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Mauerhasen: i conigli del Muro di Berlino

Berlino è una città con milioni di storie da raccontare. Tutti conoscono la storia del Muro, dei tentativi di fuga, delle famiglie divise, della Caduta e della Riunificazione. Ci sono però tante storie che rimangono a giacere nei cassetti polverosi della Storia, finché qualcuno di buon cuore, qualche studioso, qualche regista o qualche artista troppo curioso non le riportano in vita. Per raccontarvi questa storia andiamo all’incrocio tra la Chauseestraße e la Liesenstraße, lì dove il Muro di Berlino divideva i quartieri di Wedding e Mitte. Abbassano lo sguardo a terra potrete trovare decine di rappresentazioni di conigli dell’artista Karla Sachse. Conigli che mangiano, che saltellano, figure incastonate nell’asfalto, proprio lì dove una volta sorgeva la Striscia della Morte che divideva l’Ovest dall’Est. Perché?

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I conigli del Muro sono stati chiamati: Mauerhasen in tedesco, Rabbit à la Berlin nella versione internazionale. Sono saliti alla ribalta grazie all’omonimo documentario del regista polacco Bartek Konopka, candidato all’Oscar come miglior documentario nel 2010. Ma chi sono i Mauerhasen, i conigli del Muro di Berlino? Sono conigli selvatici che hanno approfittato per anni della divisione di Berlino per crescere e moltiplicarsi al riparo dei pericolosi predatori del Tiergarten, volpi soprattutto. Se la costruzione del famigerato Muro ha rappresentato per intere famiglie dolore e divisione, per i conigli di Berlino la costruzione di due muri significò un territorio lungo 160 km dove poter correre in libertà, mangiare erba e non preoccuparsi di nulla.

Le guardie di frontiera non hanno mai rappresentato un problema per i conigli del Muro, in quanto non era possibile sparare agli animali: ogni sparo andava giustificato e protocollato. E così, nel giro di pochissimo tempo ecco che la Striscia della Morte si popola di decine di migliaia di piccoli coniglietti saltellanti. Considerate che i conigli possono avere dalle 4 alle 8 cucciolate l’anno e che ogni cucciolata può contare fino a 12 cuccioli, ecco che potete immaginare da voi i numeri di esemplari di conigli del Muro presenti a Berlino fino al 1989.

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I conigli però non restarono sempre all’interno della Striscia della morte. Molti riuscirono a scavare dei tunnel lunghi anche 500 metri sotto i blocchi di cemento del Muro uscendo al di là del confine, nel settore Ovest. Se fino al novembre 1989 i conigli erano un’attrazione divertente per chi osservava al di là del Muro (non mancavano infatti torrette “panoramiche” ad ovest), con la caduta del Muro stesso ecco che i conigli da simpatici pelosetti saltellanti diventano un problema per la città di Berlino. Decine di migliaia di conigli si riversano nel Tiergarten e nelle altre zone verdi della città, assalendo i prati. Molti vengono cacciati e per giorni sulle tavole dei berlinesi non mancò coniglio arrosto, fino allo svenimento.

Un post condiviso da Rene Gropp (@renegropp) in data:

Quando quindi trovate conigli saltellanti felici nei giardini condominiali o negli spazi verdi pubblici della città, sappiate che state osservando i risultati di una cattività forzata, di un esperimento involontario che ha fatto crescere la popolazione di conigli berlinesi in modo sproporzionato. I conigli del Muro sono gli unici ad aver avuto un vantaggio nella divisione della città ed oggi l’installazione artistica tra Chauseestraße e Liesenstraße cerca di riportare alla memoria degli abitanti odierni un pezzo di Storia purtroppo poco conosciuto.

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