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Berlino segreta: la Siemensbahn

Quando si parla di Berlino si pensa sempre ai soliti posti: Alexanderplatz, l’isola dei musei, Porta di Brandenburgo, Checkpoint Charlie, etc etc… Molti turisti sono però attratti dai luoghi meno conosciuti della città, da quei luoghi abbandonati da anni dove nessuna anima viva mette più piede. Negli ultimi anni il Senato cittadino ha deciso di investire e risanare molti di questi luoghi abbandonati (vedi lo Spreepark o il Teufelsberg), ma molti restano ancora in attesa di riqualificazione. Uno di questi è la Siemensbahn (l’allora S4).

Quanti di voi avevano già sentito parlare di questa ferrovia abbandonata? Immagino ben pochi. Facciamo quindi un po’ di ordine.

Cento anni fa Berlino non era ancora la grande città che noi tutti conosciamo. Intorno alla città c’era ancora molto spazio per costruire e per far partire un’industria che in Prussia non era certo al passo delle grandi potenze dell’epoca. Per questo la Siemens decise di stabilire nel quadrante ovest della città le sue fabbriche. Nonostante la presenza della Siemenstadt, creata dal nulla intorno alle fabbriche come da tradizione dell’epoca (vedi ad esempio gli insediamenti intorno alla fabbrica Carlsberg di Copenhagen), un quinto degli operai dell’azienda abitava a Berlino e necessitava di un collegamento rapido ed efficace per raggiungere la fabbrica. Ed è così che l’azienda si accollò i costi di un’opera fondamentale per lo sviluppo industriale della città: la Siemensbahn. La ferrovia collegava gli stabilimenti a Jungfernheide, importante nodo di scanbio sul Ring. Quattro stazioni molto usate, per una linea che garantiva treni ogni cinque minuti.

Una foto pubblicata da Sean James Mc Veigh (@white.tigerz) in data:

Prima il nazismo e poi il dopoguerra hanno fermato lo sviluppo industriale di Berlino, con la Siemens stessa che ha preferito spostare i suoi stabilimenti a Monaco di Baviera. Come conseguenza la Siemensbahn ha visto pian piano diminuire i suoi passeggeri giornalieri fino alla definitiva chiusura della tratta nel 1980, quando giusto una trentina di persone al giorno utilizzavano la linea S4, ormai doppiata dal prolungamento della U7.

Trentaquattro anni di abbandono in cui l’incuria umana e poi la forza della natura hanno rimodellato le stazioni. Luoghi fantasma vittime di vandalismo, dove il tempo ha fatto inesorabilmente il suo corso. Luoghi a loro modo pieni di fascino, soprattutto per chi è alla ricerca di qualcosa di diverso. Dalla caduta del Muro in poi i luoghi fantasma di Berlino sono pian piano diminuiti e in attesa che la Siemensbahn venga riqualificata, vi consiglio di farci un salto. Soprattutto se siete fotografi (pro o amatoriali).

Molti i progetti in discussione per far splendere di nuova vita la tratta. Alcuni prevedono una passerella verde come per la Hugh Line di Manhattan, c’è invece chi vorrebbe creare delle piscine all’aperto dove prima scorrevano i binari. Fatto sta che prima che tutto questo venga messo in pratica c’è abbastanza tempo per immortalare queste stazioni fantasma che una volta pulsavano di vita, di gioventù, di progresso e di futuro. Un futuro che invece la Guerra ha cambiato per sempre, per Berlino e per i suoi abitanti.

Un video del 1974 mostra la Siemensbahn in attività

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