Via da Berlino: tutti in provincia!

A Berlino si assiste curiosamente a due flussi “migratori” contemporanei e contrari. Da una parte i giovani studenti, i single e gli stranieri che vogliono vivere al centro città dove c’è vita, dall’altra le giovane coppie, gli anziani, le persone con stipendi bassi che scappano dalla città e se ne vanno in provincia. Se i primi sono attratti dalla vita notturna, dai pub, dagli späti e dalla vita movimentata della Capitale, gli altri cercano il verde, la tranquillità e fuggono dagli affitti proibitivi.

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Se fino al 2007/2008 Berlino era piena di spazi vuoti, con la crisi economica che ha colpito il Sud Europa è iniziato un popolamento che ha ridotto gli appartamenti vuoti in città ad un misero 2%. Giovani italiani, spagnoli, greci hanno tentato la fortuna a queste latitudini attratti da affitti bassi e da un tenore di vita decisamente buono se confrontato alla loro madre patria. Contemporaneamente chi aveva due soldi da parte (scandinavi, americani, ma anche molti italiani) ha pensato bene di investire sul mattone comprando appartamenti da ristrutturare e destinare all’affitto. Tutto questo ha portato ad un incremento del costo degli affitti a Berlino che ha reso la vita difficile a chi in città ci è nato. Soprattutto agli ex-cittadini della DDR abituati ad affitti decisamente più popolari.

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Spostandosi in provincia però la situazione è ben diversa. Quasi rosea direi. Considerando soltanto i posti raggiungibili da Berlino entro un’ora, troviamo a disposizione circa 10mila appartamenti vuoti ad un prezzo medio di 5,93 euro al metro quadro (secondo i dati della BBU Verband Berlin-Brandeburgischer Wihnungunternehmen – https://bbu.de). Se ci si allontana di ancora un poco, i prezzi scendono a 4,99 euro. In un anno si possono risparmiare fino a 3300 euro di affitto, ma non sempre trasferirsi in provincia vale la pena. La maggior parte delle famiglie che si spostano fuori Berlino mantengono comunque il lavoro nella capitale; questo vuol dire spostarsi quotidianamente dalla provincia a Berlino usando i mezzi pubblici, treno ed Sbahn soprattutto.

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Città come Bernau, Teltow, ma anche Lübbenau, Falkensee e Schönefeld sono molto richieste al momento. I comuni interessati da questa “ondata migratoria” sono ben felici di accogliere giovani famiglie e professionisti, un flusso che arresta il calo demografico che a partire dalla caduta del Muro ha investito il Brandeburgo (così come tutta la ex-Germania Est, del resto). Con il crescere della richiesta però, aumentano anche gli affitti. L’aumento ha colpito principalmente Potsdam, ma anche Brandeburg an der Havel, dove il quartiere Hohenstücken si è rivelato molto amato dai “fuggiaschi” berlinesi.

Chi sono però queste persone che se ne vanno da Berlino preferendo la vita in provincia? Come dicevo ad inizio articolo principalmente giovani coppie alla ricerca di una casa dove crescere i propri figli lontani dal caos, ma anche pensionati che non riescono più a permettersi l’affitto a Berlino. Il 62% di questi “contro-migranti” sono proprio berlinesi e solo un 13 % stranieri. Guardando gli affitti nella zona C effettivamente si trovano molte occasioni interessanti, ma quanti di voi sarebbero disposti a fare i pendolari ogni giorno su treni regionali affollati? Quanti di voi sarebbero disposti a rischiare di far tardi al lavoro, con la Sbahn che – purtroppo – non è un mezzo di trasporto affidabile in termini di puntualità e regolarità del servizio?

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