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Bellezza e Caos a Rio

Ecco una nuova lettera dal Brasile, l’ottava, del nostro amico Matteo Gennari, ritornato a Rio dopo una parentesi a Bahia.

Per le precedenti lettere e poesie dal Brasile vi rimando alla rubrica dedicata.

Caos a Rio
Bellezza e Caos a Rio de Janeiro

BELLEZZA E CAOS A RIO – di Matteo Gennari

Caro Roberto,

Copacabana continua identica.

Le colline sono dove erano prima, il mare, cocciuto, sbatte le sue onde contro l´arenile e produce quel suono delizioso che mi ricorda che sono vivo e che il tempo è inesorabile. Il vento, quando c´è, si fa sentire anche se la pioggia ultimamente cade poco.

Sono passate le Olimpiadi e sono cominciate le Para Olimpiadi.

Io, come sai, durante il grande evento ero a Bahia a contemplare la foresta (il mio habitat ideale, spero un giorno di viverci vicino!), ma i miei amici hanno detto che è stato fantastico. Si sono sentiti come dei turisti nella propria città e hanno ammirato con occhi da straniero le nuove costruzioni, il porto, il boulevard olimpico, il murales del grande artista di San Paolo. Numerose le visite, innumerevoli gli scambi culturali, maggiore il senso di sicurezza prodotto dalla presenza dei militari e poi che bello deve essere stato andare tutti alle feste, la sera, senza chissà quali paure o pericoli. Che bello deve essere stato partecipare agli eventi sportivi, coi brividi sulla pelle a causa della percezione della bellezza di ritrovarsi tutti assieme come un popolo che divide la felicità di abitare una città così completa. Le Para Olimpiadi dureranno ancora qualche giorno…

rio de janeiro
rio de janeiro

Intanto però incalzano i preparativi e le reclames delle campagne elettorali dei candidati a sindaco (le elezioni saranno tra un mese) mentre lo Stato di Rio e la Prefettura annaspano in mezzo ad una profonda crisi economica.

Roberto, se tu fossi qui e accendessi la televisione, ti godresti lo spettacolo di un candidato che visita ospedali e scuole assieme a professori, alunni e genitori felici. È uno degli spot migliori. Il faccione sorridente, i genitori che approvano la scuola da primo mondo, il candidato che dice che negli ultimi anni sono state costruite nuove ed efficienti scuole e che, se lo eleggeremo, lui ne aprirà ancora di più fino a quando “tutte le scuole pubbliche saranno belle come quelle edificate recentemente”. Stesso discorso vale per gli ospedali. Il candidato ammette che c´è ancora molto da fare, ma gli ospedali costruiti recentemente funzionano benissimo. Secondo lui, adesso solo mancano specialisti, e, nel prossimo mandato, dopo che l´avremo eletto,lui provvederà con pediatri, geriatri, gastro, neuro… costruirà meglio e di più (con quali soldi?) e Rio diventerà la città delle meraviglie.

greve rio
sciopero della scuola a Rio

Mio figlio intanto quest´anno, a causa dello sciopero dei professori che non hanno ricevuto lo stipendio per più di cinque mesi (la priorità erano le Olimpiadi), non riuscirà a completare l´ultimo anno di scuola (ha diciassette anni). Dovrà aspettare marzo o aprile per ottenere il diploma, dovrai cioè frequentare la scuola per recuperare le lezioni anche dopo la fine dell´anno regolare. A novembre però c´è l´ENEM, l´esame di ammissione all’università. Lui lo farà. E se dovesse passare? Non potrà iscriversi all’università perché non avrà ancora il diploma in mano. E chi si iscriverà all’università? Gli alunni delle scuole private o quelli delle scuole pubbliche i cui professori non hanno aderito allo sciopero…

(continua)

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di Matteo Gennari: un professore di italiano nato a Milano e ora residente a Rio de Janeiro. Da poco ha pubblicato un nuovo romanzo ambientato proprio nella città olimpica, COME PERDERE L’ANIMA, acquistabile online dai principali negozi.

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