Il katsudon (カツどん)

D’accordo, lasciando da parte i pensieri maliziosi che sorgono dalla lettura del titolo di questo post, oggi vi voglio parlare della pietanza più deliziosa, più libidinosa, più appagante che un ristorante giapponese di qualità medio/bassa ha da proporre. Ebbene sì, ho mangiato di tutto in Giappone ma ritengo che il katsudon sia il piatto che più mi ha reso felice durante la mia permanenza nel Paese del Sol Levante.

Il nome deriva da tonkatsu トンカツ (la cotoletta di maiale) e il donburi 丼(piatti formati da riso cotto al vapore). Si tratta per l’appunto di una cotoletta di carne di maiale impanata e fritta, servita in una scodella su riso bianco bollito e condita con un sugo fatto con uova, cipolle e salsa di soia: una bomba calorica, lo ammetto, ma ne vale davvero la pena. Il katsudon può considerarsi un piatto unico, anche se in realtà, per i più golosi, talvolta è accompagnato da una scodella di rāmen ラーメン (piatto di origine cinese a base di tagliolini di farina di frumento serviti in un brodo bollente insaporito con vari ingredienti a seconda della regione d’origine) e da tsukemono 漬物, letteralmente “cose in salamoia”, che in genere sono verdure e hanno la funzione dei nostri sottaceti. Dunque, se volete sfondarvi di cibo, vi basterà ordinare un katsudon setto カツどんセット, che comprenderà tutti questi piatti!

Il momento ideale per consumare il katsudon è senza dubbio nel cuore della notte, quando uscite dalle birrerie o dai club, affamati e magari un po’ sbronzi; troverete ad ogni angolo della città qualche fast food in stile giapponese con simpatici cuochi pronti a soddisfare il vostro languorino notturno. C’è un rituale moderno che dètta agli studenti di mangiare un katsudon la sera prima di ogni esame, questo perché la parola “katsu” 勝つ corrisponde anche al verbo che ha il significato di vincere o essere vittoriosi. Il katsudon è molto economico, il costo è intorno ai 400/500 yen (circa 4/5 euro).

Vi lascio con una citazione dal libro Kitchen di Banana Yoshimoto sul katsudon:

“Per quanto potessi essere affamata, io sono una professionista. Quel katsudon era preparato con assoluta maestria. Si poteva definirlo un capolavoro. Buona la qualità della carne, gustoso il sapore del sughetto, perfetto il punto di cottura di uova e cipolle, buona la qualità del riso, anch’esso cotto al punto giusto. Non c’era il più piccolo difetto.”

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