L’arco di Valente

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Arrivando dall’aeroporto Ataturk al centro di Istanbul non potrete fare a meno di notarlo: che siate in bus o in taxi passerete sotto le sue imponenti arcate, e lo riconoscerete in un batter d’occhi! Ha il tipico aspetto dell’acquedotto romano, che più romano non si può… Si tratta dell’Acquedotto di Valente, maestosa opera architettonica interamente frutto dell’estro pragmatico delle maestranze nostrane, in pieno splendore dell’Impero Romano d’Oriente.

Il suo nome turco è Bozdogan Kemeri, e tradotto vuol dire più o meno “l’arcata del falco grigio”, il che ci riporta all’istante ad eroi e glorie passate; insieme alla bellissima Basilica Cisterna (di cui presto vi parlerò!) l’acquedotto di Valente può essere considerato a buon diritto l’eredità che l’Impero Romano ha lasciato a Istanbul.

>> Per il quadro storico di Istanbul-Bisanzio-Costantinopoli, leggi anche qui: zingarateistanbul/bisanzio-costantinopoli-o-istanbul >>

L’acquedotto di Costantinopoli fu completato durante il regno dell’Augusto Valente, nel 368, ma questa costruzione era stata iniziata precedentemente, sotto regni di precedenti imperatori. La sua costruzione concluse un ampio sistema di acquedotti e canali che si estendevano per tutta la Tracia, e che portavano così l’acqua alla capitale romana d’oriente. Una volta che l’acqua giungeva in città, essa arrivava nelle cisterne sotterranee, come nella Basilica Cisterna.

L’acquedotto iniziò ad essere in uso durante il periodo in cui ancora l’impero romano era unito, poi fu in uso per tutta la vita dell’Impero Romano d’Oriente (caduto il 29 maggio 1453) e in seguito venne usato nei primi anni della dominazione ottomana. Grazie a questa installazione, l’acqua veniva trasportata e distribuita alla città direttamente dalla Belgrad Forest, polmone verde di Istanbul, a circa 20 chilometri di distanza dal centro urbano.

Alto circa 60 metri, all’origine era lungo 1000 metri: oggi, solo 900 metri circa sono rimasti in piedi (ha tenuto bene durante i terremoti), abbastanza da collegare le due colline della città, Beyazıt Kulesi e Fatih Camii.

Camminare sotto i suoi portici (si può farlo nel tratto tra l’Atatürk Caddesi, Unkapani e Aksaray) rimane un’esperienza di grande impatto emotivo, ancora oggi!

La sua imponenza si è infatti conservata totalmente intatta.

Segnalo anche, nella parte finale a sud-est dell’acquedotto, due bellissime chiese bizantine divenute moschee: la Kalender Csamii, un’antica chiesa con chiostro, e la Kilise Camii, in cui la navata e i mosaici risalgono in parte all’VIII e al IX secolo.

2 thoughts on “L’arco di Valente

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    L’acquedotto per me è uno dei monumenti più affascinanti di Istanbul. Tra l’altro pare che fu costruito con le pietre delle mura della vicina Calcedonia, demolite come punizione per la rivolta di Procopio nel 366.
    Nei dintorni consiglio di vedere la moschea di Sehzade e l’area della Moschea di Zeyrek (l’antica Chiesa di Cristo Pantocratore). La Moschea è in ristrutturazione ma il quartiere è molto affascinante, con il suo mercato, uno dei più autentici di Istanbul. Nei pressi dell’acquedotto (Vefa Cad.) si trova anche il caratteristico negozio di Vefa Boza, il più celebre produttore di Boza, una bevanda fermentata molto tradizionale.

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