Gadgets giapponesi super tecnologici

In Giappone esiste un’organizzazione, la Neurowear, che progetta accessori a forma di orecchie o di coda di gatto, i quali, se indossati, riescono a “leggerti il pensiero” e a muoversi automaticamente in base ai tuoi stati d’animo!! Insomma, chi di voi non ha mai sognato di poter scodinzolare come un micio felice? La primissima invenzione del gruppo Neurowear sono state proprio le NEKOMIMI, le orecchie di gatto, le quali sono attaccate ad una fascia collegata a dei sensori che percepiscono le onde celebrali dell’essere umano: le orecchie si alzano quando la persona che le indossa è molto concentrata e si abbassano quando invece è rilassata. Funzionano a batterie e hanno un’autonomia di 4 ore; nel novembre del 2011 il Time Magazine definì le Nekomimi una delle 50 invenzioni migliori dell’anno e successivamente, visto l’enorme successo, vennero prodotte anche le orecchie di cane e quelle da diavoletto.

Nekomimi

Neurowear descrive così l’idea e il progetto: La gente pensa che i nostri corpi abbiano dei limiti, ma immaginate se avessimo degli organi che non esistono e che questi potessero controllare il corpo? Abbiamo creato nuovi organi che usano sensori di onde cerebrali. Nekomimi è un nuovo strumento che aumenta le abilità umane. Queste orecchie di gatto utilizzano le onde emanate dei neuroni per esprimere il vostro stato emozionale ancora prima che iniziate a parlare (da Neurowear.com).

A grande richiesta lo scorso settembre è entrata in commercio la NEKOSHIPPO, ovvero la coda di gatto: agganciata a una praticissima cintura da legare in vita, e che “chiunque può indossare per strada”,  la coda ha tre posizioni: quella a riposo, quella di allarme che dà colpetti nervosi e quella attiva che esprime le emozioni più forti. Va da sé che orecchie e coda possono essere combinate per moltiplicare gli strabilianti effetti emotivi.

GUARDA IL VIDEO DELLA NEKOSHIPPO!!

Nekoshippo

Per adesso può sembrare a tutti un’invenzione divertente creata a scopo commerciale, in realtà però potrebbe considerarsi una sorta di prototipo per uno scopo differente: se portato avanti, infatti, il prodotto potrebbe essere utilizzato in futuro per consentire a persone disabili di mostrare i propri sentimenti e a farsi comprendere meglio oppure impiegato in trattamenti per pazienti autistici, come i bambini ad esempio.

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