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ASPETTANDO L’ AEREO PER ROMA

Questo è il periodo dei rientri in Italia da parte di molti nostri connazionali oltre oceano.

Dal Brasile sono infatti tornati, oltre a mio fratello che però era solo in vacanza, anche mio cugino Giovanni e l’amico Matteo. Giovanni non rientrava in Italia da 10 anni.. non ha trovato grosse differenze nella propria cittadina, giusto una strada e un centro commerciale in più e qualche negozio storico in meno. Le differenze sociali invece sono tante: molti suoi ex colleghi adesso sono in mobilità o disoccupati, e per le strade si vedono moltissimi stranieri in più.

Matteo Gennari, che conoscete grazie alle “Lettere dal Brasile” che invia a questo blog ormai da metà luglio, è tornato per un periodo di vacanza dalla sua famiglia. Se vi fa piacere domenica 15 gennaio sarà a Milano a presentare il suo romanzo “Un Succo Naturale, grazie” presso l’Ostello Bello Grande, di fianco alla Stazione Centrale, in via Roberto Lepetit 33.

Azul Airlines
Aspettando l’aereo per Roma – di Matteo Gennari

Dall’aeroporto di Rio de Janeiro Matteo ci ha inviato una nuova email.. una poesia buttata giù aspettando l’aereo per casa.. o casa sua è quella che sta per lasciare?

ASPETTANDO L’ AEREO PER ROMA – di Matteo Gennari

Sono la persona più normale che conosco,
ogni posto è casa mia
io ripeto ogni mio comportamento
in ogni luogo
mi ritrovo nei gesti degli altri
non ho ambizioni che non siano
frustrate
mi piace cantare, ma non professionalmente
mi piace scrivere, ma non professionalmente
mi godo quando posso il mio mese di ferie
e sento il profumo della disoccupazione
ogni sua attenzione mi seduce
e mi tormenta
come tormenterebbe una persona normale
come me
non bevo caffè perché ho problemi gastrointestinali
sono ansioso, ho bisogno di riposo da me
stesso, esco spesso con gli amici
per distrarmi
in molti ci provano a fregarmi e la metà
ci riesce ma io non provo rancore per nessuno
non ho chissà quali pretese, conosco i limiti di una persona normale
come me
bevo molto thè, mangio riso
perché così mi sono abituato in America Latina
continente da me visitato nell’unico momento
in cui mi sono sentito speciale
pensiero che, per fortuna, è rientrato nei canoni
senza i quali
non riesco a vedermi nel prossimo mio,
come me stesso
e lo faccio spesso, negli altri vedo i miei stessi problemi
le mie disattenzioni
i miei disturbi cronici
le inibizioni
negli altri vedo il mio stesso decoro
le perversioni
e l’ alito cattivo

Sono una persona normale, la più normale che conosco
ci provo sempre, ad ogni costo, come tutti
amo gli esseri umani del mio amore
banale e universale
uguale a quello di chiunque
penso alla morte e spesso
sento che il tempo vola, il tempo stringe
e me ne faccio una ragione
non cammino a ritroso, ho solo bisogno di riposo
da me stesso
dalle fissazioni di una persona normale
che lotta, cade e si rialza
come me, come voi, come tutti noi
non fuggitemi, non mordo
non datemi troppe attenzioni perché sono vanitoso
lasciatemi vivere, se potete
e se mi vedete in aeroporto, in stazione
o in una gondola a Venezia
magari in buona compagnia
andate via
perché se mi riconosceste e mi diceste
che sono bravo,
mi monterei la testa e farei una festa inutile
come le tante che ho già fatto
abbiate pazienza come quella che avreste con un figlio
perché sono l’ eterno figlio dei miei genitori
e se non ho fatto il concorso per la banca
come voleva la mia mamma
è perché anche le persone normali, da giovani,
hanno grilli per la testa

Sono la persona più normale che conosco
e ci tengo, voglio essere normale ad ogni costo
in ogni posto, in ogni confraternita
che mi tocchi visitare
essere normale non mi consola
e mi dà la certezza d’essermi sbagliato
quando mi credevo dotato
pieno di talento
mi sono sbagliato perché il vento aveva il sapore del sale
del mare
io ero una specie di avventura fatta unica
fatta essere umano
fatta deltaplano
coraggioso come un vichingo
affrontavo i Longobardi di Milano
lottavo scrivania per scrivania
ascensore per ascensore
settore per settore
lottavo una guerra inutile che credevo di vincere
e ho perduto
scrivere è rimasto l’unico mio vizio
nemmeno tanto segreto
l’unico grillo che ho ancora per la testa
l’unico momento di festa
scrivere e nuotare, scrivere e correre o amare
chiunque, da qualsiasi parte
senza pregiudizi o preconcetti nei confronti di nessuno
tanto, anche se vi nascondete negli stivali da cavallerizze o se,
intervistati dalla televisione,
dimostrate talento e potere
io lo so che tutti voi che prenderete l’aereo Rio Roma
tra mezz’ora
siete uguali a me

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di Matteo Gennari: un professore di italiano nato a Milano e ora residente a Rio de Janeiro. Da poco ha pubblicato un nuovo romanzo ambientato proprio nella città olimpica, COME PERDERE L’ANIMA, acquistabile online dai principali negozi.

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Data di uscita: 31 luglio 2016.