A braccetto con Fernando Pessoa: la sua Lisbona

Quando ero all’Università andavo sempre a caccia di corsi interessanti che potessero arricchire la mia persona piuttosto che rempire il piano di studi. Si, ho sempre cantato fuori dal coro.

Il secondo anno di Magistrale decisi di seguire un corso su Fernando Pessoa destinato alla triennale. Avevo già avuto modo di conoscerlo, sebbene in parte. Decisi comunque di partecipare contro il dispiacere del professore che non avrebbe mai potuto farmi sostenere l’esame.

Non ho mai avuto un quaderno di appunti così in ordine.

Scrivere un post su Pessoa non è facile, tanto quanto non è facile coglierne la psicologia, entrare in quel labirinto che solo un genio è in grado di costruirsi in maniera tanto scrupolosa.

Pessoa, che odiava farsi fotografare, oggi si trova li, di fronte alla Brasileira do Chiado in preda ai turisti armati e disposti a sgomitare pur di avere una foto insieme alla statua del più importante scrittore portoghese del ‘900.

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Pessoa, uno e …  più di uno direi, capace di creare al di fuori di sé e oltre a sé numerose identità,  identità reali, scrittori, poeti.

Ad oggi si contano all’incirca 136 eteronimi differenti. I più conosciuti, Ricardo Reis, Bernardo Soares, Álvaro de Campos e Alberto Caeiro.

Questo post non vuole certo essere una lezione di letteratura, non ne sarei in grado.

In realtà  si tratta di rispondere a un quesito che riprende un po’ il nome del nostro blog, quelle domande che ti frullano per la testa e che poi si trasformano in idee.

Noi che viviamo Lisbona ci siamo chiesti: «come avrà vissuto Fernando Pessoa la sua Lisbona? Su quale parte della calçada si muovevano i suoi passi? Quali erano le sue abitudini?».

Per scoprirlo ho deciso di prendere parte ad un Passeio literário (Passeggiata letteraria).

“Lisboa com Fernando Pessoa” è uno dei tanti percorsi proposti e promossi da Lisboa Autêntica, un’associazione che si occupa di organizzare visite guidate in città sia secondo tematiche scelte che organizzate ad hoc per i turisti e non solo.

Per la serie, c’è chi Lisbona ve la racconta come noi, creando curiosità e interesse, e chi ve la mostra rispondendo alle vostre  esigenze.

Appassionati di letteratura, studiosi, curiosi, scettici o poco inclini all’ascolto desiderosi di superarsi?

Un paio di scarpe comode e un ombrello (non si sa mai) sono tutto ciò di cui avete bisogno per cominciare questo cammino a braccetto con Fernando.

L’appuntamento è alla Brasileira, davanti alla statua di Pessoa.

Non abbiate paura se, a un certo punto il post dovesse prendere le sembianze della rubrica Lo sai che… ? di Focus Junior.

Ad esempio, sapevate che la Brasileira non era il posto preferito di Pessoa per prendere un caffè, così come in tanti potrebbero pensare?

Il “dia a  dia” di  Pessoa si svolge prevalentemente in Baixa. I cafè in quell’epoca erano luoghi di incontro, di cultura, dove era possibile chiacchierare di letteratura e creare progetti insieme ad atri intellettuali.

Il modernismo e le riviste (da non dimenticare Orpheu) nascono agli inizi del ‘900 grazie alla condivisione di idee.

Il giro continua e ci porta  a Largo São Carlos, dinanzi alla casa dove Pessoa nacque il 13 giungo del 1888 . Tra le porte del Teatro São Carlos e a due passi dalla Igreja dos Mártires (dove venne battezzato),  tra genio artistico e spiritualità, veniva alla luce Fernando António Nogueira Pessoa. La sua essenza si erge qui, racchiusa all’interno di una statua di bronzo che lo raffigura con un libro al posto della testa, immagine emblematica di una vita completamente dedita alla letteratura.

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Risalendo verso Chiado facciamo sosta in Rua Serpa Pinto per poi giungere a Largo do Carmo dove Pessoa vive a partire dal 1908, al civico 18.

Questo largo così ricco di significato per i portoghesi ci racconta del legame tra Pessoa e la politica, del suo liberalismo e della sua formazione british, ereditata durante gli anni trascorsi a Durban, nell’ Africa del Sud, luogo in cui cresce dopo la morte del padre.

Sapevate che la biblioteca di Pessoa ha molti più libri in inglese che in portoghese? Molti dei suoi scritti hanno solo ed esclusivamente una versione inglese malgrado l’amore per il Portogallo lo porterà ad affermare una volta tornato: “minha Pátria é a língua portuguesa”.

Da Largo do Carmo ci dirigiamo verso Rossio per osservare e ascoltare “ a gare que nunca dorme”, come affermava Álvaro de Campos, che ci regala un immagine straordinaria della Baixa e ci introduce in una nuova fase, quella che porta i nostri passi verso Praça da Figueira (all’epoca di Pessoa piazza coperta e mercato) per poi giungere a  Rua dos Douradores e nel cuore del Libro dell’Inquietudine.

Era qui che Bernardo Soares viveva le sue giornate.

Sapevate che, secondo progetto generale di costruzione della Baixa Pombalina, da tutte le strade parallele a Rua Agusta doveva essere visibile il Tejo? Bene, non a Rua dos Douradores. Se Lisboa è la città della luce, secondo quanto afferma la nostra guida, questa piccola viuzza dove sembra non passare mai nessuno, è una delle poche strade a non accogliere raggio di sole. Insomma, più “desassosego” (inquietudine) di così.

Ci spostiamo a Rua da Assunção  dove Fernando Pessoa incontra per la prima volta Ofélia Queiroz, l’unica fidanzata di Pessoa di cui si abbia realmente conoscenza.

A Terreiro do Paço decidiamo di prendere un caffè a Martinho da Arcada, cafè- ristorante frequentato da Pessoa, centro, come molti altri, di dibattiti culturali. Entrando è possibile ritrovare il tavolo dove Fernando aveva l’abitudine di sedere, alcuni scritti e foto.

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Ora basta eh! Non posso certo raccontarvi tutto.

Questo percorso urbano per la Baixa di Lisbona non è che una delle tante possibilità  di vivere la città in maniera differente, chiedendosi cosa il passato nasconde e cosa ci rivela attraverso l’incedere di grandi figure.

A fine percorso (circa tre ore di passeggiata) vi sentirete arricchiti e ancora più legati alla città e a Pessoa.

Il giro non finisce qui. Lisboa com Fernando Pessoa, (disponibile sia in italiano che in portoghese) segue anche un altro tragitto che, sulla via del 28, giunge fino a Estrela, passando per biblioteche, facoltà, case di intellettuali e, infine, a Casa Fernando Pessoa, dove il poeta visse, centro oggi di grande riferimento per gli studiosi pessoani e non solo e dove è possibile conoscere Pessoa em Pessoa attraverso collezioni, oggetti ed esposizioni.

Non perdetevi la corsa.  “Tudo vale a pena …”.

Per maggiori informazioni: http://lisboaautentica.com/

Scritto da Maria Grazia Berretta

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