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Sintra e il Convento dos Capuchos

Sintra convento capuchos

Fabio … e il post premonitore!

Qualche settimana fa, in uno degli ultimi post pubblicati, raccontavo come raggiungere la stupenda Sintra e cosa andare a vedere.

Chiudevo il post con una personale classifica sulle cose che secondo me meritano una visita e su altre che invece no. Tanto per completezza la classifica la riporto qui sotto (che non si sa mai):

1) Quinta da Regaleira

2) Palacio Nacional

3) Il giardino del Palacio da Pena


 

Chiudevo il post raccontando di un posto mistico che non avevo mai visto e che mi sarebbe piaciuto vedere appena possibile, il Convento dos Capuchos. A quanto pare bastava scrivere un post, sono venute a trovarmi delle mie amiche Italiane e, in uno dei giri fuori porta, siamo andati a vedere il Convento (…siamo pure andati a mangiare in un posto spettacolare…ma questo lo racconto in un altro post).

Se volete fare un giro a Sintra, leggetevi il post, metto il link qui sotto:

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Come scrivevo nel primo post, il Convento dos Capuchos, è un piccolo monastero in disuso, che si trova a una decina di chilometri dal centro di Sintra.

Per raggiungerlo bisogna attraversare buona parte del parco di Sintra.

Il percorso è davvero suggestivo, mille tornanti tra una vegetazione foltissima, adesso con i colori dell’autunno, la strada che porta al convento non è per niente battuta quindi si incontrano pochissime auto, l’aggiunta della pioggia quasi impercettibile ha contribuito a creare un’atmosfera perfetta per il luogo (non è il percorso ideale per chi soffre il mal d’auto).

Il convento fu costruito nel 1560 da Don Álvaro de Castro, volutamente in un luogo isolato e inospitale per accentuare la funzione del convento.

Il Convento dei Cappuccini di Santa Cruz, é stato abbandonato nel 1834, in concomitanza all’estinzione dell’ordine religioso di riferimento. Al momento dell’abbandono era occupato da 8 frati.

Il convento dos Capuchos è diventato famoso per la sua estrema ed evidente povertà, ma soprattutto per le condizioni che riuscivano a sopportare i frati che volontariamente lo abitavano.

Tutta la struttura interna del convento è, ancora oggi, ricoperta da sughero. Probabilmente in quanto è l’elemento più facile da reperire sul territorio ma anche per allontanare qualsiasi possibilità di sfarzo.

Gli ambienti sono semplici come struttura e costruzione, ma la cosa che più impressiona, sono le dimensioni delle stanze. L’ingresso alle camere, dove i frati riposavano, le porte, sono alte poco più di un metro e larghe meno di 40 centimentri, proporzionate alle camere delle dimensioni di un metro e mezzo per un metro e mezzo con una piccola finestra che prende luce dal bosco circostante.

Al Convento si accede da una piccola scala in salita che conduce a due enormi massi che, appoggiati uno all’altro, formano il portale di ingresso. Superato l’ingresso, un piccolo chiostro con una sorgente d’acqua e poi l’entrata vera e propria al Convento.

Lontano e opposto, sia metaforicamente che praticamente, rispetto agli sfarzi delle grandi ville di Sintra, il Convento dos Capuchos è una perla nascosta all’interno del Parco di Sintra.

Non è possibile raggiungere il Convento con nessun mezzo pubblico urbano, serve un’automobile, quindi è necessario prendere un Taxi (chiedete quanto costa la corsa per essere sicuri) oppure andare con un mezzo proprio.

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Anche le indicazioni stradali per raggiungerlo sono poche, insomma quasi sicuramente arriverete al Convento senza orde di turisti quindi ci sarà l’atmosfera ideale per godersi il posto.

L’ingresso al Convento è di €6 per gli adulti, l’addetta alla biglietteria ci informava che, dopo un paio di giorni dalla nostra visita, sarebbe iniziata la bassa stagione quindi il costo si sarebbe abbassato, ma non ha saputo indicarci il nuovo prezzo (adoro i Portoghesi e la loro relatività).

Tutte le info sul parco di Sintra sul sito www.parquesdesintra.pt

La galleria fotografica completa la trovate sul mio profilo flickr o cliccando qui.

Copyright fotografico: www.fabiosalvo.net

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