L’orfanotrofio (in pericolo) di Büyükada

L’orfanotrofio greco-ortodosso dell’isola di Büyükada – nel mare di Marmara, davanti a Istanbul – è la più grande struttura tutta in legno d’Europa. Venne costruito a fine ‘800 dall’architetto levantino Alexandre Vallaury come hotel di lusso e casinò: ma a causa di una licenza negata non entrò mai in funzione e venne destinato a nuovo uso dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.

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Funzionò per l’appunto come orfanotrofio fino al 1964; da allora, giace abbandonato. E’ poco lontano dall’inizio della salita per San Giorgio, nascosto nel bosco; lo trovammo per caso con Ayşegül, mentre cercavamo una scorciatoia che non si rivelò come tale: e ricordo una vista spettrale, documentata da foto – ma sempre dall’esterno, eh… – andate purtroppo perdute.

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Quest’anno, Europa Nostra l’ha indicato tra i 7 monumenti europei maggiormente a rischio: proprio in virtù della sua struttura in legno e da 5 decenni di totale incuria (alcune porzioni sono già crollate, altre irrimediabilmente marcite).

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Insieme alla banca europea per gli investimenti preparerà un report con alcuni suggerimenti per salvarlo, il Patriarca Bartolomeo in persona ha già suggerito la sua trasformazione in Centro internazionale per l’ambiente e per il dialogo interreligioso.

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Personalmente, trovo sciocco che il governo turco non scelga di restaurarlo direttamente a proprie spese e di assecondare la proposta del Patriarca: a livello di public relations – quando si è scatenata una campagna di demonizzazione islamofoba – sarebbe un gran colpo!


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