Diario di viaggio di un interrail ignorante: senilità bruciata (pt.1)2 min read

E’ bello l’interrail. Ed è bella la sua filosofia: girare l’Europa spendendo quanto i greci (dell’era Tsipras). E’ meravigliosa l’idea di partire dopo l’esame di maturità per conoscere popoli lontani, esplorare culture e città mai viste, alloggiando dove capita. Ci sono due piccoli problemi: io e il mio socio non abbiamo più 19 anni, ma siamo sulla soglia degli “enta” e la cosa più avventurosa che abbiamo fatto è stata alloggiare in una pensione con vista tangenziale. Insomma, l’età si fa sentire e abbiamo esperienza pari a 0 o quasi. Tra l’altro io sono stato anche cacciato dagli “Scout”, mentre Renzi partendo da lì è diventato premier. Ahimè.

L’itinerario

Comunque siamo decisi. Acquistiamo un biglietto interrail “Global Pass Flexi” (costo 264 euro a cranio, 10 giorni complessivi, 5 di viaggio) e si parte. Sì, ma dove? Prima ipotesi: da Napoli fino alle Orcadi. Peggio di Overland. L’ impresa è proibitiva: raggiungere il nord estremo delle terre di Sua Meestà immortale Elisabetta II e poi tornare è impossibile in 5 giorni. In più attraversare la Manica costa abbastanza. Progetto cestinato. E se provassimo a raggiungere l’Inghilterra dall’Olanda con un traghetto? Negativo: i costi lievitano come il debito del Terzo Mondo. Propongo i Balcani. Il mio socio rifiuta. Infine l’idea: la Polonia fino all’estremo nord( Gdansk, Danzica) passando per  Rep. Ceca, Austria e  Slovenia sulla via del ritorno. E magari tentare una sortita in Ucraina. Accordo raggiunto: si parte il 26 luglio e si torna il 6 agosto.

Le reazioni

“Papa, mamma, faccio l’interrail con Paolino. Vogliamo andare in Ucraina a vedere la guerra”. Per poco a mia madre non viene un coccolone. Gli amici ci invidiano:” Beati voi. Un bel puttantour nell’Europa dell’Est” . Noi rispondiamo indignati:” Ma cosa avete capito? Andiamo ad Auschwitz, Cracovia, Vienna. E’ un viaggio sulle tracce del multietnico impero asburgico, sulle lacerazioni storiche patite in questa parte d’Europa. “Sì, certo, occhio a non lacerare il profilattico”.

Il pullman

Ci sono due nodi da sciogliere ancora: Napoli è giù-giù, non a caso ci chiamano terroni, e ci vogliono soldi e tempo per raggiungere il “NordE”. Comunque per il primo problema c’è la soluzione e si chiama “Megabus”: prezzo del viaggio Napoli-Venezia A/R 25 euro. A persona. Un affare. Per il secondo no, ci toccano 11 ore di pullman. C’est la vie. Ma almeno abbiamo il portafoglio pieno. Sorge un ‘ultima domanda? Se il Global Pass vale dalla prima fermata oltre confine, quanto ci costa raggiungere la frontiera austriaca da Venezia?

La regola del confine

Sul web la cosa non è chiara. Alcuni esperti di interrail scrivono che dobbiamo pagare metà biglietto, altri solo la tratta fino all’ultima fermata italiana. Ci pensa l’impiegato delle FS a trovare la soluzione:”Uagliù, dovete pagare 9 euro a testa da Venezia a Vienna. Così esce sullo schermo”. Noi gli facciamo notare ingenuamente che è un 1/5 del prezzo totale. E che dovremmo forse scucire almeno la metà, Lui risponde:”Ma iat(andate) tanto ‘sta regola non la sanno manco i controllori. Usciamo soddisfatti. E ricchi.

 

 

 

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Un commento su “Diario di viaggio di un interrail ignorante: senilità bruciata (pt.1)2 min read

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