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Dall’altra parte del Tejo – Almada e Ponto Final

Lisbona Almada Ponto Final

Il Tejo che è chiaramente un fiume, ma a volte sembra un po’ mare. Lisbona che è una città su un fiume ma che a volte sembra un po’ di mare.

Se si attraversa tutta la costa di Lisbona, da Belem al Parco delle Nazioni, si è sempre in compagnia del Tejo. Questo fiume anomalo, enorme, larghissimo, foce prima di sboccare sull’oceano, un fiume così grande che non si può attraversare a piedi.

Un viaggio di venti minuti

Da quasi tutti i miradouri della città si può ammirare la bellezza e la potenza del Tejo, a volte sembra già l’oceano, quasi infinito, poi invece guardando verso l’orizzonte ci si rende conto che c’è ancora qualcosa, c’è terra anche dall’altra parte.

C’è una zona di Lisbona (che in realtà non è già più fisicamente Lisbona) dove i turisti non vanno mai, non viene mensionata in nessuna guida e nessuno ne parla. E’ una zona invece che a me piace tantissimo, molto facile da raggiungere e che io consiglio sempre a tutti, dall’altra parte del fiume c’è Almada.

Almada è un altro comune, non è più Lisbona, si trova dall’altra parte del fiume, è raggiungibile in pochissimo tempo e, di fatto, è come se fosse un quartiere della città.

La città (170.000 abitanti) in sé, il centro abitato, non ha niente di particolare da mostrare, anche se fare un giro ne vale sempre la pena, la cosa che io adoro è il tratto di costa che inizia al porticciolo e finisce vicino al Cristo Rei, sotto il ponte 25 Aprile.

Non aspettatevi musei, chiese, concerti, negozi o cose del genere, si tratta solo di una passeggiata su un molo di due chilometri.

E’ un posto affascinante e un po’ decadente, fatto di marciapiedi dissestati, cemento armato in rovina e ruggine, con i vecchi pescatori agli attracchi con le loro canne da pesca in questo tempo infinito e fermo, fuori dal mondo. Pescano e di fronte a loro lo spettacolo di Lisbona.


Se da Lisbona si vede Almada, vale anche il contrario. La vista è stupenda, nelle giornate limpide si riesce a riconoscere tutta la città, da Praca do Comercio alla Sé fino al Panteon. Se invece c’è un po’ di foschia tutto diventa un po’ surreale, si sente il brusio metallico del ponte 25 Aprile e in fondo queste luci soffuse che creano un’atmosfera incredibile.

Se siete appassionati di archeologia industriale e se siete un po’ incoscienti, attraversate tutto il molo fino ad arrivare quasi sotto il Cristo Rei, vi troverete in mezzo ad una serie di fabbriche abbandonate, molte in disuso da un pezzo e pericolanti, per farvi un’idea di cosa aspettarvi date un’occhiata qui.

Tornando indietro invece fermatevi a Ponto Final, uno dei ristoranti più buoni e più romantici della città.

Chiaramente la specialità è il pesce e il marisco, ma la particolarità è che si può mangiare fuori, ci sono un paio di tavoli proprio su un piccolo molo, stupendo.

Ottima cucina, ottimo servizio, è un po’ caro rispetto alla media cittadina, una cena completa può arrivare ai €25/30 a testa ma per un’occasione speciale ne vale decisamente la pena.

Ovviamente l’alternativa è sedersi al tavolo e semplicemente ordinare uma iperial (una birra).

Ad Almada si va in traghetto, da Cais do Sodrè ci si imbarca verso Cacilhas, il costo del biglietto è di circa €2 e parte un traghetto ogni 20 minuti fino all’1 di notte.

2 Risposte a “Dall’altra parte del Tejo – Almada e Ponto Final”

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