Il treno Rapid per Vienna (pt.2)

Venezia by night

Partiamo da Napoli con Megabus alle 10. Il viaggio è lungo, ma non ci spaventa. Anche se già all’altezza di Frosinone, nonostante l’aria condizionata, i nostri corpi emanano strani odori di decomposizione in stato avanzato. Non benissimo. Soprattutto perchè il nostro primo contatto con l’acqua potrà avvenire solo tra 24 ore (forse…dato che non abbiamo prenotato ancora nulla). Arriviamo a Venezia-Tronchetto in serata dopo 11 ore di viaggio. Prendiamo il treno metropolitano e scendiamo alla stazione Santa Lucia. Il treno per Vienna parte all’una da Mestre: abbiamo oltre tre ore da spendere nell’incantevole “Serenissima“. Venezia è stupenda. Non solo i luoghi più turistici come Ponte dei Sospiri, Rialto e Piazza San Marco. Decidiamo di esplorare  le calli e i campielli poco lambiti dalle maree umane e illuminati dal bagliore fioco dei lampioni. Costeggiamo le acque chete dei canali lagunari. E ci concediamo due calici di chardonnay al modico di prezzo di 2.50 l’uno. Il mio compagno di viaggio al di sopra dei 3€ accusa solitamente forti fitte al petto

veduta notturna di Venezia tappa serale prima del lungo viaggio per Vienna
Venezia: Canal Grande, esterno notte


Che fisico

Mentre perlustriamo la zona ci imbattiamo in una bottega da “Piccolo mondo Antico” dedicata a Giordano Bruno. Non restiamo indifferenti. Siamo pur sempre nolani. Per questo entriamo. L’avessimo mai fatto! Il titolare è un falegname esperto di fisica ex filo-brigatista(CURCIO ERA IL MIO LEADER) che crede di essere la reincarnazione di Giordano Bruno. Umilia il povero Paolino, neo laureato in Fisica ma reo di ignorare le sue teorie, e mi accusa di non fare niente per erudirmi in fisica. Bestemmia come se non ci fosse un domani. Si offende se ridiamo.
Gli chiediamo se vuole farsi una foto con noi. Ce ne dice di tutti i colori, ma poi si convince! È lui l’idolo del primo giorno di viaggio.

Il controllore salviniano

All’una di notte saliamo sul treno che ci porterà a Vienna. E’ un eurocity night, ma è come se fosse un carro bestiame: vagoni strapieni e vi lascio immaginare l’odore. Abbiamo il posto assegnato, ma è come se non lo avessimo. Chi si è seduto al posto nostro ronfa e non c’è verso di svegliarlo. Finchè non arriva il controllore salviniano. Prima ci domanda chi ci ha fatto questi biglietti a 9 euro, poi aggiunge:”Complimenti, hanno sbagliato tutto”. Infine ci chiede:”Ma il posto non lo avete trovato? Adesso ci penso io“. E così chiede il biglietto a uno straniero che non lo ha e  che mostra una tessera. Il controllore risponde:” Con questa ci vai a far i vaccini in giro. Alzati e …a Udine si scende”. Poi soddisfatto aggiunge:”Visto com’è saltato subito fuori il posto?”.

Vienna con l’ombrello

Dopo una notte da incubo (dormiamo sì e no un paio d’ore) e un incontro ravvicinato con un piede mediorentale,(in pratica Paolino prova a riposare avendolo in faccia) arriviamo a Vienna alle intorno alle 9. Facciamo colazione, ci mettiamo gli occhiali da sole per darci più carisma e sintomatico mistero (in realtà solo per coprire le occhiaie), prendiamo la metro, scendiamo a StephansPlatz e si scatena il diluvio universale. La furia degli elementi ci esorta a utilizzare la nostra arma segreta:l’ignoranza. Perciò decidiamo di abbandonare Vienna per riprendere il viaggio di avvicinamento alla Polonia. Paolino propone Brno, io rispondo: “Buttiamoci su Ostrava”. E Ostrava sarà!

 

(2 – continua)

 

 

 

 

 

 

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