Viaggio a Bahia: Tre poesie per Oxossi

La rubrica Lettere dal Brasile anche questa settimana si trasforma in “Poesie dal Brasile”. Matteo Gennari non è ancora tornato a Rio e ci scrive sempre dal suo soggiorno a Bahia, quest’oggi con 3 nuove poesie.

Trovate tutte le lettere e le poesie precedenti nella pagina LETTERE DAL BRASILE.

Oxóssi
Oxóssi por menote cordeiro (https://it.pinterest.com/aerikarodrigues)

 

VIAGGIO A BAHIA: Tre poesie per Oxossi

 

La rondine si è tuffata nelle acque del
fiume
per bagnarsi
intanto Keno mi raccontava di come
lui si nasconde di notte tra le rive
o alla fine del giorno sugli alberi
per cacciare

Keno è solitario.
Da bambino, per scappare dalle botte della madre
si è rifugiato per due mesi col fratello
nella foresta
ha mangiato pesce grigliato sopra larghe foglie
alla moda indigena
si è scavato casette nel fango
e le ha costruite sugli alberi

oggi caccia (è proibito ma lui caccia)
si immerge nelle acque di Una, nelle acque torbide,
scure, con la fiocina
e la tuta da sommozzatore

alla fine del giorno depone dei chicci di dendê ai piedi di un albero
poi si vi rifugia sopra, appeso a una rete.
Quando arriva la mandria di cinghiali,
lui spara.

Keno, nella foresta, ha visto degli spiriti:
un vecchio vestito di paglia,
un saggio forse, che osservava Keno e gli amici mentre facevano il bagno
e un Nego d´Água, un negretto nano
col volto da demonio che interviene
quando bestemmiano vicino alle acque di Una
o ingannano vicino alle acque di Una
o si mostrano irrispettosi verso le acque di Una.
Keno aveva imprecato a voce alta perché non riusciva a prendere pesci
e il Nego d´Água è apparso tra le rocce, sotto alla cascata.

Io non so se queste storie sono vere, né mi importa.
Ciò che mi attrae sono le acque di Una, che nascono a monte
e muoiono a valle.
Mi attraggono quelle acque che scorrono sempre diverse
e l´incontro tra il fiume irripetibile che segna l´inizio e la fine di una vita
e il mare,
nel quale le vite convergono e si annegano, tutte insieme.

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A parte il fiume e la cascata,
e noi due in canoa come indigeni
le creste a riflettersi nell´acqua
con le nuvole
e che nuvole mio Dio
era tempo che parole così volgari
non mi venivano alla bocca.
Ricordi
di un´indigena bianca
coi riccioli neri
tra gli insetti, le zanzare, i pesci
le pietre e le cime a riflettersi, e quel suono
pacifico di foresta, tutto è naturale,
vivere e morire.
A parte la foresta,
noia sono le riunioni sociali con l´amica del sindaco
e dell´assessore. Le birre, le solite cose, noia.

A parte le immersioni per pescare
e l´acqua scura, rossastra
perché la terra è rossa e si appiccica
alle scarpe, ai capelli, ai polmoni,
a parte il riflesso delle capigliature
delle piante
e il cielo con le nuvole tra le acque del fiume,
e noi due in canoa
come due africani nella selva
senza paura di niente perché il pericolo è nelle riunioni sociali
con gli amici degli amici della créme della créme
dell´inutile créme.
A parte la vecchiettina che mi porta le foglie
e io mi faccio il mio bagno,
a parte mia figlia che ha bisogno di me,
a parte le differenti tonalità di verde
delle acque
e l´effetto di stupore,
di grazia, il suono
delle libellule, delle farfalle,
dei Guacho gialli e neri
che copiano il canto degli altri uccelli e lo cantano
a gran voce verso una platea verde e gialla, azzurra e rossa.
I miei occhi vedono
finalmente, capiscono che i grilli
le lucertole, i serpenti, le pantere
hanno diritti uguali.
Eppure io voglio sterminare
chi mi impedisce di pensare, contemplare,
sviscerare i codici segreti
di cui vado ghiotto.
Istinti omicidi a parte…

_

 

Il mare è sempre lo stesso,
il mare è noioso
come lo stress del vento
tutti i giorni a tirare innanzi la carretta
una folata, ogni tanto
un tornado, una tromba d´aria
per agitare la giornata

Quel fluire delle onde
mi induce alla preghiera
ho chiesto, ho desiderato
senza fiato
perch´è il mare il mio dio preferito
il più autorevole
il meno assoluto

L´energia
della foresta
è una festa per il cuore
per i polmoni
una porzione di libertà e mistero
in controluce, penombra rinfrescante
e rigida, di notte

Mi avvolgono queste forze misteriose
eppure la battaglia è altrove
ogni giorno più complicata
non ne ho la capacità,
non ho la pazienza, non ho la saggezza
mi limiterò all´essenziale

a te, caro nemico
dico solamente: sii leale.

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di Matteo Gennari: un professore di italiano nato a Milano e ora residente a Rio de Janeiro. Da poco ha pubblicato un nuovo romanzo ambientato proprio nella città olimpica, COME PERDERE L’ANIMA, acquistabile online dai principali negozi.

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