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Non solo bacalhau: vegetariani a Lisbona

Ristoranti vegetariani Lisbona

Devo essere sincera (a anche autocritica): essere vegetariani a Lisbona è un vero peccato…la gastronomia portoghese è davvero interessante, ma in generale è tutto fuorché friendly nei confronti dei vegetariani.

Quindi, se siete vegetariani e pensate che sia come in Italia, dove bene o male un’opzione senza-carne-senza-pesce la trovate sempre, non solo vi sbagliate, ma rischiate (come la sottoscritta per lungo tempo) di cenare al ristorante con un piatto di patatine fritte e un po’ di cime di rapa ripassate (gli onnipresenti, e buonissimi, grelos).

Insomma, una tristezza! Soprattutto se i vostri amici si stanno leccando i baffi davanti a un bacalhau fumante o a un bitoque (la svizzera con l’uovo fritto sopra, i portoghesi ne vanno matti).

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Ma non temete, perché piano piano anche a Lisbona stanno prendendo piede i ristoranti vegetariani: basta solo saperli trovare! Qui vi presenterò la mia personale Top 3.

In terza posizione, vi presento il Jardim dos Sentidos “Giardino dei Sensi”, in Praça da Alegria, a un passo dalla bella Avenida da Liberdade (metro blu, fermata Avenida).

È uno spazio accogliente, orientato alla filosofia orientale (mangiare là è considerato una vera e prorpia “esperienza zen”), anche perché si tratta proprio di un centro olistico, dove potrete farvi fare dei massaggi (ayurvedici e non), fare percorsi di scoperta di voi stessi, eccetera…

Comunque, che condividiate con me lo scetticismo verso questo tipo di approccio un po’ hippie-del-nuovo-millennio o no, ci si mangia bene!

Il menu, ricco anche di piatti vegani, e gli orari di apertura li trovate qui.

Esiste anche un servizio di consegna a domicilio/take away, e di buffet all’ora di pranzo (8.60 euro con the, 10.60 euro con succo di frutta casalingo). Fuori dal buffet, per esempio a cena, spenderete tra i 15 e i 25 euro.

In seconda posizione, eccovi il ristorante Psi (metro verde, fermata Intendente, attaccato all’ Hospital dos Capuchos “Ospedale dei Cappuccini”, ma questo è un po’ più difficile da trovare, meglio guardare questa mappa).

È un posto molto suggestivo: i tavoli si trovano in un piccolo giardino (chiuso da vetrate di inverno, aperto d’estate), con tanto di cascata, laghetto, e anatre (da non mangiare però!).

Il menu si rifà principalmente alla cucina indiana (ottime le almôndegas “polpette” vegetariane  e le varie declinazioni del roti, una specie di pane indiano molto sottile, farcito e arrotolato), e si possono bere, anche qui, the e infusioni homemade (ah, chiaro: qua niente alcool!).

Un pasto completo di dolce e bevanda vi costerà massimo una quindicina d’euro.

È previsto anche qui un servizio di consegna a domicilio (ma non vale la pena: è sicuramente molto più bello mangiare nel giardino), la chiusura è la domenica.

Ed infine, il mio preferito: il Paladar Zen, a un passo dalla Universidade Nova (metro gialla, fermata Campo Pequeno), vicino alla chiesa dell’Avenida de Berna.

Al di là del nome nuovamente un po’ hippie e orientale, la cucina che troverete in questo ristorante, che fa servizio di buffet all you can eat (pranzo: 7.80 lun-ven e 8.80 sab, cena 9.95 lun-ven; menu bambini: 5.20 euro) sia a pranzo che a cena, varia dalle influenze indiane, giapponesi,  latino-americane e anche macrobiotiche.

Ma soprattutto si distacca dagli altri per la varietà del menu, che cambia da giorno a giorno, e per la qualità della cucina e degli ingredienti. Anche qui, succhi di frutta e dolci fatti in casa, buonissimi.

Il posto è davvero molto carino, arredamento minimale ma accogliente. Il servizio è ottimo.

Se è una bella giornata, potete anche riempirvi una vaschetta take away (6.60 euro la piccola, 8.60 la grande) e andare a mangiare in qualche luogo ameno. Il giardino della fondazione Gulbenkian, ad esempio, che sta a due passi.

Insomma, cari vegetariani, se proprio siete così integerrimi da non voler fare uno strappo alla regola, sappiate che a Lisbona non morirete di fame!


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