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Lettera di Natale

Il 2016 è stato l’anno del Brasile e di Rio de Janeiro, dalle Olimpiadi agli scandali politici: nella consueta lettera da Rio, Matteo Gennari ci racconta l’anno di questa meravigliosa città, atterrata dalla crisi, tra gioie e dolori..

A Gennaio 2017 Matteo presenterà un suo romanzo a Milano, presto sul blog tutte le informazioni. In alternativa potete contattarlo via email all’indirizzo matteogennari@gmail.com

Buona lettura e Buon Natale!

Sergio Cabral - Rio 2016
Sergio Cabral – Rio 2016

Caro Roberto,

il Natale è prossimo, l´anno sta finendo ed io vorrei terminarlo con una breve lettera. Vorrei fare il punto della situazione, qui a Rio. Senza allarmismi, senza disfattismi, obiettivamente (se è possibile essere obiettivi, forse no).

Dividerei il 2016 in due periodi: il periodo pre-olimpico e quello post-olimpico. 
Durante il periodo pre-olimpico a Rio si è respirata un´aria di attesa, un misto di ansia, paura e felicità. L´ansia dovuta al fatto che  i lavori potessero ritardare, la metropolitana poi non sarebbe stata ultimata, gli stadi e i palazzetti dello sport avrebbero fornito strutture deficitarie e il Brasile avrebbe fatto una brutta figura. I soliti problemi di immagine, più importanti della manutenzione degli ospedali e delle scuole. I professori, infatti, nel periodo pre-olimpico sono stati pagati in ritardo o non sono stati pagati (e gli infermieri e una parte della polizia).
La città però, naturalmente esposta al turismo, città nata dai figli di immigrati, assieme ai suoi abitanti, i carioca, sempre a braccia aperte e vogliosi di contatti, scambi ed emozioni, erano preparati e le Olimpiadi sono state un successo. Nessun atto di terrorismo, l´esercito a presidiare le strade, le strade piene di gente, boom turistico, grande e contagiosa allegria, i carioca hanno aperto le loro case agli stranieri, ai turisti e agli atleti che hanno sentito nella pelle gli effetti della proverbiale empatia dei brasiliani e delle brasiliane.
Verso le Olimpiadi di Rio de Janeiro
Olimpiadi di Rio de Janeiro (foto microsites.abreu.pt)
Le Olimpiadi hanno portato una ventata di allegria e di ottimismo che però è stata mitigata, annullata, quasi massacrata dal periodo post-olimpico: lo Stato di Rio è entrato in una profonda crisi finanziaria, le pensioni di molti ex professori ed ex poliziotti non sono state pagate, gli stipendi di vari funzionari pubblici (compresi i professori della UERJ, l´Università Statale di Rio) vengono tuttora pagati in nove rate mensili… la parola d´ordine è austerità, parola ben rappresentata dal nuovo  sindaco eletto quest´anno, l´evangelico Marcelo Crivella, che entrerà in carica a partire dal primo gennaio ed ha già annunciato la riduzione del numero di segretari e segretarie che faranno parte del suo governo (da 24 a 12).
Ridurre i costi a tutti i costi per non dichiarare il fallimento e non finire come la Grecia post olimpica del 2004.
L´ultimo sindaco di Rio, Eduardo Paes, è stato fermato dalla polizia quando cercava di imbarcare per gli Stati Uniti, il suo conto corrente è stato bloccato dalla magistratura. È accusato di aver incassato laute tangenti.
L´evento del 2016 è stato comunque un altro, un fatto che, nella tristezza della realtà che rappresenta, ha reso felici molti di noi: l´arresto di Sergio Cabral, ex governatore dello Stato di Rio, amico della polizia corrotta, grande corruttore e, forse, mandante di qualche omicidio. Odiato praticamente da tutti (con esclusione degli squadroni della morte, le Milizie che comandano molte favelas), oggi Cabral è nel complesso penitenziario di Bangu, accusato di aver intascato salate tangenti durante la costruzione del nuovo stadio Maracanã in vista dei Mondiali del 2014, durante la costruzione della linea quattro della metropolitana e di altre opere pubbliche.
Cabral, famoso per i costosissimi viaggi a Parigi e per i banchetti da milionario con gli amici negli hotel della capitale francese (filmati e postati su youtube), adesso è entrato nel nostro immaginario vestito con la divisa verde da carcerato, nella foto segnaletica scattata all´ingresso in prigione (io credevo fosse basso, invece nella foto segnaletica è quasi un metro e novanta!).
È sempre una questione di immagine: prima quella del Padrino carioca, il Capo dei Capi i cui nemici cadevano uno ad uno e ora, dopo le indagini del giudice Sergio Moro di Curitiba e di altri giudici carioca, quella di un prigioniero, un carcerato che sta perdendo tutto (anche la moglie è stata arrestata).
Un´ultima considerazione (quasi un mea culpa): io, come molti brasiliani e stranieri che vivono da queste parti, avevo creduto che i Mondiali del 2014 e le Olimpiadi del 2016 sommati alla scoperta del Petrolio (il pré sal) a pochi chilometri dalle coste di Rio avrebbero segnato un periodo di crescita economica e di benessere per la nostra città.
Mi sono sbagliato.

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di Matteo Gennari: un professore di italiano nato a Milano e ora residente a Rio de Janeiro. Da poco ha pubblicato un nuovo romanzo ambientato proprio nella città olimpica, COME PERDERE L’ANIMA, acquistabile online dai principali negozi.

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Data di uscita: 31 luglio 2016.