Bondage e pratiche sessuali giapponesi

Giusto perché l’avevo promesso a qualche amico curioso, nell’articolo che state per leggere farò una breve analisi di alcune delle pratiche bondage (e non solo) giapponesi. Per chi non lo sapesse il termine bondage racchiude un insieme di attività sessuali attinenti alla tematica della dominazione e della sottomissione e viene spesso utilizzato, nel suo significato più ampio e generico, per indicare la più vasta gamma di pratiche BDSM (Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo).

bondage

Chi di voi è interessato alla cultura giapponese saprà che, nella contemporaneità, l’erotismo in questo Paese è vissuto in maniera molto vivida ed esplicita: il sesso, nonostante in Giappone ne facciano davvero poco, sembra essere trattato con grande genuinità, come un piacere da godere fino in fondo senza ansie e paure, esattamente come il cibo, l’alcool, l’arte e la compagnia degli amici. La cultura del bondage in Giappone ha radici molto antiche, nelle tradizionali cerimonie religiose giapponesi corde e legamenti sono sempre stati presenti con molta naturalezza, come simbolo di collegamento tra umano e divino.

Hojojutsu

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1. Shibari (dal verbo shibaru 縛る, legare): in questa pratica il corpo, sia maschile che femminile, viene legato con delle corde. Lo shibari ha origine nello hojōjutsu 捕縄術, l’arte marziale giapponese che prevede l’utilizzo di corde e funi per bloccare ed immobilizzare l’avversario nei combattimenti. Nasce nel XV secolo ma solo nel 1600 queste tecniche iniziano ad essere introdotte nel teatro kabuki, rappresentate nell’arte pittorica con la produzione di stampe destinate alla classe borghese e utilizzate nei rapporti sessuali.

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2. Kinbaku (緊縛, letteralmente significa “legatura stretta”): sostanzialmente si tratta di shibari ma nel kinbaku vengono coinvolti gli aspetti puramente estetici ed emotivi che dimorano nell’atto del legare il partner. A differenza dello shibari, nel kinbaku il momento più eccitante non avviene quando si consuma il rapporto sessuale bensì ha luogo nella fase antecedente; i cultori del kinbaku cercano il bello nella sintonia che si crea tra gli amanti, nell’attimo in cui lo sguardo di chi lega aiuta chi è legato a trovare la forza d’animo di gestire la fatica del momento. Spesso nel kinbaku il sesso non è nemmeno contemplato.

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3. Bukkake (dal verbo bukkakeru 打っ掛ける, spruzzare, versare con vigore): è una pratica sessuale giapponese nella quale i partecipanti, uomini, eiaculano a turno o tutti assieme (l’eiaculazione all’unisono sarebbe il top per la buona riuscita della performance) sul corpo di una donna in posizione supina o inginocchiata. Rappresentazioni di bukkake si trovano sovente nel cinema o nei video porno giapponesi (da qualche anno anche in occidente). La donna, che dev’essere completamente nuda, riceve lo sperma dei partecipanti rimanendo ferma e può decidere di spalmarselo a mo’ di unguento o di ingoiarlo. Vi ho parlato del bukkake tradizionale ma esistono anche altre due varianti, il bukkake per gay, dove al centro c’è un uomo al posto della donna e il bukkake per lesbiche, dove una comitiva di donne orinano (o squirtano) sulla donna che sta in mezzo.

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Vi ho elencato solo 3 delle numerose pratiche sessuali giapponesi esistenti, tuttavia il mondo dell’erotismo orientale è piuttosto vasto e comprende “giochi” anche molto pericolosi, nei quali per raggiungere il massimo piacere le coppie mettono a repentaglio la loro vita. Dedicherò un articolo anche per questo, continuate a leggermi!

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