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Come celebrano le festività Natalizie e il Capodanno i giapponesi?

In Giappone il Natale e il Capodanno si festeggiano, ma in modo totalmente diverso rispetto l’Italia. La vigilia di Natale è il giorno più romantico dell’anno: le coppie di fidanzati lo celebrano con appuntamenti stravaganti che includono ristoranti costosi e alla moda e a fine serata i love hotel. Pochi giapponesi celebrano il giorno seguente, nonostante le strade siano addobbate con luci natalizie, alberi decorati e gli altoparlanti dei centri commerciali trasmettano le tipiche canzoncine. Il 25 dicembre non è nemmeno una festività nazionale proprio perché non è una ricorrenza religiosa, ma è diventata un’occasione commerciale e un ottimo motivo per festeggiare importato dall’Occidente.

Il Capodanno, Shōgatsu 正月, è invece una festa molto importante in Giappone, l’ultimo giorno lavorativo è il 28 dicembre, ma durante tutto il mese le aziende organizzano i bōnenkai 忘年会 (letteralmente banchetto di fine anno), che sono party alcolici tra colleghi per celebrare la fine dell’anno.

Il 28, finito il lavoro, la gente inizia un frenetico turbinio di pulizie, fondamentali sono le decorazioni della casa e la preparazione del cibo; in genere si cucinano i mochi, che sono tipici dolcetti giapponesi non molto appetitosi: si tratta di riso pestato in una specie di incudine di legno con un grosso martello, anch’esso di legno. Mentre una persona mescola con le mani il pastone di riso, una seconda batte con il martello mantenendo un ritmo sostenuto, energia e velocità. L’impasto viene poi bollito. Il cibo tipico che si mangia il 31 dicembre varia da regione a regione, ma ogni alimento ha un significato preciso, spesso ispirato dalla sua forma. È quasi sempre cibo secco che deve durare per i primi tre giorni del Capodanno, in quanto non si avrà più tempo di prepararne di nuovo. Viene conservato in costose scatole laccate rosse e nere, ben decorate.

La notte del 31 dicembre assomiglia un po’ al Natale italiano: si cena assieme a tutta la famiglia guardando in TV il meglio ed il peggio di quello che è successo durante l’anno che sta per chiudersi. Al termine del cenone si va al tempio, buddhista o shintoista (molti indossano abiti tradizionali giapponesi, altri abiti normali, ma comunque eleganti). I templi e i santuari rimangono chiusi fino alla mezzanotte, quando risuona la campana; quindi tutti i presenti, in coda, arrivano davanti all’altare e battono le mani due volte per chiamare gli dei; si recita una breve preghiera e si fa un’offerta. La campana suona 108 volte, perché tanti sono i desideri ed i peccati che l’uomo si porta dentro e che devono essere cacciati fuori!

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