Pollici verdi e non: Estufa Fria, un’ altra dimensione di Lisbona

Quando ero piccola pensavo che l’espressione “avere il pollice verde” significasse semplicemente  sporcassi di verde coi pastelli della giotto. Nel tempo (e menomale) le cose della vita mi hanno portato alla giusta conclusione e al senso vero di quella frase fatta, tanto usata da un tipo che vedevo sempre in tv, uno strano, sempre con il cappello in testa.

Ebbene si, Luca Sardella entrava in casa mia (senza il mio permesso chiaramente) ammaliando le donne della mia famiglia con la sua conoscenza sulle piante. Io, come la maggior parte della gente, mi facevo sempre le stesse domande: si leverà il cappello quando va a dormire? Quanti ne ha e, soprattutto, perché nonna parla con le ortensie?

Non ho mai avuto il pollice verde, lo ammetto, ho sempre lasciato fare gli altri. Una pianta, pur di non farsi coccolare da me, preferisce sempre il suicidio.

Una cosa che amo tanto, tuttavia, è averle in torno, essere circondata dal verde o dai fiori. Se all’aperto ancora meglio. Sono curiosa di scoprirne la provenienza e il perchè sono tanto diverse tra loro.

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Lisbona è piena di spazi del genere e se le belle giornate lo permettono mi piace “scegliere” un posto, una dimensione altra, fuori dalla frenesia.

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Non ho mai preteso di avere per amico un albero parlante come Pocahontas  ma si, mi piace l’idea che ci sia una saggezza tra le sue rughe e che la sensazione di serenità e di protezione che si prova stando in un ambiente del genere possa dipendere anche da questo.

E se piove o la giornata non lo permette? Ecco qua, torniamo sempre sullo stesso discorso.

C’è  un posto a Lisbona che di piante e fiori ne ospita in gran quantità e dico “ospita” proprio perché la maggior parte è “straniera”, proviene da posti lontani miglia e miglia.

La Etufa Fria di Lisbona, a un passo da Parque Eduardo VII, non è un ossimoro  (stufa fredda), così come un parlante di lingua italiana potrebbe pensare vista la somiglianza tra le parole.

“Estufa” è, semanticamente parlando, “Serra” ed è qui che vengono preservate tantissime specie.

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Museo vivo,  questo spazio verde è diventato nel tempo uno dei più apprezzati della capitale dove trascorrere piacevoli momenti, perdendosi tra una cascata e un’altra, tra un lago e un ruscello, tra statue e centinaia di piante provenienti dal mondo intero.

La prima volta che ho messo piede li dentro sembrava di vivere dentro un documentario del National Geographic.

Gestita direttamente dalla Câmara Municipal de Lisboa  è costituita da tre aree: la Estufa FriaEstufa Quente  e l’ Estufa Doce.

La prima, così come conferma l’aggettivo “fria” si distingue dalle altre serre proprio per la sua innovativa forma di riscaldamento (relazionata in particolar modo alle piante esotiche).

Le coperture in legno (e non in vetro) che caratterizzano la serra proteggono dal freddo dell’inverno e dal caldo eccessivo dell’estate. L’adeguata filtrazione della luce permette così lo sviluppo di piante provenienti dalla Cina, dall’Australia, dal Brasile, dal Messico e da molti altri Paesi.

La Estufa Quente, invece, con la sua copertura in vetro ospita un gran numero di specie tropicali tra cui la “bananeira”.

Infine la Estufa Doce, la più piccola delle tre, è la casa delle piante grasse, di piccole e grandi dimensioni.

La missione di questo spazio e della gente che vi lavora è quella di creare un luogo di interesse e di carattere non solo turistico ma educativo, che possa promuovere a Lisbona la conservazione della biodiversità in una logica di sostenibilità.

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All’esterno dei laghetti inglesi abbelliscono e rendono ancora più gradevole l’ambiente.

Inoltre non posso non menzionare la Nave da Estufa Fria, un edifico seminterrato  composto da una sala che per tantissimo tempo è stata adibita a feste, teatro, cinema e concerti.

Dal 1974 lo spazio ha assunto la forma di un “grande salone” attualmente gestito da un’ impresa che si occupa di organizzare eventi, A Casa do Marquês.

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Altro che Sardella direi. Questo spazio meraviglioso è aperto a tutti, che abbiate il pollice verde o no (e per dirlo io).

Non è necessario essere una scolaresca per andare in gita o appassionati ambientalisti.

Preparate uno zaino con pranzo a sacco e partite all’avanscoperta. Sentitevi un po’ Tarzan tra le liane e perdetevi tra le piccole grotte che vi sono all’interno.

A fine percorso avrete scoperto tante cose nuove e, ancora una volta, uscendo ringrazierete Lisbona di avervi fatto dono di un altro piccolo angolo di paradiso.

Dall’ultima domenica di ottobre la Etufa Fria è aperta dalle 9.00 alle 17.00 tutti i giorni.

L’entrata semplice è di 3.10 euro. Dai 6 ai 18 anni 2.33 euro. Con sconto studenti e pensionati 1.55 euro.

I bimbi piccoli non pagano e la domenica  e nei festivi tutto gratuito fino alle 14.00.

Dalla nuova Sardella (senza cappello)  è tutto amici. Lancio la linea a voi!

Sporcatevi pure di verde!

Scritto da Maria Grazia Berretta

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