Hot river Iceland

Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare della “Blue Lagoon”, l’enorme piscina termale situata nei pressi della cittadina di Grindavik, a quindici km dall’aeroporto di Keflavik.
Questo bacino artificiale allestito in mezzo ad uno degli innumerevoli campi di lava visibili in Islanda è stato creato semplicemente utilizzando l’acqua in uscita della centrale geotermica di Svartsengi.
La temperatura dell’acqua è di 40 °C circa ed essendo ricca di silicio e zolfo, un bagno nella Blue Lagoon è altamente consigliato a chi abbia qualche problema cutaneo.
E’  una sosta che consiglio di fare alla fine del vosto viaggio in Islanda, infatti dopo tanta fatica ed adattamento al duro clima islandese qualche ora alla Blue Lagoon rigenera decisamente corpo e mente.

Premesso ciò a mio avviso esiste un luogo in Islanda ancor più sbalorditivo. Per arrivarci non dovrete pagare 50€, bensì semplicemente affrontare un sentiero in salita, su una montagna, 6 km di percorso tra andata e ritorno.

Dopo aver trascorso una giornata nel “parco del Pingvellir” e visitato in senso orario il “Golden Circle”, ci spostiamo con il nostro camper verso sud-est. Intorno alle ore 19,00 arriviamo a Hveragerði, una località situata vicino la cittadina di Selfoss molto conosciuta per l’intensa attività geotermica. Pensate che in questo paesino esiste persino un ristorante geotermico!
Prima di partire per l’Islanda mi ero informato su questo luogo ed ero venuto a conoscenza del fatto che proprio in questo villaggio ci fosse un fiume caldo, pertanto io e i miei compagni di viaggio spinti dalla curiosità decidemmo di metterci in cerca di questo luogo più unico che raro prima di recarci in un camping dove trascorrere la notte. Attraversiamo con il camper tutto il paese dirigendoci verso la valle di Olfusdalur e seguendo una strada sterrata arriviamo a reykjadalur; parcheggiamo il camper e chiediamo informazioni riguardo il fiume. Una ragazza di origine asiatica ci indica con il dito la direzione. Non mi fu molto utile la signorina poiché si limitò a puntare il dito in direzione di una montagna, la cui cima era coperta di nebbia e nuvole minacciose. Il tempo non prometteva nulla di buono, la temperatura era di 12 °C al massimo, erano le 19.00 ma nonostante la titubanza decidiamo di incamminarci ugualmente.
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Dopo un breve tratto pianeggiante inizia la salita, man mano che saliamo in altitudine la visibilità si fa sempre più scarsa, il sentiero che prima era ben definito sempre più sconnesso e poco distinguibile, circondato da pozze d’acqua bollenti. All’improvviso una fine pioggerella si trasforma in un violento temporale; il sentiero si fa sempre più stretto e in alcuni tratti costeggia dirupi che solo a ripensarci mi vengono i brividi, ma continuiamo la marcia imperterriti. Non si vedeva ad un passo e ogni tanto sulle pareti delle montagne intravedavamo 2 o 3 pecore che brucavano come niente fosse. Ad un tratto avvistiamo un uomo correre verso di noi…era un abitante del posto intento a fare footing (…)! Gli chiediamo quanto tempo mancasse per il fiume caldo e ci dice: “quindici minuti”. Dieci minuti più tardi incontriamo una coppia di ragazzi, chiediamo loro quanto mancasse al fiume caldo e ci rispondono:”quindici minuti”!

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Eravamo un pò demoralizzati, infilavo le dita nei fiumiciattoli che incontravamo lungo il cammino ma l’acqua era sempre gelida; continuammo nonostante tutto e devo dire che fu la cosa più giusta che potessimo fare, infatti dopo altri dieci minuti tra pioggia, pecore, freddo, nebbia, pozze d’acqua bollenti, odore di zolfo dappertutto, arriviamo al tanto atteso fiume.
Ci togliemmo tutti i vestiti, eravamo in mutande e stavamo letteralmente congelando, infilai l’alluce nel fiume, l’acqua era caldissima e non esitammo ad entrare.
All’improvviso la stanchezza e il timore svanirono, rimanemmo “a mollo” solo per 10 minuti in quel paradiso immerso nel nulla poiché la luce del sole si faceva sempre più fioca, così ci facemmo coraggio, ci rivestimmo e facemmo il percorso inverso (sempre in compagnia di pioggia e freddo).
Probabilmente questa esperienza fu così unica e appagante poiché per giungere a destinazione sfidammo le intemperie islandesi, ma a mio avviso nonostante il relax e il comfort che può offrirti la Blue Lagoon, un posto del genere di formazione assolutamente naturale non ha prezzo e rivali.
Vi lascio con alcune foto di questa magnifica esperienza, saranno sicuramente più significative delle mie parole.

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5 thoughts on “Hot river Iceland

  1. Che spettacolo! L’Islanda mi attira moltissimo. La ricerca dell’acqua calda è stata ardua ma vi ha ripagato sicuramente alla fine 🙂

    • Viagginfermento il said:

      Assolutamente si! Senza quel tempaccio non sarebbe stato così appagante quel bagno 🙂

  2. Michela il said:

    Salve,vorrei chiedere alcune informazioni per il noleggio di un camper attrezzato con wc e doccia in Islanda. Le aree di rifornimento di acqua e corrente elettrica sono tante e ben segnalate? Sono a pagamento e necessitano di prenotazione? Si può sostare al di fuori di queste aree per la notte? E infine,è difficile l’utilizzo del camper per chi è alla prima esperienza?

    • Viagginfermento il said:

      Ciao Michela! In Islanda ci sono molti campeggi soprattutto lungo il Ring, la strada principale che fa il giro dell’isola. I prezzi sono molto economici, un campeggio con piazzola avente allaccio alla linea elettrica, docce, bagni e cucine in comune si aggira sui 15/20 euro a notte.
      Per quanto riguarda la disponibilità dipende dal periodo in cui viaggi, io sono andato a fine agosto e ho sempre trovato posto senza prenotare, se deciderai di andare verso giugno, luglio invece ti consiglio di prenotare in anticipo.
      Per quanto riguarda il camper, la guida è forse più piacevole in Islanda piuttosto che in Italia, ma dipende da quello che vuoi fare, mi spiego meglio.
      Se prenoti un classico camper sarai costretta a guidare quasi esclusivamente sempre sul ring, strada sempre asfaltata e senza buche.
      Il problema è che per godersi l’Islanda come si deve a mio avviso sarebbe opportuno addentrarsi in strade secondarie, sterrate e fangose, e tutto questo con il camper non è possibile, a maggior ragione se lo noleggi.
      Io durante la mia esperienza in Islanda ho potuto godere di meravigliose attrazioni ma sempre guardando dal basso verso l’alto, non ho mai potuto guidare su in cima ad una montagna ma soprattutto non ho mai potuto guidare nell’entroterra. Insomma il classico camper è molto limitativo.
      Ti consiglio di leggere anche quest altro mio articolo, contiene qualche dritta per risparmiare qualcosa. Ciao!
      http://blog.zingarate.com/viaggiinfermento/speseviaggioislanda/

  3. Ernesto Vittori il said:

    In primis grazie e complimenti per la recensione, molto divertente e accattivante. Infatti, visto che sarò lì con amici il prossimo agosto, ho deciso che quel sito DEVE essere una delle nostre mete. Però ho un problema: non riesco a trovare nella carta le località che indicate, superata Selfoss (più precisamente la valle di Olfusdalur e la località di reykjadalur). Potrei avere qualche indicazione precisa (vai a sud/nord ecc per tot km) oppure, meglio ancora un waypoint o una traccia GPS? Nel caso la mia mail è evittori@tim.it

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