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Berlino segreta: Nettelbeckplatz

Per la serie “Berlino segreta” oggi vi porto a Wedding, un quartiere popolare appena fuori il Ring di Berlino con tanto potenziale. Non nascondo che personalmente ritengo Wedding una delle zone più interessanti di Berlino, specialmente la zona attorno alla stazione della S-Bahn. Non solo per la presenza del birrificio Eschenbräu, ma anche e soprattutto per alcune gemme nascoste come la Nettelbeckplatz, di cui vado a parlarvi oggi.

Una piazza come un’altra si dirà, invece no. A prima vista questo sembra, una piazza di passaggio con il suo imbiss, il suo eck-kneipe ed il suo mercatino rionale (ogni martedì e venerdì). Il Grande Niente l’ha chiamata il Tagesspiegel un paio di anni fa. Cosa c’è quindi di interessante oltre ad uno spaccato di vita quotidiana che si può trovare in qualsiasi angolo di Berlino? La sensazione di vivere in un momento sospeso nel tempo, la sensazione di trovarsi in un non-luogo, circondato da personaggi così diversi eppure così uguali. I turchi e gli hipster, la classe media di operai e gli studenti (che stanno colorando una zona altrimenti davvero grigia).

Una foto pubblicata da Berlin Wedding 65 (@1000bln65) in data:

E poi c’è lei, la statua “Tanz auf dem Vulkan”, tentativo anni ’80 di dare un senso ad una piazza che altrimenti il senso non l’ha mai avuto. Ed è proprio quest’opera a firma Ludmila Seefried-Matejkova che secondo me merita da sola una deviazione dal vostro solito giro berlinese. Un’allegoria della vita moderna, un’allegoria dei nostri giorni così ben fatta, pulsante di vita, che non può e non deve rimanere segreta. Da qui l’idea di scriverci su un articolo.

Nell’ambito dei progetti di riqualificazione della piazza infatti, nel 1987 venne lanciato un concorso per una fontana da mettere nel centro della piazza, vinto appunto da Ludmila Seefried-Matejkova, artista berlinese che ha firmato altre opere importanti a Berlino Ovest negli anni ’80. Un’opera alta due metri, piena di significato. Sul cratere del vulcano danzano quattro figure umane a grandezza naturale, sulle note di un pianoforte suonato da un satiro di bronzo posto ai piedi della scultura.

Un post condiviso da TheMamahuhu (@jenswiesner) in data:

Il Vulcano simboleggia il mondo contemporaneo: le persone – spinte dal satiro – a ballare e cantare sul cratere del vulcano non vogliono prendere sul serio il pericolo. La gente vuole vivere!

Ed è proprio questo inno alla vita che mi fa amare la Nettelbeckplatz, oltre alla statua in sé, che trovo decisamente bella. E quando si accende la fontana, con l’acqua che sgorga dal cratere bagnando le figure umane della statua ed il fauno suonante, è subito magia.

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