Westhafen e Osthafen, i porti di Berlino

Berlino nasce sull’acqua. Berlino è costruita sull’acqua, o come dice il famoso proverbio “Berlin ist aus dem Kahn gebaut” (Berlino è stata costruita con le canoe). Non una città ricca di canali come Venezia, Amsterdam o Bruges e nemmeno una città di porto come Marsiglia, Liverpool o Anversa. Al giorno d’oggi è difficile vedere navi commerciali navigare la Spree, eppure fino a 100 anni fa la situazione era diversa. Westhafen ed Osthafen – i porti di Berlino – erano dei centri di smistamento commerciale importantissimi per l’economica della Capitale del Reich prussiano. Nella sempre più vivace Berlino, che ricordiamolo era in espansione perpetua fino a diventare la terza città del mondo per numero di abitanti dopo New York e Londra, tutte le materie prime, le merci e i materiali di costruzione arrivavano via fiume. In tutta la città iniziarono a sorgere depositi merci, finché i commercianti di Berlino non richiesero a gran voce la costruzione di due porti. Il Westhafen e l’Osthafen, appunto.

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Nel 1913 si conclusero i lavori per Osthafen, solo dieci anni dopo quelli per il porto a Wedding. Anche i nazisti spingevano per uno sviluppo dei porti di Berlino: la preparazione della guerra necessitava di una valida ed affidabile alternativa ai trasporti via terra. Il trasporto via nave garantiva tutto questo. Con la caduta del Terzo Reich e l’avvento del Muro, Westhafen ed Osthafen cadono in disgrazia. Il primo viene restaurato anche con l’aiuto degli occupanti inglesi, il secondo invece – caduto in territorio di occupazione sovietico – viene man mano smantellato ed i comandanti di nave diventano vittime delle ingenti misure prese dai sovietici come “riparazioni di guerra”. Osthafen sorge infatti proprio al confine tra le due Berlino: la striscia della morte passa di lì, rendendo impossibile la fuga ad ovest attraverso la Spree.

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Anche se con la Riunificazione la collaborazione tra i due porti potrebbe finalmente diventare possibile come 100 anni fa, la politica ha fatto intendere che nella regione di Berlino (e nel vicino Brandeburgo) l’utilizzo dei fiumi come via commerciale non è di interesse comune. In contrasto con quanto l’esempio del Reno ci mostra invece ogni giorno.

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A Westhafen oggi si è sviluppata un’industria della logistica che preferisce utilizzare il trasporto via terra e via binari, nonostante approfitti dei magazzini costruiti sulla Spree. A Osthafen invece è stato tutto ristrutturato e messo a disposizione della gentrification, con il famoso palazzo della Universal a dominare lì dove una volta sorgeva il porto della parte est di Berlino. Una cosa è certa: i due porti di Berlino, nonostante non abbiano più la loro funzione originale, sono nel cuore di tutti i berlinesi e la loro presenza domina sui quartieri di Wedding e Treptow, donando loro un’aurea caratteristica che manca agli altri quartieri di Berlino.

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