminare per molto tempo, attraversando lunghi corsi, quindi calcolate bene i tempi di spostamento e soprattutto (se potete) pianificate sempre prima il percorso più breve: rischiate di passare metà del vostro viaggio sotto terra (vivi, s’intende). Al confronto la fermata “Loreto” di Milano è una passeggiata.

La "deserta" metropolitana di Tokyo
La “deserta” metropolitana di Tokyo

3. I giapponesi sono intransigenti. Hanno una regola e per loro quella regola va sempre e comunque rispettata. Vi racconto un dialogo realmente avvenuto come esempio. Sono entrato in un caffè tipo quelli di Starbucks per intenderci. Ordino una fetta di torta e la cameriera mi dice “e da bere? Perché la bevanda è obbligatoria” “no grazie, prendo solo la torta” “no Signore, la bevanda è obbligatoria, il cibo no” “quindi lei mi sta dicendo che posso ordinare un caffè da 1€ senza la torta da 5€ ma la torta senza il caffè non posso averla?” “esattamente” “ok, allora non mi dia la torta: prendo solo il caffè” rispondo provocatoriamente. Senza fare biz mi ha portato solo il caffè perdendo 4€ di potenziale guadagno. Vai a fare un discorso del genere ad un venditore di cibo da strada alla Vucciria di Palermo…

<img src="maid cafe.jpg" alt="maid cafe in Giappone">
Un maid cafe in Giappone

 

 

4. Attenti alle traslitterazioni. Ok questo riguarda più che altro le persone sbadate e con la testa per aria come me. Tutte le indicazioni principali sono traslitterate con i caratteri del nostro alfabeto (altrimenti sarebbe il delirio), il problema è che molti nomi sono simili. Questo deriva dal fatto che, molto semplicisticamente, i caratteri giapponesi sono come dei pezzettini di puzzle che compongono la parola (alla fine, come ragionamento, è molto simile alle nostre lettere dell’alfabeto) quindi se guardi distrattamente delle indicazioni potrebbe essere facile confondersi, specialmente in molte fermate della metro, ed imboccare la via sbagliata. E poi, come al Monopoli, si torna al punto 1.

5. Tutto è tremendamente piccolo. I giapponesi hanno tante qualità ma… i fisici alti e possenti proprio no! E quindi il loro mondo è fatto a loro misura. Attenzione quando prenotate una camera in albergo, specialmente se siete più di uno: rischiate di ritrovarvi imbottigliati in qualche microscopica scatoletta!
Per quanto riguarda le cose positive del Giappone non basterebbero 1000 post per descriverle. Spero, prima o poi, di riuscire a raccontarvi il mio Doppio Viaggio, con la solita lista di disavventure, ma ci sarebbe da lavorare parecchio e di tempo non ne ho molto per ora.

Detto questo, per chi si fosse fatto un’idea sbagliata del Giappone e dei Giapponesi vi invito a guardare questo video che spiega chiaramente tutte le lacune presenti in quel servizio. Sayonara!!

Vito Doppio Viaggio

<img src="parco a tema giapponese.jpg" alt="Parco a tema onsen">
Un parco a tema onsen: solo in Giappone esistono cose del genere!
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2 commenti su “Giappone: altro che le Iene5 min read

  1. Concordo con i 5 punti e, soprattutto, col fatto che non basterebbero 1000 post per descrivere le qualità dei giapponesi. Anche con i loro piccoli difetti, restano il miglior popolo che abbia mai conosciuto 🙂

    • viaggiignoranti il said:

      Ciao Roberta, sono contento che condividi il mio pensiero. Solitamente racconto solo le disavventure che mi capitano nei viaggi (la linea editoriale del blog è chiara…) e nel farlo aggiungo sempre un po’ di comicità. Questa volta ho voluto “compensare” precisando che i Giapponesi sono un popolo meraviglioso sia per il mio amore nei confronti del Giappone sia per il servizio delle Iene che mi ha disgustato. Al prossimo Doppio Viaggio!
      Vito Doppio Viaggio

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