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LETTERE dal Brasile

Questo è la prima “Lettera dal Brasile”, una nuova rubrica realizzata per Brasile Low Cost da Matteo Gennari in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

LETTERE (Non Solo lettere) dal Brasile

Cara Mamma,
ti scrivo da Rio de Janeiro. Sono a Barra da Tijuca, il quartiere nel quale lavoro da più di dieci anni. Non ci vediamo spesso e allora approfitto di questo spiraglio di tempo tra una lezione e l´altra per raccontarti come vanno le cose.

Mi hai chiesto di spiegarti come sta questa nostra enorme città, la città che mi ha rapito da Milano, dall’Italia, e da te, in un certo senso. Mi hai detto l´altro giorno via skype che sei curiosa di sapere come andranno le Olimpiadi…

Raccontarti in poche righe due anni di crisi politica e economica sarebbe difficile. Il tempo, come sai, stringe, e mi devo limitare all´essenziale.

Rio de Janeiro - rifiuti
Pulizia dei rifiuti in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016

Rio de Janeiro è un caos, un vero caos, con tutta la bellezza che il caos produce e lo schifo che si cela tra le pieghe della bellezza. Ci siamo illusi alcuni anni fa che la scoperta del petrolio a qualche chilometro di profondità, in mezzo al mare, dalle parti di Macaé, avrebbe spostato gli equilibri, trasformando Rio in qualcosa di più moderno ed efficiente. Invece, la crisi della Petrobras (l´azienda statale che estrae il petrolio), legata alla corruzione e alle miriadi di indagini che l´hanno rivelata ai giornalisti e al pubblico, ha fatto sì che quello che poteva essere un motivo di gioia si sia trasformato in una causa di grande tristezza.

A Rio non funziona più niente. I costi eccessivi delle Olimpiadi, il buco nelle casse della Petrobras e dello Stato (il Brasile è diviso in Stati. Noi abitiamo nello Stato di Rio de Janeiro) hanno oggi conseguenze disastrose per la popolazione: la polizia non viene pagata regolarmente; la sicurezza non è garantita; la violenza è aumentata; negli ospedali mancano medici, medicinali e infermieri; i professori e le professoresse delle scuole pubbliche sono in sciopero da marzo perché da mesi non ricevono lo stipendio, così gli alunni (cosa che, se succedesse in Italia, ti farebbe piangere il cuore) rischiano di perdere l´anno. Allora (ti conosco troppo bene) tu mi chiederai, ti chiederai: ma cosa ci fa Matteo ancora in Brasile?

Verso le Olimpiadi di Rio de Janeiro
Verso le Olimpiadi di Rio de Janeiro (foto microsites.abreu.pt)

Come ti dicevo via skype, Mamma, il lungomare di Copacabana, attraverso la sabbia, gli ombrelloni, attraverso le reti di pallavolo, le gabbiette per i bagnini e, soprattutto, attraverso i bagnanti, i corridori, le donne in bikini e gli ubriachi al mattino presto, continua ad esprimere la sua rabbia e le sue contraddizioni rappresentate da gente troppo ricca e troppo povera che vive giornalmente, obbligatoriamente, a braccetto.

Le colline continuano a sovrastare l´orizzonte, inflessibili ma generose. La brezza serale ci sprona ad osservare le isolette e l´oceano imperioso. Le onde producono ancora quello sciabordio silenzioso che pare una cantilena cantata da sirene impazzite o, forse, così sagge da sembrarci pazze.

Se Dio vuole, l´oceano rimarrà tale e quale e nessuna crisi (almeno spero) potrà intaccare, modificare il suo linguaggio cadenzato, la sua poesia surreale.
Per questo rimango in Brasile, Mamma.

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di Matteo Gennari: un professore di italiano nato a Milano e ora residente a Rio de Janeiro. Da poco ha pubblicato un nuovo romanzo ambientato proprio nella città olimpica, COME PERDERE L’ANIMA, acquistabile online dai principali negozi.

 

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Prenotalo ora. Data di uscita: 31 luglio 2016.