Brasile Shock! La grande illusione della Coppa: Quello che i Gringos non devono vedere!

La Guerra in Iraq ha visto la morte di 21.428 soldati della coalizione in quasi 9 anni di conflitto. Una tragedia immane che ha occupato le prime pagine dei giornali per anni, in tutto il Mondo.

In 7 anni e 3 mesi il Cearà, regione povera del nordest del Brasile, ha perso in modo violento 20.740 cittadini. Morti ammazzati.. morti come mosche nell’indifferenza mondiale.

 

Bambino di strada a Fortaleza (Foto Mikkel Keldorf Jensen)

Nel 2014, l’anno dei Mondiali brasiliani, i morti ammazzati sono addirittura in aumento: solo a Fortaleza sono 9,8 al giorno, in pratica 10 MORTI AMMAZZATI AL GIORNO SOLO IN UNA CITTA’.


80 omicidi ogni 100mila abitanti nel 2013 rendono questa città la seconda più insicura del mondo, peggio fa solo Caracas.
Lo stato del Ceara’ è passato dai già numerosi 1936 morti ammazzati del 2007 ai 4462 del 2013.
E il 2014 non vede miglioramenti.

Mikkel K. Jensen (FB)

MA IL TURISTA COSA VEDE?
Il turista a Fortaleza non vede molto di più di quello che vede il resto del mondo. Il centro turistico è sicuro, c’è molta polizia.. al limite si rischia uno scippo.

Ma la cruda realtà la racconta egregiamente un giornalista danese che, tra settembre 2013 ad oggi ha girato il Brasile per conoscere a fondo il paese che dovrebbe cambiare volto in vista dei Mondiali di questa estate e delle Olimpiadi del 2016.

Mikkel K. Jensen (FB)

Mikkel Keldorf Jensen, questo il suo nome, afferma di aver visto quello che “i gringos” non devono vedere! Quello che il Brasile di Dilma Rousseff vuole celare al mondo.. questo immane disastro sociale. Violenza, prostituzione, ignoranza.. fiumi di miliardi di reais spesi in stati che rimarranno cattedrali nel deserto, penso soprattutto a quelli in Mato Grosso e in Amazzonia.
Ma c’è di peggio. Jensen denuncia pulizie delle zone turistiche come nei tempi della dittatura: ci sarebbero infatti bambini di strada spariti, nuovi desaparecidos.
Il giornalista racconta la storia di Allison, 13 anni solo e senza niente, che rischia di essere una nuova vittima della “pulizia”. Si chiede poi come può seguire un Mondiale che ha questi risvolti drammatici.

Io sono tornato da poco da poco da Fortaleza, dove ho parenti italo-brasiliani e tanti amici. A mio giudizio gli europei sono più sensibili a questa situazione rispetto i brasiliani, che sembrano esserci abituati. I turisti stranieri sono infatti ancora una piccola minoranza.. ma ai mondiali sarà diverso!
Tante volte ho detto ad amici che non vivono in zone ricche: ma come fate a riderci sopra e a non vivere nel terrore? Dopo il tramonto è il far west!

Personalmente, penso che il mondo ha gli occhi puntati sul Brasile, e si sta accorgendo di tutto, non si farà ingannare.
Il movimento “nao vai ter copa” ha già avuto il beneficio dei riflettori, e ci si aspetta sempre più visibilità.
Ieri la moglie del chitarrista dei Guns&Roses è stata derubata a Fortaleza, cosa che è accaduta anche a dei giocatori durante la Confederation Cup.

L’incognita vera è che cosa succederà da qui a ottobre, quando ci saranno le elezioni politiche.
Il Brasile è in uno stallo drammatico, ha smesso di crescere economicamente e la classe media reclama una svolta. Stiamo a vedere.

Dall’Iraq: “qui tutto bene, Fortaleza mi fa pena”

– Ottimo approfondimento sui dati della violenza (in portoghese): TRIBUNADOCEARA