Bamberga e la Schlenkerla (che non è la birra tradizionale della città)


Nel corso del nostro capodanno a Monaco di Baviera, il 31 dicembre ci rechiamo alla stazione centrale dei treni (hauptbahnhof) per avere info riguardanti un eventuale biglietto con destinazione Bamberga.
Il ticketman ci informa sulla disponibilità di un biglietto valido per due persone a 30 euro A/R! Detto fatto lo acquistiamo nonostante la scelta sia un po’ proibitiva, non per i soldi quanto per il tempo a disposizione!
Dopo 3 ore di viaggio finalmente giungiamo a Bamberga e prendiamo un bus che ci porta in centro. Ma cosa ci ha spinto il 31 dicembre a fare 6 ore di viaggio totali per venire fin qui? Credo che solamente guardando la foto sottostante capirete il motivo…meravigliosa Bamberga!

Bamberga

E’ la città dei 7 colli e per tale motivo viene considerata da molti la “Roma francone”. Spesso viene chiamata anche “la piccola Venezia” poiché essendo letteralmente trapassata dal fiume Regnitz, è facile scorgere bellissime case di pescatori spesso accarezzate in inverno dal fiume in piena.

La piccola Venezia, Bamberga

Bamberga è una delle pochissime città tedesche che ha resistito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, per questo motivo è così unica, ricca di reperti storici e artistici, non per altro è infatti patrimonio dell’UNESCO dal 1993.
E’ considerata la capitale della birra francone con la sua storia millenaria. Un tempo vi erano 76 birrifici attivi, oggi ne sono rimasti solamente 11 che producono birra osservando il Reinheitsgebot, l’editto di purezza in vigore dal 1516 ed emanato nel 1516 da Guglielmo IV di Baviera a Ingolstadt. Con tale norma si obbligano i birrai a produrre utilizzando esclusivamente acqua, orzo e luppolo (il lievito ovviamente non è menzionato poiché solo nell ‘800 Louis Pasteur scoprì il ruolo dei microorganismi nel processo di fermentazione).
La birra per eccellenza di Bamberga al contrario di come molti credono non è la Rauch Bier, la marzen prodotta con malti affumicati, ma tutti pensano sia così solamente perché una volta lasciata la città resta impressa più facilmente essendo assai particolare. In realtà le classiche birre dei territori franconi sono quelle di cantina denominate Kellerbier o Ungespundet.
La Rauchbeer per eccellenza è quella prodotta dal birrificio Schlenkerla, ma come nasce tale nome? Una vecchia leggenda narra che in città vi fosse un birraio rimasto zoppo a causa di un barile cadutogli sulla gamba. Poiché in tedesco zoppo si dice appunto “schlenkerla”, per “onorarlo” tale birrificio venne chiamato in questo modo.
Ma come si è arrivati a produrre una birra per mezzo di malti affumicati?
Si dice che un giorno la cattedrale interamente costruita in legno prese fuoco. Nelle stanze dell’edificio vi erano a maturare delle botti di birra che inevitabilmente si affumicarono ma tuttavia vennero vendute ugualmente per evitare di buttare tutta la produzione. Incredibilmente la bevanda affumicata piacque agli acquirenti tanto che da quel momento in poi venne prodotta appositamente con questi speciali malti.
In realtà la versione più accreditata è un’altra. In passato esistevano solo 2 modi per essiccare l’orzo, con il calore dei raggi solari o tramite una fiamma, ma essendo il sole troppo debole in questa zona la seconda opzione era l’unica ad essere utilizzata. Così facendo era inevitabile che il malto avesse un gusto affumicato e dunque probabilmente l’antica tradizione venne tramandata per secoli fino ai giorni nostri.
Ricordate che chi non assaggia almeno una Schlenkerla non può dire di aver visitato Bamberga! Per gli amanti della birra inoltre l’azienda del turismo organizza un tour di degustazione chiamato Bierschmecker-Tour.

Passeggiando tra le vie della città vecchia di Bamberga si nota l’imponente Duomo Imperiale che domina la zona. Esso venne costruito a partire dall’anno 1000 e completato due secoli più tardi; per questo motivo si fondono in questa singola costruzione l’arte romanica e l’arte gotica.
Il duomo dal 1007 è sede dell’antichissima Arcidiocesi-Metropolitana e dal 1020 è Diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede.
All’interno di esso possiamo trovare la tomba di Papa Clemente II e quelle degli artefici della cattedrale, Enrico II il Santo e sua moglie Cunegonda.

Duomo imperiale (Kaiserdom)

Bamberga è ricca di altre attrazioni che purtroppo non abbiamo potuto visitare approfonditamente per mancanza di tempo come dicevo prima, ma passeggiare tra le antichissime vie circondate da palazzi in legno e attraversare il Regnitz grazie a uno degli oltre 80 ponti che si possono trovare in città è un’esperienza unica.
A proposito di ponti ce n’è uno che non bisogna assolutamente perdersi: l’Altes Rathaus,vecchio municipio della città.
Costruito nel 1386 su una piccola isola accessibile da 2 ponti, questo edificio univa la parte della città abitata dal clero con quella abitata dal popolo. All’interno del Vecchio Municipio è allestita una mostra permanente di porcellane e maioliche Ludwig.

Vecchio municipio (Alter Rathaus)

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4 commenti su “Bamberga e la Schlenkerla (che non è la birra tradizionale della città)

  1. Noooooooooooooooooooooo! Adesso ci troveremo orde di italiani ubriaconi pure a Bamberga! Certe gemme vanno tenute nascoste, non rese pubbliche su web!!!

    (ps: è la mia città preferita in assoluto. un gioiello)

    • Viagginfermento il said:

      O mio dio se capitasse ciò non me lo perdonerei mai 🙂 !!! Comunque ad oggi Bamberga resta una tappa per intenditori, legata anche in un certo modo al mondo brassicolo di qualità (io per questo motivo ci sono stato). Comunque si un gioiello di patrimonio mondiale 🙂

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