Il 2020 a Budapest

Il 2020 a Budapest e la relativa pandemia da coronavirus, sicuramente non ce li scorderemo più.

Il 2020 a Budapest e la Prima ondata

La Prima ondata della pandemia in Ungheria é iniziata a marzo.

Da un giorno all’altro abbiamo cominciato a disinfettare mani, indossare mascherine, mantenere le distanze.

I confini sono stati chiusi quasi subito, così come le scuole.

Scaffali vuoti nei supermercati.

Ci siamo ritrovai chiusi in casa per molte settimane.

I numeri dei contagiati e dei morti da coronavirus non erano alti in Ungheria.

Una media di 15 morti al giorno con una popolazione di poco meno di 10 milioni di abitanti.

Numeri quindi molto bassi rispetto a quanto succedeva in tutti gli altri paesi europei.

Pertanto ci si aspettava, almeno in Ungheria, di riprendere presto una vita normale.

A maggio la situazione era migliorata, a giugno si parlava di vacanze e a luglio io e la mia famiglia siamo andati in Grecia.

Ad agosto sono riuscita anche a tornare in Italia a salutare i miei.

Molti ungheresi hanno invece preferito restare in Ungheria e trascorrere le vacanze al lago Balaton.

Le localitá turistiche ungheresi hanno registrato un boom di prenotazioni e le attivitá commerciali ne hanno largamente beneficiato.

Il 2020 a Budapest e la Seconda ondata

Il 2020 a Budapest e la Seconda ondata in Ungheria era prevista per l’inverno.

Quindi a settembre l’Ungheria ha chiuso nuovamente i confini, muovendosi in anticipo rispetto agli altri paesi europei, con la speranza di evitare o quantomeno contenere al massimo la seconda ondata.

Purtroppo questo sacrificio non é servito: a metà novembre i numeri dei malati erano giá molto alti e il governo ha deciso per una nuova stretta interna.

Mascherine obbligatorie ovunque, anche in strada, coprifuoco dalle 20 alle 5 di mattina, bar e ristoranti chiusi, scuole superiori chiuse.

Anche io e la mia famiglia, nonostante le attenzioni, ci siamo ammalati. Fortunatamente in forma lieve.

Il numero dei contagiati e dei morti da coronavirus é tuttora molto alto.

A dicembre si registra una media di 160 persone morte per coronavirus al giorno.

Adesso peró, con il vaccino alle porte, si vede finalmente una luce alla fine del tunnel.

Budapest a dicembre 2020

Il centro di Budapest oggi é pieno di luci di Natale, ma molto tranquillo.

Persone con mascherina, ordinate e distanziate, passeggiano per le vie della città.

Nelle scuole pubbliche (dalla materna alle medie, le sole rimaste aperte) si controlla la temperatura all’ingresso, c’é l’obbligo di disinfettare le mani ad ogni cambio ora e indossare la mascherina, anche in classe.

Un numero ben distribuito di persone riempie i grandi magazzini.

Non ci sono turisti e quasi tutti i negozi che servono questo settore sono chiusi.

La via Vaci, nella parte finale vicina al Grande Mercato Coperto, la parte piú ricca di negozi per turisti, risulta vuota e desolata.

Tante macchine per le strade e un traffico sostenuto.

Da un mese, infatti, il governo ha deciso di rendere gratuito il parcheggio con l’obiettivo di ridurre ulteriormente i passeggeri e quindi gli assembramenti nel trasporto pubblico.

E gli ungheresi ne hanno approfittato.

Bisogna dire che gli ungheresi amano l’automobile e appena possono la prendono, anche se questo comporta un’infinitá di tempo speso nella ricerca del parcheggio.

Nei mezzi pubblici, sempre super efficienti e ben organizzati, solo passeggeri con mascherina e ben distanziati.

Oggi la maggior parte delle persone lavora da casa e acquista online.

Alcuni ristoranti cercano di sopravvivere con l’asporto, altri invece hanno deciso di chiudere.

Alcuni hanno chiuso per sempre, altri promettono la riapertura a marzo 2021.

Il vaccino arriverà subito dopo le vacanze di Natale e la campagna di vaccinazione inizierá il 27 dicembre.

Ma sappiamo giá che il processo di vaccinazione della popolazione richiederá diversi mesi.

Il vaccino sarà somministrato inizialmente agli operatori sanitari e alle persone anziane affette da malattie croniche.

Nella speranza che si possa presto tornare ad una vita regolare, auguro ai lettori di questo blog buone feste e un anno di rinascita, pieno di incontri nuovi e ricco di viaggi!

Vi aspetto a Budapest nel 2021.

Vi aspetto per un Kremes e un caffé presso il Il caffé più antico di Budapest: il Ruszwurm.

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Buon Natale e Buon 2021,

Paola Nori.

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